L’Analisi CFD quale contributo nello sviluppo dell’ingegneria nel settore della sicurezza

L’applicazione pratica della modellazione CFD nello sviluppo del progetto della ventilazione sanitaria e in caso d’incendio per progettare spazi per il ricovero di automezzi

Gli edifici del terziario avanzato, gli edifici direzionali, diventano oggi sempre più integrati con più funzioni, hanno grandi dimensioni sia per la loro estensione sia per il loro sviluppo verticale e sono sempre più curati dal punto di vista delle soluzioni architettoniche anche nell’ottica di ridurre l’impatto ambientale anche durante l’uso degli edifici per la loro funzione [Cfr. impatto delle griglie di ventilazione del parcheggio sulle zone di transito delle persone e/o nelle zone a verde].
Ai team di progetto (architetti, progettisti d’impianti e specialisti antincendio) e alle imprese di costruzione è richiesta pertanto maggiore attenzione nell’individuazione di soluzioni che devono, nel rispetto del quadro normativo vigente e cogente, minimizzare i costi di investimento e di gestione.
Coniugare i requisiti funzionali con le norme di riferimento, che a volte divergono in relazione alla prestazione e/o all’amministrazione che le emana, gli obiettivi di sicurezza con la flessibilità - l’esigenza del committente di poter gestire nel tempo il fabbricato come un qualcosa di vivo e mutevole in funzione di nuove esigenze – vuol dire, in un certo senso, sviluppare integrandoli e quindi facendoli coesistere più progetti all’interno dello stesso progetto.

Lo stesso approccio si deve ritrovare ed attuare quando ci si trova ad affrontare il tema dei parcheggi, specie se interrati, la cui dimensione e complessità crescono in modo proporzionale agli edifici dei quali sono pertinenza.

 

In questo articolo si vuole porre l’attenzione del progettista, rendendole evidenti, su alcune problematiche della progettazione antincendio alla luce della recente pubblicazione della Regola Tecnica Verticale (D.M. 03/03/2017) all’interno del contesto sopra richiamato analizzando anche un particolare aspetto non attinente la sicurezza in caso d’incendio ma comunque correlata alla sicurezza degli utilizzatori il parcheggio stesso.
Tipicamente, quando si parla di autorimesse interrate, l’esigenza dell’architetto, del committente e del fruitore dell’opera quando costruita, è quella di ridurre il numero di compartimentazioni e di massimizzare il numero di posti auto, a maggior ragione nel caso di pertinenze la cui destinazione d’uso è di tipo commerciale. Circostanza questa che oggi il richiamato nuovo D.M. consente rispetto alla normativa prescrittiva contenuta nel D.M. 01.02.2016. 


L’esigenza dell’architetto è quella di garantire il rispetto di requisiti di carattere funzionale: fare in modo che l’utente possa facilmente individuare il punto di accesso all’attività dopo aver trovato il suo posto, ritrovare lo stesso veicolo senza che il suo sguardo venga ostacolato dalla presenza di barriere visive (muri, colonne, porte); ridurre il più possibile le superfici di aerazione grigliate a livello strada che hanno un impatto estetico sul design urbano del sito; garantire uno spazio ove gli impianti non ingombrino l’intradosso del solaio definendo un groviglio non regolare a valenza impiantistica.

Il progettista dell’impianto di ventilazione che ha il compito di dimensionare il sistema di estrazione fumi e calore si trova nella difficoltà di trovare gli spazi sufficienti per far passare i componenti dello stesso impianto, a maggior ragione al diminuire dell’altezza dei compartimenti e all’aumentare della superficie del comparto.

Dal punto di vista della progettazione antincendio, l’intersezione delle esigenze sopra esposte corrisponde a un progetto complesso che, nonostante i miglioramenti introdotti dal normatore, difficilmente può essere sviluppato in “soluzione conforme” attraverso l’applicazione della RTV in combinazione con la RTO (DM 3/8/2015). In generale, occorre passare attraverso soluzioni alternative e/o in deroga tenuto anche conto dell’ambito di valenza ed applicazione delle norme nazionali in materia di sistemi di evacuazione fumi e calore ancora oggi in fase di aggiornamento e completamento.

La misura che presenta maggiori difficoltà di attuazione, in soluzione conforme, è il controllo dei fumi e calore (S8 - DM 3/8/2015). In particolare i parcheggi di tipo pubblico, in base alla RTO, sono caratterizzati da R vita = B2 che può essere portato al livello inferiore attraverso la previsione di un impianto di controllo dell’incendio con livello di prestazione V. Circostanza questa che, per alcune realizzazioni, comporta la non possibilità di raggiungere le superfici di compartimento desiderate con la conseguenza che il sistema di controllo dei fumi e calore diventa una misura che, con la sua prestazione e livello di ridondanza, deve garantire che l’incendio sia contenuto in un ambito non fisico coerente con la dimensione massima che il normatore definisce quale soluzione conforme.

Risulta evidente che Il livello di prestazione associato, nel caso di progetti complessi, è, secondo la RTO, il livello III. Occorre garantire pertanto:
- lo smaltimento dei fumi in modo da lasciare uno strato di 2 m. sempre libero da fumi;
- una superficie di estensione/contenimento dell’incendio coerente con la strategia attuata in funzione della superficie massima prevista rispetto a quella definita normativamente
- la possibilità di intervento da parte delle squadre di soccorso.

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