Lavori in corso per il piano di conservazione della Reggia di Monza

Abstract

Dalla metà del secolo scorso si è manifestata l’esigenza di rivedere le modalità con le quali, fino a quel momento, si operava per garantire la conservazione fisica del patrimonio culturale. In sostanza la revisione concettuale prevede un ribaltamento della consuetudine che accettava il restauro come approccio esclusivo al patrimonio culturale in vista della sua conservazione. Il riesame del concetto è sostanziale, esso infatti sposta il focus dall’intervento restaurativo puntuale alle variabili del tempo e alle condizioni al contorno, comprendendo lo stato di utilizzo e fruizione del bene, e ponendo l’attenzione sulla cura costante e la previsione delle situazioni di rischio. Questa nuova visione è sancita dalla normativa,il Codice dei Beni Culturali definisce infatti che “La conservazione del patrimonio culturale è assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro”.Il Piano di Conservazione è lo strumento attraverso il quale tale processo viene sistematizzato e attuato. Il Piano ordina tutte le informazioni di carattere conoscitivo, previsionale, preventivo e gestisce le attività manutentive e di restauro, sia cronologicamente sia economicamente, consentendo lo scambio trasversale di informazioni tra i soggetti coinvolti nel processo.
Il contributo proposto presenta l’utilizzo di strumenti informatici a supporto della conservazione e gestione del patrimonio culturale, differenti tra loro per potenzialità e modalità di utilizzo, ed entra nello specifico del Sistema Informativo “Planet – Beni Architettonici”, il quale riesce a sistematizzare l’intero processo di Conservazione Preventiva e Programmata così come definita dalla normativa italiana. 
“Planet – Beni Architettonici” permette la registrazione dei dati su livelli, dal generale (bene) fino al dettaglio (singolo elemento). Tale strutturazione, dove ogni singolo elemento è univocamente codificato e dettagliato nelle sue peculiarità, congiuntamente con la logica della condivisione delle informazioni, è affine a quella concettuale del BIM, pertanto le due tecnologie ben si prestano ad una reciproca integrazione; inoltre il Planet-Beni Architettonici consente l’interazione con altri Sistemi Informativi per il Facility Management.
I caso studio proposto riguarda il Piano di Conservazione della Villa Reale di Monza, predisposto mediante l’utilizzo del S.I. Planet-Beni Architettonici.

Tratto dal Convegno
Modellazione e gestione delle informazioni per il patrimonio edilizio esistente
Built Heritage Information Modelling/Management – BHIMM
Politecnico di Milano, 21/22 GIUGNO 2016

 

guarda il video dell'intervento