Squinzi: Italia sull'orlo baratro, ora obiettivo sia crescita

23/05/2013 1756

Allarme di Confindustria sulla situazione economica del Paese: ''Il nord -dice il presidente, Giorgio Squinzi, all'Assemblea annuale dell'associazione - è sull'orlo di un baratro che trascinerebbe tutto il nostro Paese indietro di mezzo secolo, escludendolo dal contesto europeo che conta". Squinzi ha sottolineato le "debolezza strutturali" del Mezzogiorno, "una parte del Paese in cui lo sforzo per la crescita, lo sviluppo e l'occupazione assume le caratteristiche di una vera e propria sfida per la sopravvivenza".

Secondo Squinzi, ora l'obiettivo deve ora essere uno solo: tornare a crescere. Per tornare a produrre piu' benessere l'Italia - ha aggiunto - deve fare leva sulla sua risorsa piu' importante: la vocazione industriale in tutte le sue declinazioni. manifatturiero e' il motore del nostro sistema''.

"Ci aspetta un grande impegno comune: fare una nuova Italia, europea, moderna aperta", dice al governo Squinzi. Le "riforme non sono più rinviabili" a partire dalla legge elettorale, avverte. E garantisce: "Se questo sarà il governo della crescita noi lo sosterremo con tutte le nostre forze".

Negli ultimi 18 mesi lo stock di prestiti erogati alle imprese "é calato di 50 miliardi: un taglio senza precedenti nel dopoguerra", rileva Squinzi che aggiunge: "Quasi un terzo delle imprese ha liquidità insufficiente rispetto alle esigenze operative. Dobbiamo contrastare la terza ondata di credit crunch".

"Ci aspetta un grande impegno comune: fare una nuova Italia, europea, moderna aperta - dice al governo il presidente di Confindustria - le riforme non sono più rinviabili" a partire dalla legge elettorale, avverte. E garantisce: "Se questo sarà il governo della crescita noi lo sosterremo con tutte le nostre forze".

Squinzi si e' quindi soffermato sul tema del fisco. Oltre ad essere "punitivo", ha rilevato, il fisco italiano è "opaco, complicato, e incerto nella norma". Un fisco che è "quanto di peggio si possa immaginare" e che "scoraggia gli investimenti e la crescita".

Squinzi ha chiesto la riduzione del ''cuneo fiscale, al 53% nel 2012, eliminando il costo del lavoro dalla base imponibile Irap e tagliando di almeno 11 punti gli oneri sociali che gravano sulle imprese manifatturiere". "Più della metà di quello che le imprese pagano ai lavoratori va nelle casse dello Stato".

"La mancanza del lavoro è la madre di ogni male sociale": dice Squinzi, aggiungendo: "Va affrontata in maniera strutturale e con equilibrio, intervenendo sul costo, produttività e regole". Le imprese "sono pronte a supportare l'azione del governo con investimenti e occupazione".

LETTA AGLI INDUSTRIALI, COMPITO DIFFICILISSIMO MA CE LA METTERO'TUTTA - "Io so solo una cosa: la missione è difficile e il compito anche e sento sulle mie spalle tutta la responsabilità e le tante aspettative; sarà difficilissimo, non so se ce la faremo ma ce la metteremo tutta". Lo ha il premier Enrico Letta parlando all'assemblea degli industriali.

ZANONATO, PRESTITI IMPRESE - 60 MLD DA FINE 2011 - "Rispetto a fine 2011 i prestiti alle imprese sono diminuiti di quasi 60 miliardi di euro". Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, secondo cui si tratta di "una stretta creditizia senza alcun precedente". Pertanto bisogna "riattivare rapidamente il circuito del credito".

Zanonato ha reso noto di aver concordato con il ministro dell'Economia ''la conferma, almeno per tutto il 2013, della detrazione fiscale del 55% per gli interventi di efficienza energetica negli edifici che scadrà il prossimo 30 giugno".

CAMUSSO,BENE SU RAPPRESENTANZA E INVESTIMENTI - "E' importante che si dica che bisogna arrivare ad un accordo sulla rappresentanza, dopo tanto tempo": così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sulle parole del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Un accordo che può "chiudere la divisione del passato". La data del prossimo incontro, ha detto ancora Camusso, sarà fissata a breve. "Siamo in attesa di risposte rispetto ad una ipotesi che unitariamente (i sindacati) abbiamo fatto"."La cosa più importante è il messaggio di politica industriale e la necessità di investire: perché è importante che abbia detto che sono gli investimenti a rimettere in moto l'economia e che hanno la volontà di farlo".

Fonte: ansa.it