BIM livello 1, 2 o 3 : cosa significano questi numeri

Si parla sempre più di BIM ed cresce il numero di amministrazioni pubbliche che pianificaziono non solo l'uso ma anche l'obbligo del BIM negli appalti pubblici. E negli annunci spessi si parla di BIM livello 1, BIM livello 2 ... fino ad arrivare a BIM livello 6, e questo può generare un po' di confusione con chi non ha abbastanza confidenza con l'argomento.

Proviamo in questo breve articolo a dare qualche elemento in più per consentire di capire cosa si intende per un BIM implementato a un certo livello.

La prima considerazione da fare è ovvia, ma non banale: non esiste un solo Building Information Modeling. Il BIM ha diversi livelli (spesso descritti come "livelli di maturità") di applicazione e di collaborazione che si basano sull'uso e la condivisione di file e sulla gestione della biblioteca, per non parlare delle funzionalità CAD, che vanno da una implementazione di elementi di base fino a un vero e proprio coinvolgimento di tutti gli elementi del processo.

Al crescere del livello di maturità, aumentano i vantaggi e le complessità, ma attenzione, non sono complessità del BIM, ma del fatto che si debba in fase progettuale considerare tutti gli elementi del processo.

La base iniziale è il Livello 0
Questa, la forma più semplice di BIM, è un CAD gestito tra cui disegni 2D, e il testo con lo scambio di informazioni, ma senza gli standard e processi comuni cartaceo o elettronico. Essenzialmente questo è un tavolo da disegno digitale senza la possibilità di collaborare con altri utenti. Possiamo affermare che è il livelo oggi raggiunto dalla maggior parte degli utenti ma che non si tratta in fondo ancora di "vero BIM".

Il primo salto di qualità si ha con il Livello 1
A questo livello di applicazione del BIM il CAD comincia ad essere formalmente gestito, con la crescente introduzione di funzioni di coordinamento spaziale, strutture e formati standardizzati. Possiamo semplificare il concetto pensando che il BIM di livello 1 comprende una miscela di CAD 3D per quanto riguarda la fase di progettazione e di 2D per quanto riguarda la documentazione  e le informazioni di produzione. Nel livello 1 i modelli non sono ancora condivisi tra i membri del team di progetto.

Il Livello 2 è probabilmente il primo ad essere realmente BIM.
Finalmente il team comincia a collaborare realmente: tutte le parti utilizzano i propri modelli CAD 3D, ma non stanno necessariamente lavorando su un unico modello condiviso. La collaborazione si presenta sotto forma di modalità di scambio delle informazioni tra le varie parti. Le indicazioni per la progettazione sono condivise attraverso un formato di file comune che consente a qualsiasi organizzazione di essere in grado di combinare i dati usati con loro al fine di rendere un modello BIM federato, e di effettuare controlli interrogativi su di esso. DI fatto, il Livello 2 del BIM è un ambiente 3D gestito con dati allegati, ma creato in modelli basati su discipline-separate, e anche se i modelli separati sono assemblati in modo da formare un modello federato, questi non perdono la loro identità o l'integrità. I dati possono includere informazioni sulla programma di costruzione (4D) e sui costi (5D).

Questo è il livello che i governi si aspettano in genere di riuscire ad attuare. Per esempio, la grande sfida dell'UK è di arrivare a un livello 2 obbligatorio negli appalti pubblici entro il 2016. In Spagna si parla del 2018.

 

Il Livello 3 è spesso descritto come il "Santo Graal" del BIM.

Il Livello 3 rappresenta la piena e completa collaborazione tra tutte le discipline, in cui si utilizza unico modello progettuale condiviso che si tiene in un repository centralizzato, che dovrà essere conforme con le norme IFC. Con il Livello BIM 3 entrano in gioco anche le informazioni sul progetto del ciclo di vita (6D) e il modello unico a cui tutti lavorano diventa il vero luogo di condivisione delle competenze. Con il livello  3 il progettista, anzi il team di progettazione, assurge finalmente a vera stella polare del processo, e ha il controllo globale sulla costruzione. I vantaggi sono quelli di avere un controllo della realizzazione e dei costi, un'ottimizzazione generale del progetto per tutte le performance previste.

Ma per lavorare al terzo livello del BIM occorre avere un processo completamente aperto e un'integrazione dei dati abilitata per"servizi web " conformi alle norme  IFC gestiti da un server in maniera collaborativa. E questo significa anche avere un sistema paese che ti consente di lavorare in collegamento digitale in modo reale ed efficace, con una banda larga diffusa e un wifi reale nei cantieri, quindi non basta la volontà del singolo, è una crescita che deve riguardare il sistema.