Considerazioni Preliminari alla BIM Road Map in Italia

Qualora si intendesse riflettere seriamente sul percorso necessario a definire una Strategia per la Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni in Italia occorrerebbe por mano ai modelli di Bew-Richards e di Succar-Kassem.
Al di là, dunque, di un ragionamento analitico su di essi, da rimandare forzatamente ad altre sedi, pare opportuno, però, iniziare dai fattori ostativi.
È necessario, infatti, domandarsi in che termini la Digitalizzazione potrebbe alleviare le tematiche inerenti ai ritardati pagamenti e alla pressione fiscale, così come in quali modi la frammentazione dimensionale e le logiche antagonistiche possano essere conciliate con essa.
È obbligatorio, pertanto, iniziare da un quadro che non può che essere fortemente disincantato e realistico, per poi procedere verso qualche ambizione nei confronti di un Settore Riluttante e Analogico.
Bisogna, anzitutto, affermare che Digitalizzazione e Building Information Modelling non sono per nulla sinonimi e che, in particolare il Building Information Modelling non è il Building Information Modelling.
Ciò significa che, in realtà, il ruolo, decisivo, delle tecnologie (non solo soft) in tema abilitante è pessimamente interpretato da coloro, e sono tanti, che nel Nostro Paese si professano esperti di applicativi informatici.
Di questo modo di pensare è tipico l'esercizio introduttivo che si pratica nelle organizzazioni che intendono adottare il Building Information Modelling: dapprima trascrivendo un caso di studio svolto tradizionalmente, in seguito coinvolgendo direttamente nel successivo gli attori sotto il profilo strumentale.
Il punto è che la ragione per cui il Building Information Modelling, che della Digitalizzazione è meramente la porta di accesso, si afferma è legata a una profonda inefficienza del Settore delle Costruzioni in chiave di cultura, più che di produzione, industriale e, di conseguenza, in questo (ennesimo) tentativo di ripensare e di riconfigurare il Comparto si ritrovano tutti i caratteri identificativi di una aspirazione coltivata, senza un successo definitivo, assai a lungo, almeno a far data dagli Anni Quaranta del secolo scorso.
Prima di tutto, è palese come il deficit culturale attenga assai maggiormente ai modi del pensare collaborativo e integrato assai più che non ai modi di operare, tanto che non è certo sul ricorso combinato ai semplici applicativi informatici che si fonda un cambio di paradigma.
Il che comporta riassumere in toto la connessione tra Programme & Project Management e Sistemi Integrati di Gestione che, sfortunatamente, mal si concilia con il nanismo dimensionale della Domanda e dell'Offerta.
Si deve, allora, interrogarsi sui margini di evoluzione che in Italia i processi aggregativi possano avere: invero assai scarsi, poiché essi confliggono profondamente, quasi fisiologicamente, con la struttura del Sistema.
Quali possono essere, dunque, le leve del cambiamento? Essenzialmente le Strutture di Committenza e i Fornitori di Capitali.
Il processo digitalizzato, infatti, come dimostrano i software di Space Programming e di Code & Model Checking, non può assolutamente, infatti, prescindere dalla capacità del Committente di definire le condizioni e i contenuti degli interventi da commissionare in ambito computazionale.
Di conseguenza, in che maniera è possibile avviare un processo di riqualificazione della Domanda, Pubblica e Privata, in assenza del quale è impossibile immaginare qualsiasi mutazione di assetto?
È ovvio che, sul versante pubblico, la riforma della Amministrazione Pubblica e gli sforzi di accorpamento delle stazioni appaltanti appaiono decisivi, ma è evidente che la dimensione puramente quantitativa non sembra per nulla risolutiva.
Sul fronte privatistico, l'adozione dei metodi della Digitalizzazione potrebbe, invero, più rapidamente produrre esiti di grande rilievo, ma occorre un discernimento del fenomeno e una diffusione dei metodi che sovrintendono agli Employer's Information Requirements e ai BIM Execution Plan.
D'altra parte, se il Committente, il Promotore o lo Sviluppatore Immobiliare o Infrastrutturale risultano decisivi, vi è un esteso problema inerente all'atteggiamento delle classi professionali.
Esse, infatti, tendono, sotto l'egida della cosiddetta centralità del progetto, nonostante la forte criticità dell'andamento del mercato, a manifestare una notevole avversione alla Collaborazione e all'Integrazione, essenzialmente poiché in palio vi sono l'estensione delle responsabilità e il primato delle autorialità, che fanno aggio persino sulle disperate condizioni professionali di molti.
Il dibattito acceso sul Contraente Generale e sull'Appalto Integrato è, in effetti, una cartina da tornasole per comprendere in che misura le tensioni tra professionalismo e imprenditorialità, sotto la coltre degli episodi corruttivi, celino questioni di incomprensione e di incomunicabilità, oscurate da retoriche.
Ciò che, purtroppo, sfugge ai contendenti è che la dialettica tra Concezione e Realizzazione, per dirla alla francese, tende a divenire marginale, dato che il Ciclo di Vita impone temi operazionali che vedono entrambe le parti in gioco poco attrezzate e che rendono questi fondamentali anche al di fuori della Concessione o del Partenariato Pubblico Privato, come esigenze implicite.
Lo stesso istituto del Concorso di Progettazione qui va ripensato.
Quello che i Produttori potrebbero forse dimostrare è come l'Assemblaggio e, in particolare, la Telemetria, servitizzano i componenti nella loro vita utile di servizio, resiliente, e, di conseguenza, "dematerializzano" i manufatti, nel senso che essi non sono più cespiti isolati, bensì connessi prestazionalmente tra loro tra Internet of Buildings, Infrastructures and Grids e Smart City, asserviti a un Computational Design sempre più sofisticato, sempre più legato, oltre che alle Geometrie, ai Comportamenti.
E, in qualità di vera e propria cesura epistemologica, non è la Digitization, bensì la Digitalization a imporsi, vale a dire il primato assunto dalle formule contrattuali Performance-Based, a partire dagli Energy-Performance Contract, per finire coi contratti relazionali, sullo sfondo della mitigazione dei rischi e della riduzione dei default.
La sfida che propongono i ceti professionali, sulla autonomia e sulla indipendenza creativa, appare assai retorica, quasi deresponsabilizzante, stride, col suo portato di Distinzione, sui significati reconditi della Con-fusione, che non è vaga transdisciplinarietà, bensì capacità di intendere i propri saperi disciplinari in funzione degli obiettivi generali e delle responsabilità condivise.
Qui, sotto l'orizzonte di lungo periodo di quegli attori che sono in grado di tessere, con le loro Data Analytics e i loro Service Level Agreements, la trama delle connessioni sistemiche e distrettuali, ICT Company, Multi Utility, Financial Arranger, rischiano di agitarsi vanamente i soggetti tradizionali, incapaci di sottrarsi a una oggettualità individualizzata che colpisce, paradossalmente, anzitutto i Progettisti.
Conoscenza e Rischio emergono prepotentemente: che cosa non è, del resto, il contrasto tra la Defiscalizzazione Immobiliare e quella Produttiva se non il riflesso di un deficit reputazionale del Settore? Che cosa non è, in parte, il Credit Crunch, se non l'incapacità a proporre criteri aggiornati per la valutazione del merito di credito?
Che cosa, dunque, può fare un soggetto come, ad esempio, building Smart Italia nella difficile opera di mediazione e di facilitazione tra il Governo Centrale (ed eventualmente quelli Regionali) e l'Offerta?
Prima di tutto, evidenziare come, al di là dei temi, forse ormai abusati, del Riuso, della Rigenerazione, del Rammendo, vi sia un dividendo, una partita eminentemente politica, laddove i livelli di maturità avanzata della Digital Built Europe, dell'Ambiente Costruito Digitalizzato vertono specialmente sui Social Outcome.
Già il nesso tra Riforma della Educazione Nazionale ed Edilizia Scolastica, in fondo, ben evidenzia quale sia ormai l'estensione del Settore delle Costruzioni verso l'Ambiente Costruito: ancor più lo sarà la condizione abitativa degli anziani nel Cambiamento Demografico.
È, alla congiunzione tra Transizione Energetica e Transizione Numerica, tra Economia Circolare ed Economia Digitale, che si situa lo snodo strategico, di un Prodotto Immobiliar-Infrastrutturale che risponde a esigenze e a bisogni diversificati, individualizzati e, soprattutto, dinamici.
Occorre, dunque, agire sulla definizione di una Visione del Mercato e sulla focalizzazione della Identità degli Attori che agisca sui sistemi di convenienze attuali, che sono sempre più spesso fonte di corruttela, così come di inefficacia.
La convergenza delle rappresentanze professionali e imprenditoriali su una Strategia, vale a dire, il formarsi di una Piattaforma Nazionale dell'Offerta Digitalizzata, deve vedere l'endorsement, più o meno esterno, governativo, ma è chiaro che il ruolo decisivo del Governo consiste nello stimolare gli operatori tradizionali a una profonda rivisitazione di dinamiche innovative anche radicali, non solo incrementali e, in primo luogo, risiede nella drastica riqualificazione del versante committente, con gli ingenti investimenti finanziari ed emotivi che ciò comporterebbe.
Affinché ciò possa accadere è utile che, sul versante del Comparto dei Fornitori di applicativi e di dispositivi informatici, ci si ponga rispetto alla evoluzione di questi ultimi sul piano degli Ecosistemi Digitali, che tengono insieme Information Modelling, Ambient Intelligence, Mixed Reality, Additive Manufacturing nella ottica della Mass Customization.
Sfortunatamente, troppo raramente si coglie come i cosiddetti maggiori produttori di applicativi informatici stiano evolvendosi verso dimensioni assai lontane dal greve praticante dei software.
Gli Hub Britannici o i Cluster Francesi o Tedeschi - una strutturazione arborescente della Piattaforma per Luoghi e per Temi - appaiono dispositivi essenziali per l'opera di acculturamento e di disseminazione, ma occorre evitare qualsivoglia approccio esclusivamente strumentale, occorre altresì regolamentare le qualifiche professionali, altrimenti sedicenti e improvvisate, di BIM Manager, BIM Co-Ordinator, BIM Expert, e così via.
Occorre, inoltre, evidenziare alle rappresentanze e alle parti quale sia la natura trasversale della Digitalizzazione, quanto le Culture dell'Immateriale e del Servizio di ICT Company, Multi Utility e Financial Arranger conteranno nell'evoluzione del Settore.