La Certificazione di Conformità ai Processi di Committenza basati su Information Modelling and Management in UK

La Certificazione di Conformità ai Processi di Committenza basati su Information Modelling and Management nel Regno Unito

Angelo Ciribini, DICATAM, Università degli Studi di Brescia e ITC CNR


Chiedere il BIM

Spesso ci si domanda che cosa significhi introdurre l'Information Management negli Appalti o nelle Concessioni, a seguito della legislazione comunitaria e degli esempi che provengono da diversi Paesi Comunitari.

Al di là di una risposta tecnicamente impegnativa che verterebbe sullo sfruttamento delle potenzialità computazionali del Modello Informativo per introdurre meccanismi avanzati di istruttoria delle procedure competitive e di legittimazione della valutazione delle offerte, la replica più autentica consiste nell'affermare che non si tratti di usare particolari applicativi informatici, bensì di dominare, da parte di Domanda e di Offerta, i contenuti e i fini delle Opere in oggetto.

E di precisarne i contorni che, nell'era della Dematerializzazione nonché della Digitalizzazione comportano che il Progetto divenga Progettualità che rende il contenitore sensibile alla natura dinamica del contenuto, vale a dire, veicolare le Prestazioni richieste sia in ambito formale sia funzionale, poiché tutto diviene Prestazionalità.

Si tratta di una vicenda che, per il Regno Unito, pioniere dell'Infprmation Management tra i Grandi Paesi, data dagli Anni Sessanta, dal Rapporto sulle Communications in the Building Industry del Tavistock Institute (1965) al volume di Duccio Turin intitolato Building as a Process (1966).

Pressante è, comunque, in Gran Bretagna il disegno teso a conferire al Settore un carattere fortemente industriale, assai prossimo ai Settori Manifatturieri avanzati, così come lo è in Francia e in Germania nel retrofondo di Politiche Strategiche improntate alle Agende Digitali e al Digital Built Country.

Non vi ha dubbio, infatti, che Digital Built Britain costituirà l'asse portante di una concezione che attraversa l'Information Management, l'Ambient Intelligence, l'Internet of Things e le Smart Grids.

Si potrà sorridere di ciò, ma l'ambizione, condivisa tra Governo e Parti Sociali, è quella, al 2025, di proporre una configurazione profondamente inedita del Comparto.

Nel Regno Unito, come dimostra la norma BS 11000, ci si sta ponendo seriamente, come altrove, peraltro, vedasi l'Australasia, l'esigenza di rafforzare i metodi contrattuali, appaltistici o concessori, collaborativi e relazionali al fine di ottenere questo risultato concreto e operativo.

È tutto l'armamentario delle Regole basate sulla Contrapposizione conflittuale e litigiosa delle Parti che prospetticamente e tendenzialmente si cerca progressivamente di accantonare assieme a inefficienze di varia natura.

È uno scenario di Strutture di Committenze altamente qualificate e performanti che si prospetta, a cui devono corrispondere Fornitori parimenti attrezzati. Si tratta delle riproposizione dei fini del Quality Management System con approdi operativi meno evanescenti o aggirabili.

Lloyd's Register e Building Research Establishment hanno recentemente approntato Schemi di Certificazione rivolti a Società interessate a operare sul mercato domestico e sui mercati internazionali, in virtù di una previsione del documento PAS 91, che richiedeva di dimostrare che si possedesse facoltativamente un third party certificate of compliance with BS PAS 1192:2:2013 from an organisation with a related UKAS accreditation, or equivalent.

Lo Schema di Certificazione si applica alla Verifica di Conformità nei confronti del documento BS PAS 1192-2:2013 che deve essere inteso come pre-normativo e che, anticipando una prassi inesistente, sarà dichiaratamente oggetto di adattamenti derivanti dalle prime esperienze.

Accanto a ciò la stessa RICS si occupa di certificare i profili professionali delle persone.

I documenti che sono contemplati in esso sono sostanzialmente:

a) Employer's Information Requirements (EIR);

b) BIM Execution Plan (BEP);

c) Master Information Delivery Plan (MIDP) che scaturisce dalla Production Delivery Table (PDT) contenuta negli EIR; 

d) Task Information Delivery Plan (TIDP);

e) Project Implementation Plan (PIP);

f) Asset Information Requirements (AIR);

g) Operational Information Requirements (OIR).

Questi documenti servono essenzialmente a pianificare e a gestire il Processo di Information Modelling nel Ciclo di Vita, includendo anche i contenuti propri del documento 1192-3:2014, oltre alla Parte Quarta, dedicata a COBie nella declinazione anglosassone.

La Certificazione, che presenta affinità con le norme ISO 9001 e ISO 17020, ha la finalità primaria di pre-qualificare i soggetti partecipanti a una procedura competitiva, sia che si tratti di un appalto sia di una concessione, come rivela la connessione con la PAS 91.

 

Competere per Committenze

In questo senso, è opportuno notare come, mentre l'attenzione generale sia concentrata sul BEP, al contrario, il documento centrale nelle Invitation To Tender saranno gli EIR: come recita il BIM Protocol del CIC, "the Information Requirements define how a Model must be developed, although it will not change the substance of what each party must provide. Many of the requirements included in the IR will be taken from tender documents such as the Employer's Information Requirements. An exhibit of the Employer’s Information Requirements."

All'interno di esso, infatti, si trova il Model Production and Delivery Table (MPDT) che è "a key document as it both allocates responsibility for preparation of the Models and identifies the Level of Detail (“LOD”) that Models need to meet at the project stages or data drops stated in the table...It is important that the LODs are defined appropriately as they determine both the content of a Model and the Permitted Purpose for which the Model can be used. Ideally the Models included in the MPDT will have been identified in schedules to the Employer's Information Requirements."

I contenuti minimi degli EIR si possono così sintetizzare:

- Levels of detail (requirements for information submissions at defined project stages).

- Training requirements.

- Planning of work and data segregation (model management, naming conventions, etc.)

- Co-ordination and clash detection.

Requirements for bidders’ proposals for the management of the co-ordination process.

- Requirements for bidders’ proposals for the management of the collaboration process.

- Requirements for bidders’ proposals for BIM/CDE-supported health and safety / CDM management.

- A schedule of any security and integrity requirements for the project.

- A schedule of any specific information to be excluded or included in information models.

- A schedule of constraints set by the employer on the size of model files, the size of extranet uploads or emails, or the file formats that can define the size of a volume.

- Other project specific items such as pre-construction surveys or a requirement for the employer to receive information models describing newly-generated products and assemblies.

- A definition of any co-ordinate origin/system.

- A schedule of any software formats, including version numbers, to be used by the supply chain to deliver the project (or the formats of any outputs).

- Alignment of information exchanges, work stages, purpose and required formats.

- Details of the expected purposes for information provided in models.

- An initial responsibility matrix setting out any discipline responsibilities for model or information production in line with the defined project stages.

- A schedule of the standards and guidance documents used to define the BIM processes and protocols to be used on the project.

- A schedule of any changes to the standard roles, responsibilities, authorities and competences set out in the contract.

- Details of the competence assessment which bidders must respond to.

- Changes to associated tender documentation.

- BIM tender assessment details.


Nel contesto strettamente Britannico i documenti della serie BS 1192 sono i seguenti, inclusi i correlati:

BS 1192:2007, Collaborative Production of Architectural, Engineering and Construction Information

PAS 1192-2:2013, Specification for information management for the capital/delivery phase of construction projects using building information modelling 

PAS 1192-3:2014, Specification for information management for the operational phase of assets using building information modelling

BS 7000-4:2013, Design management systems – Part 4: Guide to managing design in construction 

BS 8541-1:2011, Library objects for architecture, engineering and construction – Part 1: Identification and classification – Code of practice

BS 8541-2:2011, Library objects for architecture, engineering and construction – Part 2: Recommended 2D symbols of building elements for use in building information modelling

BS 8541-3:2012, Library objects for architecture, engineering and construction – Part 3: Shape and measurement – Code of practice

BS 8541-4:2012, Library objects for architecture, engineering and construction – Part 4: Attributes for specification and assessment – Code of practice

BS 11000-1:2010, Collaborative business relationships – Part 1: A framework specification

BS 11000-2:2010, Collaborative business relationships – Part 2: Guide to implementing BS 11000-1

PAS 55:2008 (all parts), Asset management – Specification for the optimized management of physical assets

PAS 91:2010, Construction related procurement – Prequalification questionnaires 


A essi occorre aggiungere il CIC BIM Protocol, varie Guide come quella del CLAW Gallese e altri template dello stesso CIC su EIR e BIM, oltre alle Guide sui New Procurement Routes e al restante materiale edito dallo UK BIM Task Group, nonché la documentazione inerente al RIBA Plan of Works 2013 e al digital Plan of Work (dPoW).

È, comunque, da rilevare che esempi operativi di EIR, inizialmente noti come Client's Information Requirements, sono piuttosto rari e non sempre esplicitamente corredati ai vari avanzamenti del Processo di Briefing né alle fasi 0 e 1 del RIBA Plan of Works 2013.

Ciò è forse spiegabile anche in virtù del fatto che la carenza di esperienze pregresse impone una migliore calibrazione del rapporto tra Information Management e Decision-Making Process: le stesse esperienze sperimentali di Committenti come il Ministry of Justice lo testimoniano.

È ovvio, perciò, che la trasposizione in sede internazionale della regolamentazione anglosassone, inevitabile in virtù della futura parziale trasposizione di essa in sede ISO, pone la possibilità concreta che la Certificazione di Conformità abbia una notevole diffusione sugli Overseas Market.

Lo Schema di Certificazione del BRE non si applica ovviamente alle Strutture di Committenza, bensì alle Organizzazioni che, in qualità di Fornitori, sono chiamati a dimostrare la propria BIM Capability. Analogo ragionamento vale per lo Schema del Lloyd's Register, destinato ai BIM Provider.

Il che indurrebbe a riflettere sull'opportunità di mettere a punto uno Schema specifico dedicato alla Committenza.

È opportuno, pertanto, svolgere una riflessione accurata sui documenti della serie 1192, in particolare sulla Parte Seconda e sulla Parte Terza, fermo restando che la Parte Prima, risalente al 2007, resta fondamentale per comprendere un approccio che non si può, tuttavia, definire inedito, poiché una prima edizione di questi documenti risale agli Anni Novanta.

In un certo qual modo, la prima versione della serie rifletteva l'approccio legato alla Rappresentazione prossimo al Computer Aided Design, allorché quella attuale rispecchia l'orientamento alla Simulazione.


La Normativa della serie 1192

L'obiettivo dichiarato in premessa è quello di disporre di co-ordinated design and construction information, al fine di creare un collaborative working environment.

Il quadro in cui gli Attori si muovono è, perciò, quello in cui la standardizzazione dei Processi Informativi consenta il Riuso dell'Informazione in maniera attendibile.

Non è un caso che la maggiore applicazione del Level 2 sia sinora avvenuta al di fuori del Regno Unito, in Russia, nel contesto di una Sviluppo Immobiliare privato basato proprio su una combinatoria di Oggetti e di Spazi che, a sua volta, è fortemente debitore di esperienze di Circle Hospital.

È chiaro che sostanzialmente si prevede una disciplina rigorosa nelle transazioni informative di gara.

Il fine ultimo dell'approccio è esplicitamente ricondotto al Lean Thinking, coi seguenti traguardi:

• waiting and searching for information;

• over-production of information with no defined use;

• over-processing information, simply because the technology can; and

• defects, caused by poor co-ordination across the graphical and non-graphical data set which require rework.

Naturalmente il documento pretende di risultare neutrale nei confronti delle forme contrattuali e di essere scalabile in rapporto alla natura delle Organizzazioni coinvolte, anche se esse inevitabilmente si prestano più o meno a incrementare l'efficacia del metodo.

All'origine del raggiungimento del Livello di Maturità 2 sta, del resto, una storia annosa, i cui più recenti tentativi hanno previsto di ottenere economie quantificabili nel 20/25%.

È utile osservare che, poiché lo stato di avanzamento tecnologico rende improbabile l'estensione assoluta dell'Information Modelling, l'elemento unificante è dato dal cosiddetto Common Data Environment descritto nella BS 1192-1:2007.

Molto istruttivo è l'ormai celebre diagramma processuale che illustra l'architettura delle strategie informative che nasce con la definizione dei Fabbisogni Informativi (Employer's Information Requirements) alimentata dai vincoli di preesistenza (Asset Information Model).

È necessario spiegare come il tema degli EIR sia ora declinato, nel Regno Unito, attraverso il digital Plan of Works (dPoW), che, tramite la Computazionalità del Dato, dovrebbe consentire alle Committenze di generare semi-automaticamente i Requisiti Informativi per i Fornitori (in base alle variabili in gioco per tipologia di manufatto e forma contrattuale) e di verificarne la presenza nei Modelli Informativi ricevuti.

La natura del dato è ripartita in grafica, alfanumerica e documentale (da intendersi probabilmente come testuale e non computabile), dimensioni che complessivamente danno vita al Project Information Model che, nella sua versione in fase progettuale è denominato Design Intent Model.

Gli EIR, alla cui base stanno i diversi avanzamenti del Briefing, come esplicitato nella BS 7000-4:2013, rappresentano la premessa indispensabile affinché sia possibile che l'Offerente (di Servizi o di Lavori) sviluppi una prima ipotesi di BIM Execution Plan (BEP) da evolversi nel corso delle otto Fasi del Ciclo di Vita secondo APM e RIBA.

Il diagramma prevede d'altronde, lungo queste Fasi una dialettica complessa tra Processi Informativi e Processi Decisionali, tra Committenza e Fornitori.

È bene chiarire che la Struttura di Committenza, qui definita come Originatrice dei Flussi Informativi, deve detenere un controllo assiduo dei contenuti degli Scambi Informativi che si estendono all'intera Supply Chain, secondo la seguente combinatoria:

1) discipline-based software, with individual proprietary databases, that have limited interoperability between them or with associated design analysis software;

2) discipline-based software, with individual proprietary databases, that are fully interoperable, but with limited interoperability with associated design analysis software;

3) discipline-based software, with individual proprietary databases, and associated design analysis software that are fully interoperable; or

4) single source platform software, with a single external relational database, and associated design analysis software that are fully interoperable.

È da ricordare, peraltro, che la PAS richiede che ciascun Fornitore sia in grado di specificare nel BEP in un Project Implementation Plan (PIP) le risorse umane e strumentali che intende impiegare, così come rinvenibile anche in alcune attività di Pre-Qualificazione dei Fornitori.

L'accento con cui si interpreta la PAS è relativo non solo alla definizione di Modellazione Informativa come Beginning with the End in Mind, ma anche quale Delivering an Operational Building (or Infrastructure), come dimostra il Soft Landings.

Un tratto rilevantissimo della PAS, che, in definitiva, è intesa a promuovere la competizione non più tra Organizzazioni Primarie, bensì tra le loro Catene di Fornitura, è costituito dalla relazione che sussiste tra il Project Execution Plan (PEP) e il BIM Execution and Implementation Planning, giocantesi tra Production Table e Responsibility Matrix che, sulla scorta dei Level of Definition, grafici e alfanumerici, propone una versione britannica del Model Element Authoring statunitense, corredato dai Level of Detail e Level of Development di AIA e BIMForum.

Il BIM Survey realizzato da Mace Group per conto di HS2 esemplifica molto bene tutto ciò.

Ovviamente questo episodio mette in luce come gli Stockhokder potrebbero essere interessati a una certificazione delle Strutture di Committenza medesime.


Fare il BIM

A proposito del legame che sussiste tra il PEP e gli EIR, la PAS sostiene che "Information exchange and collaborative working requirements are described in the EIRs, which form part of the employer’s requirements and will in turn be incorporated by a supplier into their Project Execution Plan."

In ogni modo, l'aspetto maggiormente saliente da rilevare riguarda la maniera con cui gli EIR inneschino una sottile dialettica con i BEP, distinti nella fase di Offerta e in quella di Negoziazione.

Nel primo caso, il BEP dovrebbe, in prima approssimazione, consentire alla Committenza di valutare le competenze e le abilità dei singoli Concorrenti, mentre, nel secondo caso, dovrebbe consentire una contrattazione operativa sulla scorta dei contenuti offerti in precedenza.

Oggetto principale della valutazione in sede di Aggiudicazione è chiaramente la capacità dell'Offerente di amministrare la propria Catena di Fornitura e, di conseguenza, il Post-Contract BEP consentirà al Committente una maggiore Intelligence in merito ai rapporti che intercorrono all'interno della Controparte, tenendo presente che il combinato disposto tra Product Delivery Table, Responsibility Matrix e Project Milestone rendono il Processo di Progettazione una vera e propria Realizzazione Virtuale.

Del resto, uno degli aspetti più paradossali dell'intera vicenda è il fatto che l'efficacia del Processo dipenda in gran parte dalla capacità di gestire la Co-Location iniziale in presenza.

Gli aspetti procedurali e protocollari relativi agli Scambi Informativi sono puntigliosamente trattati nel documento: tra di essi, uno dei più rimarchevoli riguarda l'uso delle Library (ormai presenti a livello istituzionale in ogni Paese e a livello commerciale in altrettanti casi) e la loro compatibilità con quelle societarie, come sottolineava recentemente, per conto di Arup, Kate Fletcher.

Qui si palesano diverse preoccupazioni, così riassumibili: 

a) evitare che il grado di definizione grafico e alfanumerico, oltre che in difetto, possa essere anche in eccesso;

b) fare sì in alcune fasi la variazione avvenga solo in termini alfanumerici;

c) ridurre la perdita informativa nelle transazioni.

In questa direzione va, d'altronde, anche la sottile distinzione tra As Constructed Model e As Built Model

La disciplina britannica attribuisce un particolare rilievo all'Information Manager, indicando come prioritaria l'esigenza di  "maintain the Information Model to meet integrity and security standards in compliance with the Employer's Information Requirements, avendo presente che esso has no design related duties. Clash detection and model coordination activities associated with a ‘BIM Coordinator’ remain the responsibility of the design lead."

In buona sostanza, si ribadisce come il BIM Manager sia un profilo impegnativo che richiede competenze disciplinari e gestionali sui Processi Decisionali, mentre l'Information Manager sia il soggetto che, all'interno di ciascuna Organizzazione, assicura la correttezza dei Processi Informativi.

 

Ecco un recente profilo di BIM Manager richiesto da Skanska UK per Building LSE - Aldersgate:

To manage the implementation and delivery of Building Information Modelling within Skanska Building London and South East at both project and business levels. Champion the cultural and process changes that are essential to adoption of BIM technologies and new ways of working. 

Job description 

Main Duties & Responsibilities 

  • Recruitment of appropriately skilled BIM Coordinators/BIM Project Managers for deployment on projects and tenders.
  • Functionally manage a number of dedicated BIM coordinators/BIM Project managers at project level. Actively develop skills and capabilities of team and ensure deployment is appropriate to project and business needs.
  • Understanding and capability in relation the various pieces of commonly used software and technology.
  • Directly interface with other parts of the Skanska organisation to promote best knowledge and a 'One Skanska' solution
  • Market Skanska's BIM capability as necessary to external clients and consultants.
  • Champion the benefits of BIM internally to existing staff and teams to ensure the necessary culture change is continued.
  • Plan roll out strategy and agree and report on to BLSE Management Team
  • Ensure continual improvement of integrated management system (Our Way of Working)
  • Stay abreast of new and future technologies.
  • Ensure robust process and procedure is deployed to securely capture and store project data.
  • Develop evidence based cost/benefit data in relation to current projects to validate investment that may be required.

Profile 

Skills/Knowledge /Experience & Qualifications 

  • Proficient in the use of software such as Revit, AutoCAD, Navisworks Manager and Solibri model checker, BIM 360 Field, BIM 360 Glue
  • Familiar with data exchange formats such as DGN, DWG, NWD, IFC and COBie
  • Excellent report writing, presentation and public speaking skills
  • Have a good working knowledge of industry standards such as PAS 1192-2: 2013 and BS 1192: 2007
  • Previous practical experience of 3D modeling, embedded data, collaboration and coordination software.
  • Relevant 1 st degree or equivalent
  • Minimum of 4 year recent experience in a building/ MEP construction role
  • Have an understanding of the construction industry in the context of BIM
  • Line manager experience.

 

La Parte Terza della serie affronta la sequenza che porta l'Asset Information Model a divenire altro a partire dagli Operational Information Requirements (OIR) che sono intimamente legati agli Asset Information Requirements (AIR).

In questa occasione, il potenziale dell'Information Management appare chiaro, ma, ovviamente, la Perdita di Informazione potrebbe essere ancora consistente.

Una recente nota osservava come "it is still unlikely that a clear and consistent set of Employers Information Requirements, the starting point for BIM, will be provided by a client/client representative meaning it is difficult to know what information needs to be delivered at each work stage. The process of sharing the required data according to the standard for this, BS 1192: 2007, is poorly understood, and therefore poorly implemented on projects."

Resta il fatto che ancora recentemente Peter Hansford annoverava il BIM tra i cinque fattori decisivi per la Strategia Industriale che il Construction Leadership Council ha individuato per conseguire i ben noti obiettivi al 2025:

  1. 33% reduction in both the initial cost of construction and the whole life cost of assets
  2. 50% reduction in the time from the outset to completion for new build and refurbished assets
  3. 50% reduction in greenhouse gas emissions in the built environment
  4. 50% reduction in the trade gap between total exports and total imports for construction products and materials