BCF Server e ACDat: come migliorare il coordinamento BIM e la gestione delle Issues
Il BIM Collaboration Format (BCF) è uno standard OpenBIM sviluppato da buildingSMART che consente di gestire e condividere criticità progettuali direttamente all’interno dei modelli BIM. Integrando un BCF Server con l’ACDat e i software di BIM Authoring e Model Checking, è possibile centralizzare la gestione delle Issues, migliorare la comunicazione tra i team e monitorare in tempo reale la risoluzione delle interferenze e delle incoerenze informative.
La digitalizzazione nel settore delle costruzioni rappresenta un processo in continua evoluzione, orientato al miglioramento dell’efficienza, dell’interoperabilità e della collaborazione tra i diversi attori coinvolti nei processi BIM. In questo contesto, il BIM Collaboration Format (BCF), standard OpenBIM sviluppato da buildingSMART, si sta affermando come uno degli strumenti più efficaci per la gestione e il monitoraggio delle criticità progettuali. L’obiettivo dell’articolo è approfondire il tema della comunicazione e del monitoraggio delle Issues riscontrate durante le attività di coordinamento e verifica informativa all’interno dei processi BIM, analizzando il ruolo del formato BCF e del BCF Server nei workflow collaborativi.
Partendo dalle attività di coordinamento e verifica previste dalla normativa UNI 11337, verranno illustrate le modalità con cui vengono comunicate, gestite e monitorate le criticità rilevate nei modelli informativi. L’articolo approfondisce inoltre il funzionamento del formato BCF, le sue modalità di utilizzo, i vantaggi derivanti dall’integrazione con i software di BIM Authoring e Model and Code Checking e il ruolo del BCF Server nella sincronizzazione delle Issues. Infine, verrà analizzato il rapporto tra BCF Server e Ambiente di Condivisione dei Dati (ACDat), evidenziando come l’integrazione tra questi strumenti possa migliorare la collaborazione, la tracciabilità delle informazioni e l’efficienza dei processi di gestione informativa BIM.
BCF Server e ACDat: come gestire le Issues BIM senza perdere tracciabilità, tempi e controllo del progetto
Attività di coordinamento e verifica informativa
Al fine di garantire la linearità del processo all’interno della metodologia BIM, la norma UNI 11337-4:2017 determina i livelli di lavorazione e di approvazione che definisce “stati” che sono relazionati ai livelli di coordinamento e verifica di un modello informativo.
In particolare, la normativa identifica tre livelli di coordinamento:
- il coordinamento di primo livello (LC1) di dati e di informazioni all’interno di un singolo modello;
- il coordinamento di secondo livello (LC2) di dati e di informazioni tra due o più modelli distinti;
- il coordinamento di terzo livello (LC3) di dati e di informazioni di un modello con documenti esterni.
Le attività di coordinamento saranno validate da altrettanti tre livelli di verifica:
- la verifica interna e formale (LV1): la verifica dei dati, delle informazioni e del contenuto informativo, intesa come correttezza della modalità di loro produzione, consegna e gestione.
- la verifica interna e sostanziale (LV2): la verifica dei modelli disciplinari e specialistici, in forma singola o aggregata, intesa come verifica della leggibilità, della tracciabilità e della coerenza dei dati e delle informazioni contenute.
- la verifica indipendente, formale e sostanziale (LV3): la verifica della leggibilità, della tracciabilità e della coerenza di dati e informazioni contenute nei modelli, negli elaborati, nelle schede e negli oggetti presenti nell’ACDat.
L’obiettivo comune di queste attività è la riduzione di errore all’interno di un processo: interrogando periodicamente il modello e provando a prevenire e correggere tutte le criticità che saranno riscontrate. A questo proposito, la normativa definisce le attività di Model and Code Checking, ovvero tutte quelle attività e strumenti per l’analisi delle interferenze geometriche e delle incoerenze informative di uno o più modelli informativi.
Le interferenze geometriche tra un controsoffitto e un serramento, tra un pilastro e una porta e tra un solaio e un canale di ventilazione, sono solo alcuni esempi delle interferenze riscontrabili in un modello o più modelli informativi grazie a software di Model and Code Checking. Questi ultimi consentono di effettuare delle analisi automatiche delle interferenze geometriche tra gli oggetti digitali dei modelli informativi analizzati, definite in letteratura come Clash Detection.
Diversamente, la verifica delle altezze e le superfici minime dei locali, le distanze di sicurezza, la verifica dell’accessibilità, la verifica dei rapporti aero-illuminanti, rappresentano alcuni esempi delle attività di analisi delle incoerenze e, nello specifico, di Code Checking. Il Code Checking consiste nella creazione di un database di regole che permettano di verificare le incoerenze informative e le regole a cui il modello digitale deve rispondere, attraverso l’individuazione delle inadempienze rispetto al Capitolato Informativo o Piano di Gestione Informativa, a norme tecniche o criteri personalizzati.
Il risultato delle attività del Model and Code Checking si esplica attraverso una raccolta di Issues da risolvere, come rappresentato nella Figura 1.

BIM Collaboration Format (BCF)
Il BIM Collaboration Format (BCF) è uno standard OpenBIM sviluppato da buildingSMART che consente di comunicare criticità progettuali tra software BIM differenti senza dover condividere l’intero modello informativo.
In ambito BIM, le Issues rappresentano criticità o anomalie riscontrate durante il processo di modellazione informativa. Si tratta di elementi che devono essere gestiti e risolti attraverso attività di coordinamento tra le figure coinvolte nel processo, al fine di garantire qualità, efficienza e coerenza progettuale.
La gestione e il tracciamento delle Issues rappresentano oggi uno dei temi centrali delle attività di coordinamento BIM. Esistono diverse piattaforme dedicate al BIM Issues Tracking e il tema è in continua evoluzione.
La comunicazione delle Issues, tradizionalmente, avviene attraverso dei report HTLM creati dai diversi software di Model and Code Checking. Questa attività rende di difficile interpretazione la criticità riscontrata, a causa dell’assenza di un collegamento diretto e dinamico con l’oggetto analizzato. L’utente, una volta ricevuto il report è costretto ad aprire il modello e ricercare manualmente gli oggetti coinvolti per trovare la criticità, visualizzarla come da report ricevuto e successivamente risolverla.
L’organizzazione BuildingSMART propone in quest’ottica, la creazione del formato aperto BIM Collaboration Format (BCF) che si integra perfettamente con il formato aperto IFC e quindi con l’idea di condivisione che è alla base della metodologia di gestione informativa BIM.
Il formato BCF, più nel dettaglio, funziona trasferendo dati formattati XML, che sono informazioni di una criticità contestualizzate tramite un riferimento diretto all’oggetto in una specifica vista del modello, acquisite tramite coordinate PNG e IFC e il codice GUID IFC dell’oggetto.
La vista abbinata alla criticità riscontrata tra gli oggetti coinvolti nell’attività di coordinamento e verifica sarà quindi memorizzata e potrà essere visualizzata ogni qualvolta è necessario. Ogni utente potrà esaminare la criticità attraverso la stessa vista individuata durante l’attività di coordinamento e verifica, con descrizione e dettagli istantaneamente. In questo modo verrà semplificata la comunicazione e ridotti i tempi di risoluzione, rendendo il flusso del processo più dinamico.
IL BCF è uno standard OpenBIM internazionale, aperto a tutti ed è utilizzabile in due modi diversi:
- un file BCF (.bcfzip) viene trasferito da un utente all’altro, modificato e restituito, restando univoco.
- l’implementazione di un server BCF in cloud, che permetta di memorizzare tutti i dati BCF. Il BCF Server consente a tutti gli utenti del processo di sincronizzare la modifica e la gestione delle criticità in un’unica posizione centrale.
Nella Figura 2 di seguito viene riportato un esempio di BCF, attraverso la creazione di una Issue all’interno del software di Model and Code Checking Solibri.

BCF Server e flusso di lavoro
Un BCF Server è una piattaforma che consente di centralizzare, sincronizzare e monitorare le Issues generate durante le attività di coordinamento e verifica informativa nei processi BIM. Grazie alla sincronizzazione in tempo reale tra software di BIM Authoring, strumenti di Model and Code Checking e piattaforme collaborative, il BCF Server migliora la comunicazione tra i diversi attori coinvolti nel processo e riduce il rischio di perdita di informazioni.
I vantaggi dell’utilizzo di un BCF Server:
- la collaborazione sarà migliorata poiché sarà facilitata la comunicazione e ridotto il rischio di errori dovuti a versione obsolete dei file;
- tutte le informazioni relative alle comunicazioni BIM saranno memorizzate in un’unica posizione, semplificando la gestione e il controllo dei dati;
- il Server BCF può essere integrato con diversi software BIM, implementando l’interoperabilità;
- i flussi di lavoro risulteranno più efficienti, poiché le comunicazioni saranno automatizzate, con una riduzione dei costi complessivi e un miglior utilizzo delle risorse.
Nella Figura 3 viene definito il flusso informativo delle attività di modellazione, coordinamento e verifica informativa che coinvolge i BIM Specialist e il BIM Coordinator e in cui è integrato l’utilizzo di un BCF Server per la gestione delle Issues.
Inoltre, si sottolinea che il flusso informativo, rappresentato nella Figura 3, prevede la condivisione e l’approvazione dei modelli informativi all’interno di un’ACDat, che rappresenta il fulcro centrale di tutto il processo e il punto di interconnessione tra tutte le figure coinvolte. Centralizzando tutte le comunicazioni e i dati relativi ai problemi su un'unica piattaforma, i team possono evitare la frammentazione delle informazioni e migliorare il coordinamento complessivo del progetto. Per ulteriori approfondimenti in merito alla piattaforma di condivisione ACDat si rimanda alla normativa di riferimento italiana UNI 11337-5:2017.

Gli step del flusso informativo
Gli step del flusso informativo della Figura 3 sono successivamente descritti:
- Il flusso di lavoro inizia con l’attività di modellazione informativa, che è svolta nei software di BIM Authoring dai diversi BIM Specialist di ciascun team di lavoro mono-disciplinare coinvolto nello specifico processo.
- Al termine delle attività di modellazione informativa, ogni BIM Specialist effettua sui propri modelli di competenza le attività di coordinamento e verifica informativa dei livelli LC1, LC3 e LV1, descritti al paragrafo 2. Attività di coordinamento e verifica informativa.
- I modelli informativi che superano le attività di coordinamento e verifica, precedentemente descritti, vengono successivamente condivisi con il BIM Coordinator all’interno della piattaforma di condivisione dei dati (ACDat).
- Il BIM Coordinator, acquisiti all’interno dell’ACDat i modelli informativi, effettua le attività di coordinamento e verifica multidisciplinari dei livelli LC2, LC3 e LV2 (descritti al paragrafo 2. Attività di coordinamento e verifica informativa) attraverso l’utilizzo di software per il Model and Code Checking.
- Se le attività di coordinamento e verifica multidisciplinari non rilevano criticità, il processo viene concluso e i modelli approvati; in caso contrario, il BIM Coordinator identifica le Issues rilevate, categorizzandole come definito nella Figura 2 e le assegna ai soggetti responsabili per la loro risoluzione.
- La comunicazione delle Issues ai BIM Specialist di riferimento viene effettuata mediante i file BCF, la sincronizzazione delle Issue avverrà automaticamente dal software di Model and Code Cheking al BCF Server impiegato nel processo, grazie all’interconnessione tra i due strumenti.
- Le riunioni di coordinamento e di allineamento periodico hanno un ruolo fondamentale per lo svolgimento di queste attività; per le Issues più critiche rilevate dal BIM Coordinator, si ritiene opportuno effettuare delle riunioni di coordinamento congiunte con tutti i BIM Specialist al fine di definire il soggetto responsabile della risoluzione delle criticità rilevate.
- L’integrazione del BCF Server non si limita al solo software di Model and Code Checking, ma si estende anche ai software di BIM Authoring, consentendo al BIM Specialist di ricevere e identificare in modo univoco le Issues e gli oggetti digitali coinvolti direttamente nello strumento di modellazione con delle specifiche interfacce di dialogo dedicate.
- Ricevuta la comunicazione della Issues, il BIM Specialist procede con la risoluzione della stessa nel modello informativo attraverso il software di BIM Authoring, al termine di queste attività, il BIM Specialist modifica lo “stato” delle Issues risolte per darne comunicazione al BIM Coordinator, aggiungendo commenti ove necessario.
- Dall’interfaccia del BCF Server, il BIM Coordinator potrà essere aggiornato sulle modifiche di “stato” delle Issues apportate dal BIM Specialist, poiché ogni modifica viene aggiornata automaticamente sul BCF Server, potendo in questo modo effettuare un monitoraggio continuo e aggiornato in merito alla risoluzione delle Issues rilevate e assegnate negli step precedenti.
- Il BIM Coordinator, risolte tutte le Issues, procede ad effettuare nuovamente le attività di coordinamento e verifica multidisciplinare sui modelli aggiornati per verificare l’effettiva risoluzione delle precedenti Issues rilevate.
- Nel caso in cui vengano riscontrate ulteriori criticità dal BIM Coordinator si ritorna allo step 5 del flusso, in caso contrario il flusso procede e termina con l’approvazione dei modelli informativi all’interno dell’ACDat specifico del processo, al seguito del quale i modelli verranno condivisi con il relativo Committente.
Dall’analisi del flusso della Figura 3 risulta ancora più evidente l’importanza e la centralità all’interno del processo dell’Ambiente di condivisione dei dati (ACDat), in cui tutti gli attori coinvolti accedono per condividere o acquisire i contenuti informativi. Inoltre, l’ACDat costituisce una piattaforma di collaborazione progettuale, grazie ai diversi strumenti con il quale è possibile visualizzare, interrogare e analizzare un contenuto informativo.
Pertanto, con queste premesse, considerando l’obbiettivo di creare un vero e proprio ecosistema interoperabile, si ritiene di fondamentale importanza l’integrazione tra il BCF Server e la piattaforma di condivisione dati ACDat, grazie al quale sia possibile la gestione centralizzata delle Issues.
Dalla presentazione fatta nei paragrafi precedenti rispetto al formato aperto BCF e al BCF Server, è indubbio il vantaggio apportato, grazie al loro utilizzo, alle attività di coordinamento e verifica, nonché a tutto il processo nell’ambito della gestione informativa BIM.
I vantaggi di una collaborazione attiva tra i diversi utenti riguardano: l’aumento della qualità del lavoro, la facilità di esecuzione dei processi, la condivisione e lo scambio di idee per il raggiungimento di un obiettivo comune. In ottica BIM, la collaborazione non può non presupporre anche l’utilizzo di strumenti analoghi per garantire qualità e coerenza all’interno del processo.
Analizzando quali potrebbero essere i “contro” di quest’approccio, sicuramente si riscontra la difficoltà delle diverse Organizzazioni di partire dallo stesso livello di implementazione digitale. Il coinvolgimento di più figure e quindi di più Organizzazioni, che cambiano a seconda del processo, non permette un workflow univoco, ma dovrà essere adattato caso per caso. Inoltre, si ritiene necessario definire chiaramente i ruoli e le responsabilità e standardizzare le procedure in modo che tutti i membri dei team seguano gli stessi protocolli.
Questo rende l’utilizzo del formato BCF e BCF Server non sempre gestibile, e non sempre quella che potrebbe sembrare una semplificazione risulta poi esserlo realmente se gli utenti di un’Organizzazione non sono sufficientemente formati o non hanno alcuna esperienza in questo specifico ambito.
Per concludere, la digitalizzazione è una grande opportunità per le aziende e le imprese, attraverso l’implementazione di strumenti e tecnologie digitali che possano rendere più produttivi i flussi di un processo: l’opportunità, cioè, di poter erogare un servizio in modo molto più efficiente. L’utilizzo del BCF e del BCF Server, in questo contesto, rappresenta indubbiamente un’occasione per il significativo miglioramento della comunicazione tra le varie parti di un processo informativo BIM. Sicuramente il tempo e la volontà renderanno quello che ora è un potenziale strumento di lavoro, una realtà condivisa dalle diverse Organizzazioni.
Per maggiori informazioni sulle potenzialità dei software.
Bibliografia
- UNI 11337-1:2017 – Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 1: Modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi.
- UNI 11337-4:2017 – Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 4: Evoluzione e sviluppo informativo di modelli, elaborati e oggetti.
- UNI 11337-5:2017 – Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 5: Flussi informativi nei processi digitalizzati.
- UNI 11337-7:2018– Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 7: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa.
- D.LGS. 36/2023 Codice dei contratti pubblici: "Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici".
Sitografia
FAQ TECNICHE: BCF Server e ACDat per la gestione delle Issues BIM | Ingenio
Qual è la differenza tra file BCF e BCF Server?
Il file BCF (.bcfzip) viene scambiato manualmente tra gli utenti, mentre il BCF Server consente la sincronizzazione centralizzata e in tempo reale delle Issues tra tutti gli attori coinvolti nel processo BIM.
A cosa serve un BCF Server in un processo BIM?
Un BCF Server permette di centralizzare la gestione delle criticità progettuali, migliorare la comunicazione tra i team e monitorare l’avanzamento della risoluzione delle Issues direttamente dai software BIM.
Quali software possono utilizzare il formato BCF?
Il formato BCF può essere integrato con software di BIM Authoring, strumenti di Model e Code Checking e piattaforme interoperabili compatibili con gli standard OpenBIM.
Quali vantaggi offre l’integrazione tra BCF Server e ACDat?
L’integrazione consente di centralizzare informazioni, comunicazioni e workflow di coordinamento all’interno di un unico ecosistema digitale collaborativo.
Il BCF sostituisce il formato IFC?
No. Il formato BCF non sostituisce l’IFC, ma lo integra. L’IFC contiene il modello informativo, mentre il BCF gestisce comunicazioni, commenti e criticità associate agli oggetti del modello.
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