INGV: approfondimento su Sequenza sismica in Umbria

23/12/2013 2285

FONTE: INGV

La sequenza sismica che sta interessando l’area di Gubbio in particolare dal 18 dicembre, dopo l’evento di magnitudo 3.9, si inquadra in un’area dell’Appennino umbro-marchigiano che ha un rilascio sismico pressoché continuo.

La zona è nota per alcuni terremoti di magnitudo tra 5 e 6 avvenuti in passato, l’ultimo dei quali a fine aprile del 1984 a sud di Gubbio. In quell’occasione il terremoto principale fu stimato di magnitudo locale (ML) 5.2 (Haessler et al., 1988), mentre la magnitudo momento (Mw) determinata successivamente è pari a 5.6. Il terremoto del 1984 non provocò vittime ma produsse danni del VII grado Mercalli (MCS) in numerose località in provincia di Perugia.

La figura sotto mostra la distribuzione dei risentimenti in Umbria e nelle Marche.


In precedenza, altri terremoti importanti avevano interessato l’area: la città di Gubbio ha subito effetti superiori al VII grado MCS in tre occasioni: in due casi si tratta di eventi antichi di cui si sa poco, mentre nel terzo caso si tratta del terremoto del 1751 che ha avuto come epicentro la zona di Gualdo Tadino, circa 20 km a sud di Gubbio. Quest’ultimo terremoto ha una magnitudo stimata di poco superiore a 6.

Secondo una delle interpretazioni più accreditate, il terremoto del 1984 è avvenuto sulla “faglia di Gubbio“, una faglia ben studiata dai geologi che borda sul lato orientale il bacino di Gubbio. La faglia di Gubbio è stata studiata a fondo con analisi di terreno, sismica di esplorazione profonda, dati sismologici e altri dati (Collettini et al., 2003 riportano una estesa bibliografia sulla zona).

Ma tornando ai terremoti di questi giorni, non è ancora chiaro se questi siano legati o meno alla faglia di Gubbio. La posizione degli epicentri dei terremoti degli ultimi anni (2010-2013) rivela una struttura allineata in direzione nordovest-sudest, che si è attivata in diversi settori e in momenti successivi.

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