Progettazione e installazione degli impianti a gas extradomestici (> 35 kW)

Dopo decenni di vuoto normativo nel febbraio 2014 è stata pubblicata la UNI 11528 che fornisce i criteri per la progettazione, l’installazione e la messa in servizio degli impianti civili a gas di portata termica maggiore di 35 kW – per la climatizzazione di edifici/ambienti, la produzione di acqua calda o la cottura di cibi.

Il 20 febbraio 2014 è stata finalmente pubblicata la norma UNI 11528:2014, “Impianti a gas di portata termica maggiore di 35 kW. Progettazione, installazione e messa in servizio”; attesa da oltre 10 anni.
Questa norma aggiorna la UNI 7129:1972 per la parte relativa alla realizzazione degli cosiddetti “impianti gas di alta potenza”, ovvero superiori a 35 kW e per questo definiti extradomestici.
Già dalla premessa si capisce il vuoto normativo lungo decenni, che ha condotto i professionisti a progettare questo tipo di impianti senza una regola comune e condivisa. Anche le figure pratiche specializzate come gli installatori e i manutentori, non avevano una metodologia comune per operare sia in fase di posa in opera sia in fase di controllo e manutenzione. Questo vuoto ha determinato infatti un approccio arbitrario, lasciando spazio alla professionalità del progettista, dell’installatore e del manutentore, la facoltà di concretizzare l’opera.
Diverso è stato l’iter normativo riservato agli impianti domestici, aventi portata termica non superiore a 35 kW. Questo tipo di impianti ha beneficiato infatti di testi normativi sempre aggiornati e sufficientemente particolareggiati, al passo con l’evoluzione tecnologica dei prodotti e dei materiali d’impiego (vedi norme: UNI 7129:1992 – UNI 7129:2001 – UNI 11071:2003 – UNI 7129-1-2-3-4:2008 – e la nuovissima UNI 7129-1-2-3-4-5:2015).

La UNI 11528 fornisce i criteri per la progettazione, l’installazione e la messa in servizio degli impianti civili extradomestici alimentati a gas (con pressione non maggiore di 0,5 bar) – per la climatizzazione di edifici/ambienti, la produzione di acqua calda o la cottura di cibi (ad esclusione dell’ospitalità professionale, di comunità e ambiti similari, in quanto già normati dalla UNI 8723:2010) – asserviti ad apparecchi singoli aventi portata termica maggiore di 35 kW, oppure ad apparecchi installati in batteria o in cascata con portata termica complessiva > 35 kW.

Nella parte introduttiva, la norma precisa che dall’ambito di applicazione della stessa sono esclusi:
• cicli di lavorazione industriale,
• funzioni che rientrano nella UNI 8723, riguardante gli impianti a gas per l'ospitalità professionali e di comunità e similare,
• funzioni domestiche o similari rientranti nello scopo della UNI 7129.

Indica poi, i criteri e le metodologie per:
• il dimensionamento e l’installazione dell’impianto interno gas,
• l’installazione degli apparecchi (ribadendo il concetto di attenersi alle regole di prevenzione incendi),
• l’evacuazione dei prodotti della combustione (canali da fumo e condotti, collettori fumi, camini, condotti per intubamento e scarichi diretti all’esterno e quando possibile anche in facciata),
• lo scarico delle condense (quando necessario).

La norma tiene conto anche delle evoluzioni tecnologiche in ambito dei materiali d’impiego.
È stata prevista una estensione nel campo di applicazione ed utilizzo di alcune specie di materiali e/o componenti quali, raccordi a pressare, tubi in PLT-CSST e tubi in multistrato, dandone indicazione circa le modalità di posa: a vista, sotto traccia, interrata all’esterno, in alloggiamento tecnico o canaletta metallica, in guaina metallica.

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