La transizione al digitale in Lombardini22

“Investiamo nell’adozione del BIM perché sappiamo che dobbiamo essere pronti al cambiamento che lo scenario internazionale ci sta già chiedendo”. Ecco perché una realtà di progettazione come quella di Lombardini 22 ha scelto di adottare il BIM. 

 

INTRODUZIONE
“BIM is the baseline” e Lombardini22 ne ha compreso la portata. Come afferma l’Ing. Roberto Cereda, uno dei sette partner di Lombardini22: “Investiamo nell’adozione del BIM perché sappiamo che dobbiamo essere pronti al cambiamento che lo scenario internazionale ci sta già chiedendo”.
Innovazione e produttività sono i tratti distintivi di Lombardini22 che, grazie ai 170 collaboratori che compongono i suoi tre brand (L22, DEGW, FUD), sviluppa progetti integrati.
L’approccio interdisciplinare e collaborativo del gruppo trova un ottimo alleato nel BIM. Lombardini22, infatti, al pari dei principali attori internazionali del mondo delle costruzioni, ha intrapreso questa strada ormai da un paio di anni.

“Come tutto quello che facciamo, cerchiamo sempre di individuare le eccellenze sul campo” (Ing. Roberto Cereda).
Il gruppo, infatti, ha accolto nel team una nuova generazione di professionisti nativi dell’era della progettazione digitale per avviare la transizione al BIM. Lombardini22 ha inoltre attivato un dottorato di ricerca in collaborazione con il dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano dal titolo “BIM implementation in design firms. How digitization is changing design workflows and related practices”. L’obiettivo è definire linee strategiche per supportare le società di progettazione in una transizione al BIM di successo.
Questo articolo intende presentare come i cambiamenti di processo siano stati considerati per la definizione di un percorso di transizione al digitale, attraverso i primi risultati del progetto di ricerca sopracitato.

 

CASO STUDIO
Uno dei primi progetti BIM di Lombardini22, adottato come caso-studio della ricerca di dottorato, è la riqualificazione di un edificio ad uso uffici nel centro storico di Milano, di cui è stato gestito l’intero processo: dalla progettazione preliminare alla costruzione (attualmente in fase di cantiere).
La riqualificazione dell’edificio esistente prevede la demolizione e la ricostruzione di alcune parti, nonché l’alterazione di volumi e l’adeguamento strutturale/impiantistico.
Il team di progetto interdisciplinare ha gestito il progetto di riqualificazione adottando la metodologia BIM. Questa però non è stata una richiesta del Cliente, bensì una scelta aziendale. Perché questa scelta? Per valutare rischi e benefici legati all’implementazione del BIM.

 

 

Figura 1 – Grafico che descrive aree di lavoro interne a Lombardini22, consulenti esterni e struttura organizzativa del Cliente, in riferimento al progetto pilota. Nella parte sottostante, schema indicativo delle fasi del processo.


RICERCA E SVILUPPO
Negli ultimi anni Lombardini22 ha intensificato la ricerca e sviluppo in merito a metodologie e tecnologie digitali emergenti. Ad esempio, come già evidenziato in precedenza, il progetto di riqualificazione sopra descritto è stato adottato come caso-studio della ricerca di dottorato, svolta in collaborazione con il Politecnico di Milano, che ne ha monitorato processo e pratica per l’intera durata della progettazione (febbraio 2015-febbraio 2016).
Nell’ambito di questo progetto, le attività di space planning, progettazione architettonica, prevenzione incendi e sicurezza, progettazione di impianti meccanici ed elettrici, certificazione energetica, rendering, analisi costi/quantità sono state gestite internamente. Il rilievo dell’edificio esistente e la progettazione strutturale invece sono state affidate a consulenti esterni (Figura 1).

 

Figura 2 – Grafico che descrive l’eterogeneità delle competenze BIM interne al team di progetto e diversa natura dei flussi di lavoro.

La formazione BIM avviata in Lombardini22 ha coinvolto, in una prima fase, solo il team di architettura e ingegneria. Architetti e ingegneri sono stati affiancati in una prima battuta da consulenti esterni. Il percorso è poi proseguito in un processo di Learning by doing fino alla consegna del progetto esecutivo al Cliente.
Considerata l’eterogeneità delle competenze BIM interne al team di progetto, alcune task del flusso di lavoro sono state gestite in ambiente BIM, altre invece con un approccio tradizionale (Figura 2).
Il monitoraggio dell’avanzamento della progettazione ne ha reso possibile la rappresentazione in una mappa di processo. Oltre a questo diagramma, sono state sviluppate in parallelo altre due mappe: l’una rappresenta l’approccio tradizionale alla progettazione di Lombardini22 (il riferimento assunto è il Sistema Qualità aziendale), l’altra descrive un processo BIM “ideale” che trae origine dall’analisi di standard internazionali (BSI PAS 1192-2:2013).

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