Ingegneri, al 60° congresso si parlerà di lavoro

24/09/2015 1866

Presentato ieri, presso la sede del Consiglio Nazionale degli INGEGNERI, il 60° Congresso della categoria. Nell’occasione si è parlato degli orientamenti, degli obiettivi e dei contenuti dell’annuale appuntamento che richiama tutti gli ingegneri d’Italia.  L’appuntamento avrà inizio il prossimo 30 settembre fino al 2 ottobre, nella splendida cornice della città di Venezia.

Crisi economica e prospettive occupazionali 

E' la maggiore criticità economica italiana, eppure rappresenta, l'architrave della ripresa del Paese: al lavoro gli ingegneri italiani dedicano il 60° congresso nazionale, organizzato a Venezia dal 30 settembre al 2 ottobre, consapevoli che solo la crescita dell'occupazione possa davvero rendere più solido e stabile il definitivo tentativo di uscita dalla recessione.

Investire nei processi di innovazione e digitalizzazione, dalla pubblica amministrazione alla sanità, ai servizi, accrescere la spesa pubblica per migliorare il sistema infrastrutturale, la messa in sicurezza del territorio e degli edifici a partire da micro interventi diffusi lungo tutta la penisola, la riqualificazione urbana con particolare attenzione alle periferie: facendo leva anche su questi temi il mondo dell'ingegneria guarda al Paese, elaborando così una serie di proposte che trovano nel lavoro, inteso come perno dello sviluppo e come valore fondante del sistema socio economico, il proprio minimo comune denominatore.   

Partendo, quindi, dal presupposto che occorra adesso più che mai individuare politiche di investimento attive, necessarie ad ampliare le potenzialità del tessuto produttivo nazionale, specie quello ad elevato contenuto tecnologico, l'assise di Venezia si pone come palcoscenico ideale dove analizzare e formulare ipotesi e orientamenti per la crescita.  

Alla conferenza sono intervenuti Armando Zambrano, Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri, Fabio Bonfà, Vice Presidente Vicario Consiglio Nazionale Ingegneri, Giovanni Cardinale, Consigliere Consiglio Nazionale Ingegneri. 

Il contributo degli ingegneri per il rilancio del Paese. Ne è convinto l’ing. Armando Zambrano, Presidente CNI.  “Non è un caso che il 60° Congresso Nazionale degli Ingegneri - quest’anno - si tenga a Venezia. Abbiamo scelto per quest’anniversario così prestigioso una città che può essere considerata, davvero, una delle più grandi opere ingegneristiche mai realizzate, con un tema di forte valenza: il lavoro. Cercheremo di  far conoscere le risorse, le competenze e le capacità che il mondo dell’ingegneria è in grado di mettere a disposizione per far ripartire il nostro Paese che sta mostrando i primi segnali, seppur tiepidi, di uscita dalla recessione.Dalle infrastrutture materiali e immateriali alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, dalla riqualificazione del territorio all’efficientamento energetico degli edifici esistenti, dall’ammodernamento della sanità al turismo, sono solo alcuni dei settori dove gli ingegneri possono offrire un contributo concreto alla ripresa dell’Italia.

Una ripresa che passi dalla necessità di individuare politiche di investimento attive necessarie ad ampliare le potenzialità del tessuto produttivo nazionale. Valore Lavoro è il titolo del 60° Congresso e riprende appieno la teoria sviluppata dagli economisti classici, basata sulla misurazione in termini oggettivi del lavoro. A Venezia si parlerà dei possibili scenari e dell’innovazione di sistema per gli ingegneri liberi professionisti e quelli dipendenti pubblici e privati, della creazione di valore tecnologico sociale per i colleghi che operano nel campo dell’industria, di mercato, competizione e ricambio generazionale per chi esercita la libera professione.”

Investire per innovare e crescere. Secondo il Vice Presidente del Cni Fabio Bonfà è questo il percorso in gradi di far crescere l'economia nazionale e soprattutto migliorare le performance occupazionali, la priorità delle priorità del Paese. 

  “Il lungo filo rosso che lega le molteplici attività del 2015 del nostro Consiglio è rappresentato dal tema del lavoro, per noi la priorità delle priorità. Non potevamo che farne pertanto il comune denominatore dei nostri appuntamenti più importanti come è ovviamente il sessantesimo Congresso nazionale. L'obiettivo principale di Venezia sarà pertanto quello di avanzare una serie di proposte utili alla ripresa economica che focalizzino le modalità con cui l'ingegneria può contribuirvi, le competenze derivanti dai settori in cui essa è impegnata e che può "spendere" per il Paese: le risorse che possiamo mettere a disposizione per esperienza e capacità sono davvero molte e di elevata qualità. Purché le istituzioni comprendano l'importanza di sviluppare una politica di investimenti consistente e di medio/lungo periodo: dalle infrastrutture materiale ed immateriali alla prevenzione, dalla biomedica all'energia.  Solo un esempio (e se ne potrebbero fare tanti): ad oggi soltanto il 4,8% del Prodotto Interno Lordo italiano è riconducibile a information communication and technology, mentre la Germania impiega il 6,9%, la Francia il 7%. Un divario che si traduce in 25 miliardi di euro l’anno di mancati investimenti in innovazione digitale rispetto alla media europea, un divario che, se colmato, garantirebbe al PIL italiano un'ulteriore crescita aggiuntiva di un punto e mezzo percentuale e consentirebbe la creazione di 700 mila nuovi posti di lavoro. Ecco, questo è, a nostro avviso, il percorso che l'Italia deve trovare il coraggio di compiere.”  

CNI strategico nel campo del lavoro. Le riflessioni del consigliere Giovanni Cardinale che ricorda come la categoria si sia sempre impegnata ad offrire proposte e spunti per il cambiamento e l'innovazione in molti settori professionali. 

 In tema di "lavoro"  questo Consiglio Nazionale, nel raccordo e con il contributo decisivo degli Ordini, ha svolto, in questi anni, una azione strategica in vari campi: opere pubbliche, servizi di ingegneria, internazionalizzazione, importanza del ruolo tecnico negli enti, nella Sanità, nei Ministeri, nell'industria, formazione, concorrenza, normazione, ecc. Soprattutto, però, lo ha fatto scegliendo di lasciarsi alle spalle le sicurezze di temi autoreferenziati, sentiti dalla società come retaggio di un DNA di privilegio, per imboccare la strada della propria profonda innovazione di sistema. Offrire la propria capacità di cambiamento per essere attore protagonista, credibile, nel cambiamento della società. A Venezia si metterà a posto un altro pezzo di questo complesso puzzle, parlando di "lavoro" attraverso la declinazione delle sue specificità. LAVORO mai disgiunto dalla consapevolezza del VALORE: in questo binomio si articolerà il confronto delle idee di una categoria che guarda al futuro dei giovani ed alla crescita del paese attraverso la realtà di una grande tradizione culturale.