Revisione delle Norme Tecniche per le Costruzioni: le osservazioni di ANDIL

L’assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) del Ministero Infrastrutture e Trasporti (MIT) in data 14 novembre 2014 ha approvato a maggioranza la bozza del testo revisionato delle Norme Tecniche per le Costruzioni.

Dopo quasi due anni, l’iter legislativo previsto per la predisposizione del decreto ministeriale di pubblicazione delle nuove norme non si è ancora concluso. Il MIT ha definito l'ultima versione del provvedimento in base ai pareri del Viminale e della Protezione civile e dopo il doppio concerto, il testo sarà valutato dalla Conferenza Stato-Regioni e alle commissioni parlamentari competenti per materia, che dovranno anche loro pronunciarsi.

Molti sono stati i dissensi manifestati subito a valle dell’approvazione del CSLP e pertanto prima della definitiva pubblicazione, progettisti, imprese e produttori hanno chiaramente espresso la necessità che le nuove NTC siano ulteriormente perfezionate. Gli stessi rappresentanti della filiera delle costruzioni, che si erano resi disponibili a contribuire all’aggiornamento normativo, non sostengono la pubblicazione del testo così revisionato. Eclatante è, infatti, l’assenza degli aspetti più innovativi che, come dichiarato nell’elenco (stilato proprio dal CSLP) degli obiettivi basilari, avrebbero dovuto caratterizzare il nuovo testo normativo attraverso il trasferimento dei progressi tecnici e scientifici del settore delle costruzioni traguardati negli ultimi anni.
 
Anche Andil attraverso la Federazione della Ceramica e dei Laterizi ha manifestato ufficialmente le proprie preoccupazioni con lettera datata 10 marzo 2015, indirizzata al MIT, al CSLP e alla Protezione civile e nuovamente trasmessa il 16 dicembre 2015 alle medesime Istituzioni, aggiungendo ai destinatari la Conferenza Stato-Regioni.
 
Entrando nel merito del testo normativo aggiornato nel 2014, va detto che sono riconosciuti con favore i numerosi interventi di uniformazione delle terminologie previste dagli Eurocodici e l’allineamento alle specifiche tecniche europee. E’ stata anche apprezzata la nuova qualifica attribuita alla muratura confinata che finalmente anche in Italia potrà essere utilizzata in zona sismica e la corretta identificazione dei sistemi di muratura rettificata con elementi ad incastro. Sono, invece, constatate maggiori complessità nelle procedure di verifica in cantiere, che tuttavia risultano omogenee con l’impianto prescritto per tutti i materiale e prodotti ad uso strutturale oggetto delle nuove NTC.
Per contro, vengono riscontrate specifiche criticità per gli elementi da muro che si commentano a seguire. Nonostante siano ben identificati i sistemi di muratura rettificata con elementi ad incastro, prevedendone sia l’impiego a secco che con tasca di malta (nelle zone più alta sismicità), l’uso dei giunti orizzontali sottili risulta pesantemente sfavorito. Sono penalizzate immotivatamente le costruzioni di muratura rettificata che oggi vengono regolarmente progettate e realizzate su tutto il territorio italiano in conformità alle normative in vigore. Per giunta, oltre alla considerevole validazione sperimentale, è altresì dimostrato che un numero rappresentativo di reali costruzioni, edificate nel cratere sismico emiliano, ha superato egregiamente la prova terremoto resistendo senza alcun danno agli scosse del 2012.
Un’ulteriore problematica delle NTC 2014 riguarda la scarsa attenzione riservata agli elementi costruttivi non strutturali, come le tamponature per le quali sebbene con il testo 2008 era stato introdotto l’obbligo della verifica locale insieme alla formulazione dell’input sismico, nell’ultima revisione viene completamente eliminata l’espressione per valutare l’azione e tuttora non trattata la procedura di applicazione della forza alla parete di tamponatura ovvero la definizione della capacità effettivamente portante. Continua ad essere trascurato il contributo delle tamponature sia in termini di rigidezza che di resistenza. E’ chiaro che non tenere conto nel calcolo delle tamponature può condurre a scelte progettuali particolarmente conservative, in presenza di pareti robuste, viceversa poco prudenziali se usate pannellature più deboli o con difetti costruttivi, come riscontrato ad esempio per l’evento sismico de L’Aquila del 2009; a seguito del quale, l’industria dei laterizi affidò all’Università di Pavia-Eucentre un apposito studio, i cui risultati sarebbero senz’altro adatti a diventare regole di progetto, colmando così la lacuna normativa manifestata anche da numerosi strutturisti che con difficoltà svolgono la verifica sismica discutendone spesso i criteri perfino con gli uffici del Genio Civile.
Nelle nuove NTC, inoltre, vengono declinate due tipologie di elemento non strutturale - “costruito” e “assemblato” in cantiere – che predispongono il mercato ad una pericolosa perturbazione a vantaggio di alcune soluzioni costruttive, senza una concreta motivazione. Più precisamente, tale classificazione procurerebbe gravi effetti sulla scelta, del progettista e/o del direttore dei lavori, in merito all’elemento non strutturale da utilizzare: un “assemblato” in cantiere risulterebbe, molto probabilmente, favorito rispetto ad uno “costruito”, in quanto per quest’ultimo il progettista è tenuto a progettare la sua capacità! Per l’“assemblato” è il fornitore e/o installatore che si occuperà, invece, di valutare la capacità (con criteri che non sono accertati da terzi, ne supportati da dimostrazioni scientifiche) sollevando il progettista da tale onere e il direttore dei lavori dal controllare la corretta esecuzione. Dal punto di vista giuridico, poi, si rischia il caos sulle effettive responsabilità professionali e sull’interpretazione del concetto di “assemblato”. Come va considerata una parete di muratura? Le NTC (entrambe le versioni) la definiscono come costituita “dall’assemblaggio organizzato ed efficace di elementi e malta”…