Considerazioni su possibili interventi per la mitigazione del rischio sismico per edifici esistenti

ABSTRACT. Questa nota presenta alcuni risultati di un lavoro di ricerca in corso presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II volto a comprendere l’efficacia di un approccio innovativo per mitigare il rischio sismico attraverso la realizzazione in profondità di strati molto deformabili di terreno trattato. Si presentano alcuni risultati di analisi statiche e dinamiche volte a verificare l’efficacia del trattamento.

Introduzione
Uno dei problemi di maggiore attualità nel campo dell’ingegneria civile consiste nella difesa dal rischio sismico degli edifici esistenti. Negli edifici da adeguare sismicamente spesso s’interviene con approcci volti all’aumento della duttilità o alla variazione della rigidezza degli elementi strutturali, con interventi sul corpo di fabbrica che possono rivelarsi eccessivi per edifici di rilevanza storico-artistica, di cui va garantita l’integrità complessiva (ICOMOS, 1964). Sembra opportuno sperimentare approcci che allontanino l’intervento dalle strutture e concentrino i propri effetti nei terreni di fondazione. Un approccio interessante potrebbe essere quello di intervenire sulla risposta sismica locale, modificando artificialmente la stratigrafia e quindi cambiare il modo in cui le onde sismiche si propagano attraverso gli strati di terreno più vicini al piano campagna (Lombardi, 2012; Lombardi, 2013). Il problema da risolvere riguarda sia la ricerca delle caratteristiche fisico-meccaniche del terreno trattato più adatte a tal fine, sia l’individuazione di schemi geometrici realizzabili ed efficaci.
 

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Articolo tratto dagli Atti del 4° IAGIG, L'Aquila, 11-12 Aprile 2014
http://www.iagig.unisa.it/iagig_2014/iagig2014atti