VENETO: RISORSE IDRICHE. COLLABORAZIONE CON DIP. INGEGNERIA DI PADOVA E TRENTO

06/05/2013 2076

La Regione ha deciso di attivare un rapporto di collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università degli Studi di Trento, in particolare per progetti di cooperazione allo sviluppo in materia di gestione e sviluppo di tecnologie appropriate per il trattamento delle acque reflue e dei fanghi e per il trattamento delle acque destinate al consumo umano, e con il Dipartimento ICEA di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Padova, per progetti di cooperazione allo sviluppo in materia di tutela delle risorse idriche. A tal fine saranno sottoscritti specifici protocolli d’intesa. Ne dà notizia l’assessore regionale all’ambiente e al ciclo integrato dell’acqua Maurizio Conte.

L’assessore fa rilevare che il Servizio Sistema Idrico Integrato della Direzione regionale Tutela Ambiente ha competenza su acquedotti, fognature e impianti di depurazione, segnatamente per ciò che riguarda la pianificazione di settore, indirizzi applicativi, valutazione di progetti, nuove normative di settore. Nell’ambito dei normali scambi di informazioni, ordinariamente condotti dagli Uffici regionali con Università ed enti pubblici di ricerca, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università degli Studi di Trento e il Dipartimento ICEA di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Padova hanno offerto la propria disponibilità a collaborare con la Regione mettendo a disposizione la propria pluriennale esperienza in questi settori e offrendo coinvolgimenti nei progetti di ricerca applicata.

“Considerato l’indubbio vantaggio per l’Amministrazione regionale nel potersi occasionalmente avvalere della collaborazione e del supporto scientifico resi disponibili dalle due università – conclude Conte - abbiamo quindi ritenuto opportuno di procedere alla stipula con ciascun ateneo di un apposito protocollo d’intesa, finalizzato a delineare le rispettive modalità operative e ad individuare i diversi potenziali settori di intervento, anche per quanto riguarda progetti di cooperazione decentrata allo sviluppo e di solidarietà internazionale in materia di gestione delle risorse idriche”.

FONTE: REGIONE VENETO