Analisi dei fenomeni di liquefazione durante il terremoto emiliano del 2012 mediante interferometria differenziale SAR

14/11/2014 3397

Matteo Albano - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Michele Saroli - Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica – Università di Cassino e del Lazio Meridionale
Giuseppe Modoni - Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica – Università di Cassino e del Lazio Meridionale
Marco Chini - Centre de Recherche Public – Gabriel Lippman
Luca Pulvirenti - Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Elettronica e Telecomunicazioni – La Sapienza Università di Roma
Marco Moro - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Christian Bignami - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Emanuela Falcucci - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Stefano Gori - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Nazzareno Pierdicca - Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Elettronica e Telecomunicazioni – La Sapienza Università di Roma
Salvatore Stramondo - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

ABSTRACT. Nella presente nota si riporta lo studio dei fenomeni di liquefazione verificatisi nella fase cosismica del terremoto emiliano del 20 Maggio 2012. A tale scopo, si sono utilizzate 4 immagini SAR COSMO SkyMed in banda X ad alta risoluzione nel periodo compreso tra il 1 Aprile ed il 6 Giugno 2012. Nel campo di deformazione del terremoto si sono identificate aree affette da subsidenza localizzata, probabilmente associata alla compattazione di strati sabbiosi per liquefazione. Lo studio geologico-geotecnico delle aree suddette ha confermato la presenza di uno strato sabbioso profondo potenzialmente liquefacibile. Il cedimento dovuto al liquefazione, calcolato tramite back-analysis dei dati ottenuti da prove penetrometriche statiche, risulta in buon accordo con i valori osservati tramite telerilevamento, a meno di discrepanze legate alla variabilità locale dello strato sabbioso o alla sottostima dei cedimenti misurati a causa della decorrelazione del dato SAR.

Introduzione
L’interferometria differenziale radar ad apertura sintetica (DInSAR) è una tecnica ampiamente utilizzata per l’identificazione delle deformazioni al suolo a seguito di eventi sismici particolarmente intensi (Massonnet et al., 1993). La tecnica DInSAR è stata applicata con successo anche per lo studio di fenomeni quali movimenti lenti di grandi frane a cinematismo profondo (Moro et al., 2011).
Nella presente nota, la tecnica DInSAR è stata utilizzata per analizzare gli effetti di subsidenza per liquefazione indotti dal terremoto emiliano del 20 Maggio 2012.
Il terremoto (Ml 5.9) ha colpito una vasta area, compresa tra le province di Ferrara, Reggio-Emilia, Modena, Bologna, Mantova e Rovigo. Uno degli effetti cosismici maggiormente rilevanti è stato il fenomeno della liquefazione causato dall’aumento della pressione dell’acqua interstiziale contenuta all’interno di strati sabbiosi confinati, le cui manifestazioni (vulcanelli di fango, fratture con fuoriuscita di acqua mista a sabbia) si sono osservate nelle frazioni di San Felice sul Panaro, San Carlo, Sant’Agostino e Bondeno (Emergeo Working Group, 2013).

Articolo tratto dagli Atti del 4° IAGIG, L'Aquila, 11-12 Aprile 2014
http://www.iagig.unisa.it/iagig_2014/iagig2014atti