Infrastrutture in Italia e prospettive per gli ingegneri

Intervista all’ing. Angelo Valsecchi, Consigliere CNI
 
1 Il tema delle infrastrutture è sicuramente un tema molto sentito in Italia. Da anni si parla di arretratezza delle nostre infrastrutture e di insufficienza dei sistemi di trasporto. Con questo Governo sembra che si torni a parlare di infrastrutture. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia della definizione della programmazione strategica per le infrastrutture italiane.
Cosa pensa della situazione infrastrutturale dell’Italia? Cosa pensa sia necessario fare?
 
In un paese moderno che voglia rimanere tale è strategico disporre di infrastrutture efficienti e sicure su cui trasportare persone e prodotti. Inoltre investire in infrastrutture significa anche rivitalizzare tutte le attività edilizie connesse alla realizzazione di opere pubbliche ed in tale direzione va anche il piano delle infrastrutture strategiche nazionali.
Non si può inoltre dimenticare la programmazione europea che nell’ambito infrastrutturale, con il TEN-T, prevede 9 corridoi da attuare entro il 2050, di cui i seguenti 4:
-     corridoio Baltico - Adriatico che collegherà Vienna a Ravenna, mettendo a sistema i porti di Trieste, Venezia e Ravenna;
-     corridoio Mediterraneo che taglierà in orizzontale tutto il nord Italia, partendo da Torino fino a Trieste, unendo di fatto la Francia ai Balcani;
-     corridoio scandinavomediterraneo che partendo dal Brennero scende fino a Roma e poi a Napoli da cui si biforca, collegando il capoluogo campano a Palermo, da un lato, e alla Puglia, dall’altro;
-     corridoio alpino che prevede il collegamento diretto da Genova a Milano con il confine svizzero.
Si tratta di corridoi fondamentali che attraversano l’Italia da nord a sud e da ovest a est, anche se, per lo sviluppo del paese, si ritiene il più valente quello scandinavo mediterraneo.
Ricordando che attuare queste opere è essenziale superare la sindrome del NIMBY (Not In My Back Yard), attraverso un processo di conoscenza e condivisione cosi come previsto dal vigente Codice degli Appalti, il Consiglio Nazionale e gli e Ordini Territoriali sono sin da ora disponibili per facilitare tali percorsi attraverso contributi tecnico scientifici di carattere generale.
Ma se parliamo di infrastrutture non possiamo non parlare anche di quelle esistenti che richiedono un importante piano di ammodernamento e manutenzione. Piano che, se attuato, consentirebbe di incrementare l’efficienza e la sicurezza della rete oltre a rivitalizzare le attività connesse alle opere pubbliche con benefici per le imprese, professionisti e tutti i cittadini.
 
2 E come CNI avete avanzato proposte?
Come Consiglio Nazionale si è proposto di intervenire sia nella direzione delle opere strategiche che nelle opere minute anche al fine di salvaguardare il tessuto economico territoriale del paese che presenta un sistema di micro imprese e studi professionali di contenute dimensioni consentendo quindi una maggior partecipazione nei processi costruttivi delle opere.
 
3 Infrastrutture & progettazione: quale il ruolo dell’ingegnere nella realizzazione di queste importanti opere? È sufficientemente valorizzata la fase di progettazione e l’apporto dell’ingegnere nell’ottimizzazione dell’opera infrastrutturale?
Il ruolo dell’ingegnere è essenziale nella realizzazione delle opere, infatti le competenze ingegneristiche consentono di avviare, con il supporto anche di altre professioni, una compiuta analisi multi criteria al fine di attuare la scelta che massimizza i vantaggi e contemporaneamente riduca gli effetti negativi.
Relativamente alla valorizzazione delle attività di progettazione è implicito l’apporto dell’ingegnere nell’ottimizzazione delle opere infrastrutturali ricordando che il contributo non è limitato agli aspetti edili strutturali ma contempera anche aspetti tecnologici nella scelta dei materiali sia in termini di compatibilità ambientale che di sicurezza attiva. Altro contribuito importante è dato dall’implementazione sin dalle fasi progettuali delle competenze in ambito informatico che consentono di attrezzare l’infrastruttura di sistemi di “comunicazione” utilizzati sia per la gestione che per il controllo remoto.
 
4 Nel nuovo Codice degli Appalti si parla di introduzione del BIM nella progettazione delle Opere Pubbliche: quale apporti possono portare questi strumenti cosi innovativi?
l’introduzione del BIM - Building Information Modeling ovvero Modello di Informazioni di un Edificio – rappresenta il punto zero per la futura gestione del patrimonio edilizio ed infrastrutturale. Infatti le grandi potenzialità delle tecnologie informatiche consentono oggi di poter attuare una progettazione integrata tra le funzione dell’immobile/infrastruttura e le caratteristiche tecniche e funzionali dei materiali che andranno a costituirlo ma soprattutto consentono di prevedere il ciclo di vita utile dello stesso contemperando quindi il costo complessivo dello stesso inclusi i costi di recupero o dismissione oltre a quelli di gestione. In conclusione, tale strumento usato in modo sostanziale e non formale consentirà al “decisore finale / committente” di valutare, con consapevolezza, la migliore scelta da attuare.
 
5 Come è noto il patrimonio infrastrutturale italiano è spesso caratterizzato da opere ammalorate e degradate che richiedono rinforzo e ripristini. Che ruolo giocano i nuovi materiali e le nuove tecnologie?
Oggi il tema del rinforzo strutturale è un argomento molto sentito anche perché la necessità di incrementare la sicurezza in campo strutturale sta aumentando, in particolare in un paese come il nostro dove le principali infrastrutture e reti di trasporto su gomma iniziano ad accusare il cimento del tempo. Il poter intervenire con nuove tecnologie e nuovi materiali consente di rinforzare e/o consolidare, ad esempio, strutture da ponte senza limitare il traffico veicolare con importanti benefici in termini economici sia diretti che indiretti.

In questi ambiti si possono citare, per esempio, i nuovi materiali come i Fiber Reinforced Polymers o anche i Fiber Reinforced Plastic comunemente noti come FRP che sebbene abbiamo usualmente un comportamento anisotropo ed eterogeneo abbinato ad un comportamento prevalentemente elastico lineare sino al collasso, ben si prestano per interventi di ripristino e rinforzo di strutture in calcestruzzo armato o precompresso quali ad esempio travi da ponte, pile, solette in ambito stradale, oltre alla cerchiatura di pilastri in ambito edile consentendo anche di migliorare il comportamento strutturale in presenza di azioni sismiche.