Rischio sismico all’interno dei luoghi di lavoro: quando la normativa è chiara

Il rischio sismico all’interno dei luoghi di lavoro, fa parte di quel gruppo di “possibili eventi”, che potrebbero manifestarsi e causare seri danni sia agli addetti impiegati nella varie lavorazioni (rischio principale), sia ad impianti di una certa importanza (rischio secondario). RSPP e datori di lavoro devono obbligatoriamente, secondo il D.lgs. 81/2008, valutare anche tale rischio, molto spesso (anzi sempre) snobbato o solamente accennato. 

INTRODUZIONE
La percezione del rischio, come ben noto, ha una forte componente soggettiva e solamente in minima parte oggettiva. Infatti i rischi che, nella maggioranza delle volte, vengono sottoposti a valutazione all’interno dei luoghi di lavoro, sono esclusivamente derivati dalla mansione o dall’operatività dell’addetto da proteggere. Ed ecco che il famoso DVR diventa un classico documento composto da centinaia di pagine in cui qualsiasi elemento – sia esso un chiodo o un carroponte – viene sottoposto ad accertamenti qualificativi e quantitativi con il fine di prevenire un possibile incidente. È altrettanto vero che tali valutazioni, ultimamente, hanno come scopo prioritario la protezione della responsabilità del consulente in materia di sicurezza e non certo la prevenzione di un possibile incidente.
Ma all’interno dell’insieme di “pericoli” verificabili la normativa richiede, inoltre, la verifica dei rischi ambientali ovvero derivati dalle circostanze territoriali. Ebbene di questi possibili eventi fa parte anche il rischio sismico, ovvero la suscettibilità di un luogo di lavoro a subire danni derivanti da un ipotetico terremoto. In modo naturale si è portati a pensare a questo rischio come un pericolo virtuale, invisibile che non avverrà mai e che se avverrà distruggerà tutti gli edifici. Niente di più errato! Infatti, il terremoto è un fenomeno evidente, attuale, che riguarda quasi tutta la penisola e che può manifestarsi in un qualsiasi momento sottoforma distruttiva oppure di lieve entità. Il concetto, quindi, di «qui non avverrà mai nulla» non è mai stato così sbagliato come ora.
I terremoti di lieve entità hanno evidenziato come un luogo di lavoro possa essere suscettibile a danneggiamenti: già nel 1974 la FEMA (la protezione civile statunitense) evidenziò il problema delle scosse lievi e delle loro conseguenze a seguito del danneggiamento degli elementi non-strutturali, ovvero elementi presenti all’interno dell’involucro con una funzione non portante.

Nel nostro paese questi elementi “non-strutturali” quali: tramezze, controsoffitti, vetrate ecc. sono stati ampiamente utilizzati (e si utilizzeranno) nell’epoca del boom economico, senza cognizione di causa e senza un minimo di “valutazione” tecnica-qualitativa. Eppure la normativa passata e attuale riporta tutt’ora delle indicazioni su dimensionamenti e verifiche.

ALL'INTERNO DELL'ARTICOLO INTEGRALE IL QUADRO NORMATIVO RELATIVO AGLI ELEMENTI NON STRUTTURALI


PER APPROFONDIRE

Rischio sismico nei luoghi di lavoro
Introduzione all’analisi del rischio nelle aziende artigiane 

Autore: Ing. Ennio Casagrande 
La sicurezza nei luoghi di lavoro è un problema che anima sempre i dibattiti e i discorsi tra professionisti, datori di lavoro e addetti. Ecco perché è necessaria una corretta valutazione dei rischi. Spesso però ci si sofferma su rischi minimi, quasi insignificanti e non si considerano quelli che ricoprono un’importanza fondamentale come il rischio sismico. Il problema risulta complesso e legato a molti fattori tra i quali spiccano gli elementi, definiti secondari, che in caso di scosse (anche lievi) possono provocare seri danni a cose e persone.
Il presente volume cerca di dare alcune indicazione ai datori di lavoro, RSPP e alle figure coinvolte su come sia possibile valutare il rischio sismico di questi elementi secondari, attraverso una pianificazione ponderata degli stessi ed una più centrata valutazione sui pericoli fondamentali.
 
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