Gestire i dati sensibili nel progetto edilizio digitale: la cybersecurity ai tempi del BIM

I DATI SENSIBILI NEL PROGETTO EDILIZIO DIGITALE

La sicurezza dell’informazione e la riservatezza del suo utilizzo non sono temi nuovi per il settore dell’edilizia, soprattutto quando la gestione dei dati appartiene a dinamiche industriali volte alla produttività strategica ed al profitto spesso derivante dal know-how esclusivo delle aziende.

L’avvento della digitalizzazione, caratterizzata dalla naturale attitudine alla replicabilità ed alla trasmissibilità dei contenuti, ha introdotto nuove criticità nell’organizzazione delle regole di riservatezza adottate dagli studi tecnici per i loro progetti.
Alcuni anni or sono, ad esempio, un programma di natura malevola ha destato l’attenzione dei media quando si è scoperto come questo si rendesse responsabile di un traffico di dati trasparente, che dai personal computer dei professionisti poteva trasferire segretamente i disegni vettoriali CAD dei loro progetti verso un non meglio precisato server di raccolta informazioni in Cina.
 
Ad oggi, l’orizzonte procedurale del BIM rende la trattazione di questo tema ancor più delicata, dal momento che il patrimonio informativo contenuto nei documenti digitali federati può divenire esponenzialmente più ricco e il numero di attori coinvolti è crescente. I vantaggi derivanti dal “cloud storage”, effimera struttura di conoscenza in grado di raccogliere dati da varie fonti, e l’interoperabilità agevolata dal “cloud computing”, che ne rende fruibili e modificabili i contenuti, fa della sicurezza un protagonista indiscusso del processo di progettazione contemporaneo, non più di interesse solo per le grandi firme dell’industria e dei servizi integrati ma destinata a diventare bagaglio di conoscenza consapevole per il progettista singolo.
Non importa che si collabori per una grande multinazionale o che si lavori per una semplice committenza privata; il progettista deve conoscere i potenziali rischi di una “fuga di informazioni digitali” al pari di come è da tempo abituato a gestire la riservatezza dei propri archivi tradizionali.
In questo contributo quindi, verranno presi in considerazione gli aspetti tecnici e le implicazioni operative della sicurezza nella gestione delle informazioni BIM, trattando di security e non di safety, riferita più alla garanzia di incolumità per le persone fisiche all’interno degli ambienti progettati.
 
UNA NORMA TECNICA SPECIFICA PER IL BIM: LA PAS 1192-5:2015

Gli edifici stanno diventando sempre più smart, orientati al risparmio energetico intelligente, al comportamento dinamico e alla connessione globale, in ragione di una domotica che sta sempre più votandosi alla connettività estesa dei singoli componenti (la famosa Internet of Things). I progettisti quindi si trovano di fronte a nuove opportunità e implicazioni alle quali prestare attenzione: l’adozione sempre più auspicata del BIM come paradigma normato di progettazione coordinata e coerente, ad esempio, amplifica la necessità di controllo sull’informazione che si produce e si gestisce.

Ciò è valido sia nel momento stesso della progettazione, che nell’esercizio del corretto “funzionamento” del progetto, una volta costruito.
Nel Regno Unito la materia è stata trattata mediante l’emanazione di una specifica norma tecnica con specifico interesse per il Building Information Modeling, la PAS 1192-5:2015, pubblicata nella sua stesura più recente pochi giorni prima del Natale 2015.
 
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