REGIME dei MINIMI …verso un regime forfettario più conveniente

Il travagliato excursus normativo che ha interessato il regime dei minimi, delle nuove iniziative imprenditoriali e del nuovo regime forfettario dovrebbe trovare finalmente pace nella Legge di Stabilità 2016.
 
La legge di stabilità per il 2015 (L. n. 190/2014) ha
·  comportato la soppressione del regime dei minimi con l’esaurimento degli effetti per i contribuenti che hanno iniziato l’attività entro il 31 dicembre 2014 o negli anni precedenti,
· ha abrogato il regime delle nuove iniziative produttive ex art. 13, legge n. 388/2000 con effetto immediato dal 1° gennaio 2015 e
· ha previsto un nuovo regime forfetario con decorrenza dall’inizio dell’anno 2015.
 
Quest’ultimo ha presentato numerose differenze rispetto al regime dei minimi, indubbiamente più svantaggiose. In primis l’imposta sostitutiva che dal 5% è stata elevata al 15% e le limitazioni in merito a ricavi e compensi molto più stringenti; questi, infatti, non sono a forfait indistintamente per ciascuna attività ma, piuttosto, vengono quantificati in misura differenziata avendo riguardo al codice Ateco che le contraddistinguono. In linea generale sono quasi sempre inferiori rispetto alla soglia unica di 30.000 euro relativa al regime dei minimi che valeva anche per i professionisti. Così, ad esempio, gli ingegneri possono applicare il regime forfetario se l’ammontare dei compensi non ha superato l’importo di 15.000 euro.
 
Le inevitabili critiche piovute addosso al nuovo regime forfettario, hanno indotto il Governo ad effettuare un primo intervento in sede di conversione in legge del decreto “Milleproroghe 2015”. Infatti per i contribuenti che hanno iniziato l’attività nel corso del 2015 è stata prevista la possibilità di avvalersi ancora del “vecchio” regime dei minimi; anche per questi ultimi è possibile continuare a fruire del “vecchio” regime fino all’esaurimento del quinquennio o, in alternativa, al compimento del trentacinquesimo anno di età.
 
Alla luce di quanto esposto, la Legge di Stabilità per il 2016, ora al vaglio del Parlamento, apporterà delle modifiche pro-contribuente al fine di chiarire un quadro normativo di riferimento a dir poco incerto. Si inizia con un aumento generalizzato del limite dei ricavi e dei compensi pari a 10.000 euro per fruire del regime forfetario a partire dal 1° gennaio 2016; per i professionisti l’aumento è di 15000, cosicché un ingegnere con 30.000 di ricavi vi potrà aderire. E’ ritoccata al ribasso anche l’aliquota dell’imposta sostitutiva nella misura del 5% per i primi 5 anni di attività in modo da rendere il nuovo regime forfettario appetibile tanto quanto il vecchio regime dei “minimi”. Inoltre, anche chi svolge un lavoro dipendente oppure è pensionato potrà accedere al nuovo regime, a condizione che il reddito percepito sia inferiore ai 30.000 euro. 

E’ auspicabile che tali interventi, davvero inevitabili, non subiscano ulteriori modifiche nel corso dell’iter parlamentare, visto il disordine venutosi a creare a seguito delle diverse disposizioni succedutesi nel tempo e che stanno disorientando non poco gli operatori e i loro consulenti nella pianificazione fiscale che verrà.