Norma UNI 11337 sul BIM: nuove parti 9 e 10

Due nuovi capitoli per chiudere l’impianto normativo nazionale sulle costruzioni digitali: fascicolo del costruito e pratiche amministrative BIM

A poco più di due anni dalla sua riapertura (prima norma 2004-2009) continua incessante il lavoro del tavolo UNI per completare la nuova norma UNI11337 dal titolo: “Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni”.
Continuano ad aumentare gli stakeholder pubblici e privati, rappresentanti di tutta la filiera (progettisti, imprese, produttori, stazioni appaltanti, giuristi, istituti di ricerca, università, case software, ecc.), che chiedono di entrare e partecipare attivamente ai lavori del gruppo, il quale, con i suoi più di 70 componenti, costituisce oggi uno dei tavoli più attivi e partecipati di UNI.
Nello spirito collaborativo che è proprio del BIM il settore ha trovato in UNI il luogo naturale per confrontarsi e darsi quelle regole tecniche condivise indispensabili per garantire la trasparenza, la libera concorrenza, il dialogo con gli altri mercati e la competitività del mercato italiano nel mondo. Una prova di maturità del settore che, in UNI, opera compatto, in anticipo ed autonomia da imposizioni legislative (che spesso pare mirino più a colpevolizzarlo anziché favorirne lo sviluppo), nell’interesse degli operatori, delle committenze (pubbliche e private), della qualità dei prodotti e della soddisfazione dell’utenza.


Figura 1 - Gruppo di lavoro UNI - GL05, CT033 processo edilizio

Stato dell’arte
Ad inizio 2017 sono state pubblicate le prime 4 nuove parti della norma, indispensabili al settore per darsi quelle regole di base, nazionali, che gli permettessero di operare anche in autonomia dai soli riferimenti esteri fino ad allora presenti (essenzialmente PAS 1192:2 - UK -  e BIMForum - USA). Riferimenti mai tradotti in testi organici e spesso malamente interpretati. Riferimenti importanti (PAS e BIMForum) che, invece, trovano congruente evoluzione e applicazione al comparto nazionale nella norma italiana.
Grazie anche alla grande opera di ricerca e sviluppo prodotta dal progetto INNOVance (2011-2014), vero fenomeno di ricerca e diffusione sul territorio del BIM, la norma ha raccolto e strutturato in 4 nuovi testi organici, di quasi 300 pagine, la maturità acquisita fino a quel momento dal settore. Agli inizi del 2017 sono state quindi pubblicate le parti: 1, 4, 5 e 6 del nuovo impianto normativo che sono andate ad aggiungersi alla già esistente parte 3 (unica parte rimasta ancora in vigore del vecchio impianto del 2009, dove 4 anni prima della PAS si introduceva il BIM in un testo normativo nazionale).

 

Figura 2 - Struttura della norma UNI 11337; in blu scuro le nuove parti pubblicate nel 2017, in grigio la parte ancora in vigore del vecchio assetto del 2009, in celeste le parti di prossima uscita nel 2018

Nuove parti 2 e 3
Uno dei problemi ancora irrisolti nel BIM è rappresentato dalla relazione tra le informazioni relative agli “elementi” in ragione dei differenti modelli od elaborati in cui vengono trattati. La loro connessione viene oggi affidata a sistemi di codifica e classificazione nati prima del BIM (Omniclass, Uniformat, Masterformat, Uniclass, ecc.). Sistemi poco performanti, usati in alcuni mercati ma non in altri (e quindi non interoperabili), ma soprattutto non rielaborabili dalla macchina in quanto sostanzialmente indifferenti rispetto agli attributi che identificano, connotano e caratterizzano gli “elementi” stessi. In ragione, anche, della necessità di definire i livelli di sviluppo informativo degli attributi non geometrici (LOI), della parte 3, con il contributo degli informatici del tavolo (ACCA, Harpaceas, Autodesk, Nemetschek, Graphisoft, ecc.) e della pubblica amministrazione (Regione Lombardia, ITACA, MIT), si sta oggi definendo un approccio al problema di natura semantica e non più codificatoria, che permetta di superare gli attuali limiti di utilizzo. Ciò consente alla macchina di mettere in connessione gli oggetti in ragione dei loro attributi, indipendentemente dalla codifica utilizzata,verificandone la congruenza informativa autonomamente e indifferentemente dalla disciplina, dall’argomento o dal veicolo in questione (modello o elaborato; disegno, computo, capitolato, relazione, ecc.).

  

Figura 3 - Identificazione degli oggetti per attributi informativi, livelli di sviluppo informativo degli oggetti: attributi non geometrici LOI

Nuove parti 7 e 8
È oramai in dirittura d’arrivo anche la parte 7 della norma dedicata alla definizione dei ruoli, delle mansioni e delle autorità delle nuove figura “BIM”. Gestore, coordinatore e modellatore delle informazioni. Pregio della norma italiana quello di definire in modo chiaro gli ambiti ed i limiti gestionali ed operativi delle differenti figure oltre a risolvere le varie ambiguità che ancora sussistono anche in ambito internazionale. Ruoli d’azienda o di commessa per primi.

 
Figura 4 - Le figure del Gestore e del Coordinatore delle informazioni, BIM Manager e Coordinator

Favorire la transizione verso il digitale è uno degli obiettivi principali dell’UNI. Per questo la definizione delle Linee Guida di applicazione del BIM ai processi di settore (parte 8 della norma) si svolgerà attraverso una formula innovativa di discussione, fatta di tavoli aperti anche ai non soci UNI, al fine di raccogliere direttamente dagli operatori e dalle loro esperienze sul campo (positive e negative che siano) ogni contributo, commento o critica, necessari.
Le parti 7 e 9 hanno come relatore il prof. Angelo Ciribini.

Nuove parti 9 e 10
L’autunno ha portato l’introduzionedi due ultime parti alla norma. Parti necessarie alla trattazione di aspetti importanti come la gestione amministrativa e la manutenzione, che ne andranno a completare l’impiantonormativo complessivo.
Nella parte 9 verranno normati: la “Due Diligenge” ed il rilievo digitali (nuvole di punti, termografie, tomografie, ecc.), le regole di costruzione delle “Piattaforme di Collaborazione” aziendali (al di sopra delle librerie di oggetti e degli ambienti di condivisione di commessa ACDat/CDE) e, soprattutto, il “Fascicolo del Costruito” digitale: oltre il fascicolo del fabbricato (per comprendere non solo l’edilizia ma anche le infrastrutture e l’ambiente antropomorfo); oltre lo stadio di sviluppo per comprendere la gestione informativa in esercizio, nel ciclo di vita.
La parte 9 avrà come relatore il prof. Mario Dejaco.

La parte 10 della norma, in ultimo, affronta le nuove tematiche del BIM verso gli aspetti di gestione amministrativa; quello che in Building Smart International (BSI) prende il nome di E-permit BIM. Dopo la presentazione a Barcellona (BSI 2017) dei test eseguiti su: SCIA, DIA e Permesso di Costruire (Comune di Milano, Politecnico di Milano, Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Milano, Harpaceas, OneTeam e Autodesk Italia) ed il confronto con i lavori di Korea e Giappone, il tavolo UNI ha deciso di affrontare anche questo aspetto della gestione informativa digitale.
La parte 10 avrà come relatrice la prof.ssa Cecilia Bolognesi.


Figura 5 - Protocollo e verifica automatizzata delle pratiche amministrative digitali attraverso modelli BIM

L’Europa ed il mondo.
Molti non sanno, forse anche perché si cerca alacremente di non farlo sapere, che l’Italia gioca oggi un ruolo importante in sede comunitaria (CEN) ed internazionale (ISO) sui temi del BIM e del digitale nelle costruzioni. E questo ruolo, l’Italia, lo gioca non certo grazie ai social, ma proprio grazie all’UNI ed alla Norma. Le parti già pubblicate della UNI 11337 sono state tradotte in inglese prima dell’estate e distribuite ai vari tavoli internazionali,dove l’Italia, grazie a UNI, è tornata a sedere ed essere protagonista, assieme a coloro che stanno davvero scrivendo le future regole del settore. Il mondo, compresi inglesi e statunitensi (piacevolmente sorpresi), grazie a UNI, stanno scoprendo anche un altro modo di approcciare ad alcuni problemi ancora non risolti ad ogni livello: usi ed obiettivi del modello, LOD per il restauro e le attrezzature, LOD per il ciclo di vita, denominazione per attributi, verifica amministrativa e protocollo digitale, piattaforma di collaborazione, manuale di gestione informativa, modelli di rilevo, ecc. Tutti temi risolti in modo efficiente ed efficace nella UNI11337. L’Italia, inoltre, oggi presiede, con Marzia Bolpagni (delegata UNI), il tavolo del CEN dove si stanno scrivendo, partendo anche da quelli italiani, i futuri LOD europei.

 
Figura 6 - LOD per macchine e attrezzature, UNI 11337-4:2017

La norma UNI 11337 costituirà, così come la PAS per i britannici, l’allegato nazionale della futura ISO 19650, che non è stata scritta in contrasto alla UNI ma tenendo conto “anche” delle indicazioni della UNI. “Anche” perché, a differenza dei singoli, la normazione tecnica, nel mondo, rappresenta il punto di incontro di tutta la filiera e non singole credenze. Le norme sono, per loro natura, consensuali, non sono mai pareri personali. Le norme rappresentano, nel mondo, il punto di arrivo riconosciuto per il rispetto della libera concorrenza. Perché scritte attraverso l’accordo di tutti i soggetti interessati, nessuno escluso, e non per amicizia, conoscenza o, peggio, tessera politica. Come speso accade, ciò che costituisce vantaggio competitivo per l’intero sistema paese in altre nazioni (USA, Germania, Francia, Gran Bretagna, ecc.),si pensi al peso delle norme DIN per il mercato tedesco, è visto con sospetto, se non ostacolato, in Italia.

Politica di distribuzione
UNI, nel rispetto delle regole internazionali sui diritti e la vendita delle norme, ed in ragione delle politiche di autofinanziamento cui è soggetta sta oggi pensando ed attuando una politica di avvicinamento al mondo normativo consensuale con campagne di abbonamento per imprese e professionisti, tramite specifiche Convenzioni l’intero catalogo delle Norme Tecniche (compresa quindi anche la UNI11337), a partire da 50,00€.Per alcune Convenzioni e per i Soci UNI oltre alla Consultazione è prevista anche l'opportunità di scaricare le norme a prezzi speciali con fortissimi sconti. Per maggiori informazioni vai al sito UNI