Il controllo della tenuta all’aria negli edifici: blower door test

02/03/2015 6107

Un tassello per la verifica dei requisiti di un edificio confortevole: il blower door test (UNI EN 13829)

Il Blower door test
I protocolli di certificazione consolidati, come CasaClima e Passive House, e in linea generale la verifica in opera della costruzione di edifici che garantiscono alti livelli di confort, prevedono il Test di tenuta all’aria, altrimenti detto Blower Door Test.
Il Blower Door Test prevede la messa in pressione dell’edificio o dell’appartamento, così da verificare, il grado di tenuta in base al rapporto tra l’aria che s’infiltra dalle fessure dell’involucro rapportato al volume dell’edificio.
L’esempio è quello dell’autovettura priva delle guarnizioni delle portiere. In autostrada il viaggio sarà molto poco confortevole per il rumore dell’aria.

La strumentazione per svolgere il Blower Door test è costituita da:
• un ventilatore con bocca di ingresso di dimensione variabile,
• telo di tenuta montato con uno due o tre fori per installare più di una ventola
• un telaio,
• un acquisitore per valutare la differenza di pressione interna ed esterna e mantenerla durante tutta la prova. Nel caso di più ventole si utilizzeranno più acquisitori.

Il test provvisorio (1 e 2) o definitivo (3) viene svolto:
1. dopo la posa dell’involucro per verificare la tenuta della parte opaca. In questo caso si chiudono i fori dell’involucro con teli o pannelli
2. dopo la posa dei serramenti per valutare l’assenza di infiltrazioni nel giunto primario o nel giunto secondario.
3. al termine dei lavori per risolvere eventuali difetti e conoscere il valore finale da inserire nel certificato.

 

Blower door test installato in un cantiere in fase di consegna.

Ciascun Test viene svolto in due modalità:
a) modalità “cruise”: si predispone la macchina a 50 Pa di differenza di pressione tra interno ed esterno e si individuano (e si correggono) i punti di infiltrazione di aria.
Questa fase, quando svolta in cantiere o in edifici di nuova costruzione, costituisce anche un momento formativo per:
• gli artigiani che osservano la qualità della posa,
• l’Impresa che ha coordinato i lavori, che verifica la correttezza di quanto realizzato,
• i Progettisti che verificano la correttezza in opera dei propri dettagli costruttivi

b) modalità “certificazione”, nella quale si segue la procedura prevista dalla UNI EN 13829, mediante la misura, a valori differenti, della variazione tra la pressione interna e quella esterna, con conseguente interpolazione dei dati.

Durante la fase a) (modalità cruise) si cercano, con l’impiego di un termoanemometro, tutti i punti di infiltrazione di aria e si segnalano nel rapporto di prova quelli con velocità superiore a 1 m/s.

In questa fase emergono possibili errori come ad esempio:
• la mancanza di sigillatura del giunto primario o secondario, (dimenticanze degli operatori mascherati dalla cornice già posata)
• l’impiego di spugne espandenti non adeguate (non fanno tenuta all’aria)
• l’impiego di schiume non idonee. (peggiorano il comportamento durante il test)
Nella nostra lunga esperienza molti sono i casi in cui la posa di serramenti per un errore del posatore hanno fatto passare il valore id n50 da 0,3 a 1,4 rendendo vana la prova stessa che è stata ripetuta dopo aver risigillato tutto con oneri per il posatore.

Un caso emblematico è stato quello di un solaio in legno (elemento orizzontale di separazione tra due appartamenti) che non era stato sigillato lungo il perimetro. Il risultato era che l’inquilina del piano di sopra sentiva tutti gli odori prodotti dagli inquilini del piano di sotto. Data la distribuzione in pianta degli appartamenti la signora di sopra aveva la camera da letto sopra la cucina dei vicini. All’ora del riposo pomeridiano sapeva perfettamente il menù del pranzo e alla sera conosceva quello della cena.

PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE.
 


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