Società tra professionisti, gli ingegneri dicono no al Regolamento

02/07/2012 1626

Il Consiglio Nazionale Ingegneri, esprime delle perplessità sul regolamento delle società tra professionisti.

Innanzitutto, esso non sarebbe mai stato “sottoposto all’attenzione delle categorie tecniche che vantano una presenza diffusa di società professionali” su cui propone una serie di emendamenti.

Una criticità viene espressa sul provvedimento che esclude le associazioni professionali e le società tra professionisti costituite “secondo modelli vigenti alla data di entrata in vigore della Legge 183/2011”.

Questa distinzione “incomprensibile” tra società di ingegneria o di professionisti, costituite facendo riferimento ad una normativa speciale, fa sì che esse non sarebbero assoggettate alle previsioni del nuovo Regolamento in quanto, in tali casi, farebbe comunque fede il modello societario vigente alla data di entrata in vigore della Legge 183/2011. Per il CNI, ciò creerebbe “sperequazioni inaccettabili nel trattamento giuridico di società riconducibili ad una medesima tipologia”.

Considerazioni negative arrivano anche sulle iscrizioni delle società, composte da soci professionisti appartenenti a diverse categorie professionali e, quindi, a diversi albi.

In merito a questo infatti il CNI afferma: “È evidente la necessità che la società sia iscritta a tutti gli albi di riferimento dei soci anche al fine di consentire l’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti di ciascun singolo professionista che abbia prestato l’attività. Rischi di sperequazione anche in questo caso: pure per le società multidisciplinari l’iscrizione non può essere circoscritta al solo albo di riferimento dei professionisti che esercitino l’attività prevalente individuata nell’atto costitutivo”.