La rete, metafora di flessibilità, fluidità e decentralizzazione: il Brasile a Expo Milano 2015

Il tema
Tema centrale del Padiglione è il concetto di rete, metafora di flessibilità, fluidità e decentralizzazione. La rete costituisce un percorso per i visitatori ludico e interattivo e collega i tre piani del padiglione. I sensori della rete vengono attivati dai movimenti delle persone e influiscono sulla variazione di suoni e luci del padiglione. Percorrendo la rete, le persone percepiscono immagini, colori e profumi tipici del Brasile, posizionati sotto la rete stessa.

La rete è costituita da una maglia di cavi in acciaio di modulo 11 x 11 cm, dal diametro di 16mm, e copre una superficie di 1250 m2. I cavi sono coperti con poliammide, per assicurarne la resistenza. I punti di intersezione sono uniti da più di 4570 elementi in acciaio inossidabile. Sotto l’intera rete è stata collocata una rete in nylon, di modulo 12mm x 12mm, per evitare che le persone che camminano sulla rete in acciaio possano cadere e farsi del male. Luci e suoni variano nel tempo al passaggio dei visitatori sulla rete. La rete simboleggia l’interazione tra molteplici attori, che si occupano della produzione di cibo in Brasile.

L’esposizione
“La visita inizia da un’area aperta (Green Gallery) ricca di ortaggi, piante, fiori e frutti provenienti dal Brasile; alcune superfici dotate di schermi interattivi offrono giochi interattivi e informazioni sulle diverse etnie che compongono la cultura brasiliana nel suo insieme. Una rampa fornisce l’accesso al primo piano dove una lunga parete animata da proiezioni accompagna i visitatori nella scoperta delle materie prime e delle tecniche avanzate impiegate in Brasile per la diversificazione di prodotti alimentari con l’obiettivo di rispondere in modo sostenibile alla domanda mondiale di prodotti alimentari. Sulla parete opposta, cinque espositori digitali presentano i prodotti tipici dell’agricoltura brasiliana.
Al secondo piano, una sequenza di schermi trasparenti attivati da sensori di prossimità presentano video che ampliano il racconto del Brasile agro-alimentare. Al pian terreno, inoltre, il padiglione accoglie un auditorium in grado di ospitare 200 persone e al cui interno avranno luogo eventi come mostre, seminari, presentazioni e altro ancora.
L’arredamento interno presenta prodotti del design brasiliano come, tra gli altri, le panchine realizzate dai Fratelli Campana e le lampade costruite a mano dagli indigeni brasiliani. In armonia con il progetto architettonico disegnato dallo Studio Arthur Casas + Atelier Marko Brajovic , questi oggetti sono disposti lungo tutti e tre i piani e guidano i visitatori lungo un percorso dedicato all’originalità del design brasiliano.
Fernando e Humberto Campana sono gli autori delle tre panchine create in esclusiva per il padiglione. Ciascuna seduta è lunga fra i 12 e i 15 metri, si caratterizza per le forme organiche create da un sapiente intreccio di canne e sono state create con l’obiettivo di rispecchiare i concetti architettonici del padiglione incentrati sul concetto di rete.
Il padiglione accoglie anche i cuscini prodotti dalle associazioni artigianali delle regioni del Brasile meno ricche, membri di Asta Network. Numerosi ripiani di dimensioni diverse ospiteranno altri oggetti artigianali provenienti da tutto il Paese e caratterizzati dal design e dall’utilizzo di materiali tipici brasiliani (legno, paglia vimini e cuoio).
Con le sue 80 sedute il ristorante accoglie una piccola ma significativa raccolta di esempi del design brasiliano. 40 delle 80 sedute presenti sono, infatti, opera di artisti diversi, alcuni esordienti ed alcuni molto conosciuti come Joaquim Tenreiro, Geraldo de Barros e Sergio Rodrigues. Alcune delle 170 lampade che decorano gli interni sono state realizzate da indigeni appartenenti alla tribù dei Yawanawà, originaria dello stato di Acre, situato a ovest del Brasile. Le lampade sono fatte da innumerevoli perline e ricordano la forma di un serpente boa. Create in partnership dal designer Marcelo Rosenbaum, dal Nada se Leva Studio e dagli indiani Yawanawá, le lampade sono prodotte in esclusiva da La Lampe Company di San Paolo.”

  

Elementi di ecosostenibilità
La riciclabilità ed il riutilizzo dei materiali sono alla base della progettazione del Padiglione. In particolare, si prevede che dopo Expo la rete verrà smontata e riposizionata in un parco giochi. Altre strategie per la progettazione ecosostenibile sono state:
• utilizzo della tecnologia a secco, che prevede la possibilità di smontare selettivamente, e possibilmente riutilizzare, quasi tutti gli elementi dell’involucro architettonico e della struttura portante;
• utilizzo di isolanti quali: la lana di vetro, prodotta in Italia e composta da un 80-90% di vetro riciclato; e il sughero (utilizzato anche come rivestimento), materiale 100% naturale, certificato e proveniente dal Portogallo. Questa produzione è stata scelta per l’importanza che ricopre per il territorio iberico sia dal punto di vista socio-economico che ecologico;
• riduzione degli spazi che necessitano di climatizzazione, poiché il padiglione è per circa 2/3 aperto; la climatizzazione inoltre viene effettuata con impianti di ultima generazione che riducono al minimo i consumi energetici;
• utilizzo di sensori di temperatura per ogni ambiente e di tende collegate a una centralina meteo che si attivano a seconda della necessità; utilizzo di lucernari che si aprono di notte per la ventilazione notturna.

Il Padiglione partecipa al concorso “Verso un Expo sostenibile”, in cui verranno premiate le best practice di Expo e le soluzioni architettoniche più innovative nel campo della sostenibilità.
Per informazioni visita il sito www.partake.minambiente.it


GLI AUTORI

Project - Studio Arthur Casas and Atelier Marko Brajovic
Architecture – Studio Arthur Casas Author - Arthur Casas Co-authors - Alexandra Kayat, Gabriel Ranieri, Alessandra Mattar, Eduardo Mikowski, Nara Telles, Pedro Ribeiro and Raul Cano. Project coordination - Alexandra Kayat Co-author and interior design coordination - Renata Adoni Studio director - Marilia Pellegrini Architects collaborators - Arnault Weber, Fernanda Müller, Rodrigo Tamburus, Daniel Vianna and Juliana Matalon.
Exhbition and scenography - Atelier Marko Brajovic Criative direction - Marko Brajovic and Carmela Rocha Project coordination - Carmela Rocha Logo and graphic design - Estudia Design – Carol Melo, Renata Figueiredo and Renata Fagundes Collaborators - Martina Brusius, Milica Djordjevic and André Romitelli
Curators - Rony Rodrigues and Eduardo Biz Local Architecture and Structure design, Equipments and Engineering – Mosae Team - Stefano Pierfrancesco Pellin, Luisa Basiric , Michele Maddalo, Dario Pellizzari, Andrea Savoldelli and Klaus Scalet. Project coordination – Dario Pellizzari Responsible designer civil works - Stefano Pierfrancesco Pellin Responsible designer structural works and equipments - Michele Maddalo Design safety officer - Michele Maddalo Artistic supervisor during construction – Dario Pellizzari Collaborators – Alice Brugnerotto and Patrizia Virelli
Contractor - Ing. E. Mantovani Consultants Structural assistance - SP Project Lighting design - Maneco Quindere


Apex-Brasil

Apex-Brasil, l’agenzia brasiliana per la promozione delle esportazioni e degli investimenti (Apex-Brasil) è responsabile del padiglione del Brasile a Expo 2015. La missione di Apex-Brasil è principalmente di migliorare la competitività delle aziende brasiliane, promuovendo l'internazionalizzazione delle imprese e attirando in Brasile investimenti esteri diretti.
L'agenzia supporta attualmente oltre 10.000 imprese provenienti da più di 70 settori produttivi dell'economia brasiliana, che esportano in più di 200 mercati. Oltre al quartier generale di Brasilia, Apex-Brasil conta numerosi rappresentanti in quasi tutti gli Stati brasiliani e ben nove uffici internazionali a Miami, San Francisco, Bruxelles, Mosca, Pechino, Dubai, Bogotà, Havana e Luanda.

(Fonte: ufficio stampa Brasile)

Visita il sito www.expo2015.org/it/partecipanti/paesi/brasile


 


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