FEDERCASA: a giugno i risultati sull'indagine sullo stato del patrimonio immobiliare popolare italiano

15/04/2015 6245

Ingenio ha di recente intervistato l'ing. Luca Talluri, Presidente di Federcasa, sul tema dell'edilizia popolare, e della necessità di ampliare l'offerta di alloggi a basso costo - di acquisto, ma anche di gestione - in un momento in cui la capacità di spesa delle famiglie italiane si è di gran lunga ridotto.

Nel corso dell'intervista il presidente Talluri ha dichiarato l’esigenza di arrivare a un monitoraggio della vulnerabilità sismica del patrimonio immobiliare dell’edilizia popolare.
Vista l'importanza dell'argomento siamo tornati ad intervistare il Presidente. Ricordiamo che Federcasa associa 110 enti, che in tutta Italia gestiscono un patrimonio di oltre 950 mila alloggi.

 

INGENIO: Presidente Talluri, abbiamo notizia che di recente Federcasa ha stipulato con l’Associazione ISI – Ingegneria Sismica Italiana  un Accordo di collaborazione  per effettuare uno studio di vulnerabilità sismica di un campione rappresentativo di fabbricati di diversa tipologia, di differente epoca di costruzione e ubicati in zone sismiche di diversa categoria di proprietà degli Enti associati a Federcasa stessa. Quali sono le ragioni che hanno portato Federcasa a siglare questo importante accordo ?


 

LUCA TALLURI “Abbiamo deciso di attivare questo studio, avvalendoci dell’esperienza di ISI, l’Associazione di Ingegneria Sismica italiana, perché riteniamo che nel nostro Paese il tema dello stato del patrimonio esistente, dal punto di vista dell'antisismica, sia prioritario. Prima ancora di altre questioni, seppure importanti, come la riqualificazione energetica o architettonica. La nostra Italia è ad elevato rischio sismico, per quasi tutta la sua estensione, e siamo a forte antropizzazione. Gli Enti a noi associati gestiscono una quantità significativa di alloggi, è pertanto doveroso, da persone responsabili, porsi in modo prioritario il tema”.

 

INGENIO: perchè avete deciso di operare su un campione di edifici, e quali risultati vi attendete ?

LUCA TALLURI: “La scelta di operare su un campione è obbligatoria per poi ipotizzare un quadro significativo sullo stato esistente. Fondamentale è aver scelto con cura il campione, inserendo fabbricati di diversa tipologia e di differente epoca di costruzione, dislocati nei principali centri della penisola, proprio per poter definire delle conclusioni generalizzabili”.

 

INGENIO: quali sono gli obiettivi che Federcasa si prefigge di perseguire una volta che i risultati dello studio siano resi noti ?

LUCA TALLURI: “L'obiettivo è certamente quello di creare una Pianificazione di intervento e un abaco di tipologie di intervento. Intendiamo utilizzare lo studio anche per richiamare l’attenzione delle Istituzioni sulla necessità di un miglioramento antisismico delle abitazioni appartenenti agli Enti o ai comuni, e sull’impatto economico che deriverebbe da una massiccia operazione di riqualificazione del patrimonio. Investire sulla totale messa in sicurezza  delle case popolari, a partire da quelle inagibili, significherebbe incrementare il numero degli alloggi disponibili e al tempo stesso dare impulso al settore edilizio”. 


INGENIO: quando saranno disponibili i risultati dello studio?

LUCA TALLURI: “Presenteremo i dati nel mese di giugno nel corso di un convegno nazionale, occasione preziosa per analizzare nel dettaglio la fotografia scattata da Isi”


Federcasa nasce nel 1996 come trasformazione  dell’Associazione nazionale istituti autonomi per le case popolari (ANIACAP) costituita nel 1950. La Federazione associa 114 enti che, in tutta Italia, da quasi un secolo costruiscono e gestiscono abitazioni sociali realizzate con fondi pubblici, ma anche con fondi propri e con prestiti agevolati. Si tratta di Istituti autonomi per le case popolari, enti in via di trasformazione e aziende che gestiscono un patrimonio di oltre 850 mila alloggi destinato ad una utenza con reddito basso o medio.
Federcasa partecipa alla definizione degli obiettivi e degli strumenti della politica abitativa, promuove lo sviluppo di nuovi strumenti di intervento nel campo dell’edilizia residenziale pubblica, mirando a favorire la qualità dell’abitare e della vita sociale, lavora per migliorare l’efficacia della gestione del patrimonio immobiliare pubblico, rappresenta gli associati nelle organizzazioni nazionali e internazionali. In questa prospettiva aderisce a varie associazioni e istituti di ricerca nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica; in particolare: collabora con Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, CNEL, CNR, ENEA e varie amministrazioni comunali; è associata ad ACCREDIA, CRESME, INU e ad altri organismi nazionali; è tra i soci fondatori del CECODHAS, Comité européen de coordination de l’habitat social, che rappresenta gli interessi degli associati di ventidue paesi presso le istituzioni e gli organi dell’Unione europea, e di EUROPAN, concorsi europei per nuove architetture.

 


L’Associazione ISI – Ingegneria Sismica Italiana è nata dalla necessità di creare un’organizzazione che rappresenti i protagonisti nei diversi ambiti di questo settore in Italia.

La missione dell’Associazione ISI è quella di coinvolgere i diversi attori che operano nell’ambito dell’Ingegneria Sismica Italiana in un gruppo dinamico che li rappresenti e li promuova, organizzando attività di divulgazione del loro lavoro, comunicando con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, con la comunità accademica e scientifica, con il mondo industriale e con quello dei professionisti.

Le linee di azione

  • Promuovere, riconoscere e divulgare studi e ricerche per lo sviluppo di tecnologie antisismiche;
  • Favorire l’aggiornamento continuo delle conoscenze professionali, scientifiche e tecniche di coloro che operano nel campo dell’ingegneria sismica;
  • Attivare la costituzione di Commissioni di studio per lo sviluppo e l’approfondimento di temi specifici;
  • Promuovere l’elaborazione di pubblicazioni scientifiche e tecniche sui temi istituzionali dell’Associazione;
  • Dialogare con gli Enti normatori nazionali ed internazionali e mettere a loro disposizione esperienze progettuali, costruttive e gestionali per l’aggiornamento ed il perfezionamento dei documenti normativi

 

 

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