Digitalizzazione del Settore della Costruzione, Dividendi Politici e Istruzione Superiore

Durch unsere wissenschaftliche Begleitung sorgen wir dafür, dass die Chance auf ein digitales Wirtschaftswunder in Deutschland ergriffen wird. Con questa frase il Ministro Tedesco delle Infrastrutture Digitali e dei Trasporti, Alexander Dobrindt, il referente politico della Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni (si veda http://www.bmvi.de/SharedDocs/DE/Artikel/UI/reformkommission-bau-von-grossprojekten.html), accenna a un possibile nuovo miracolo economico legato alla Agenda Digitale.
Dobrindt, poi, dopo aver ricordato gli impegni prospettici in investimenti pubblici per il risanamento strutturale di centinaia di ponti ferroviari e il ricorso al partenariato pubblico privato per l'Autostrada A7, afferma che Es wird kein Wirtschaftswachstum ohne Datenwachstum geben, che non potrà esservi crescita economica senza che vi sia crescita digitale.
Ecco, dunque, che la Sostenibilità è qui avvicinata alla Digitalizzazione all'interno del Marketing Politico, in modo molto simile a quanto previsto dalla Strategia Industriale per la Digital Built Britain prevista dal Governo Britannico e da quello Francese: per non dire del mirabile sforzo della Norvegia.
A questo proposito, sulla linea del bel intervento di Jon Kerney (High Speed 2 Ltd) tenuto a Milano, pochi giorni prima, a Londra, Andrew McNaughton (anch'egli di HS2 Ltd), aveva spiegato molto bene quale fosse l'immaginario dell'Alta Velocità nel Regno Unito (http://link.videoplatform.limelight.com/media/?mediaId=3dcae8c417ec4e67a0c3e93b6acab95a&width=640&height=411&playerForm=6a6b96d1f08d456f81ec5ab10c9f3a24), in cui, in pratica, si spiegava come per un Intelligent Client l'obiettivo, sin dalla Progettazione Preliminare, o da ancor prima, fosse l'esercizio centenario della linea ferroviaria (le Operations), inteso come Social Outcome derivante dalla sartorializzazione dell'esperienza di viaggio dell'individuo e dalle ricadute sistemiche dei collegamenti ferroviari veloci.
Non importa, in questa sede, riflettere sulla reale efficacia delle Catene di Fornitura Digitalizzate che HS2 Ltd intende mettere in atto, bensì osservare come il linguaggio politico nei Paesi Europei stia deviando da una impostazione tradizionale a una più innovativa.
Ciò, di fatto, richiama in causa il ruolo stesso della Progettualità e la crisi professionale che, ad esempio, anche in Francia, non solo in Italia (si vede il quadro dipinto da CRESME e CNAPPC), stanno vivendo gli Architetti (si veda la recente indagine Cnoa/Ifop).
Non pare che la fonte di preoccupazione possa essere il fatto che la Progettazione possa essere automatizzata da Flux/Google (in merito si veda la bella intervista a Nicholas Chim e a Michelle Kaufmann: https://www.japlusu.com/news/flux-encoding-logic-design), quanto la constatazione che la natura e l'oggetto della Progettualità stiano decisamente mutando verso prospettive inedite.
Senza scomodare l'Architettura Open Source di Carlo Ratti, un saggio, peraltro, recensito nel Nostro Paese anche in maniera fortemente critica sul suo senso destinale, il tema della revisione dell'Autorialità nel Settore delle Costruzioni e del Primato dell'Architetto nei paradigmi del lavoro collaborativo e integrato, che sono anche propri dell'Information Management, si impone e implica una profonda rivisitazione delle forme stesse dell'Architettura.
Certo è, però, che la crisi del percorso pre- e proto- rinascimentale intercorrente dal Brunelleschi sino al Vasari è oggi richiamata da molti studiosi operanti in area nordamericana con riferimento a Computational Design, Information Modelling, Digital Fabrication, Additive Manufacturing.
L'impressione è che l'Accademia Italiana, specie nelle Scuole di Architettura, stenti a comprendere tempestivamente la natura di questo rivolgimento: il che, in tempi di miseria professionale, rischia di aumentare anche la miseria intellettuale.