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FassaStruttura: nuovo modulo di calcolo per interventi di rinforzo strutturale del calcestruzzo con sistemi FRP

Verifica e progetto del rinforzo di strutture esistenti: FassaStruttura è il software gratuito di Fassa Bortolo che supporta il tecnico su muratura e calcestruzzo armato con sistemi FRP. Consente di passare in modo guidato dallo Stato di Fatto allo Stato di Progetto, integrando verifiche normative e output di calcolo.

FassaStruttura è un applicativo per la verifica sezionale di elementi esistenti rinforzati con FRP, sviluppato per supportare il progettista nel passaggio dallo Stato di Fatto (SdF) allo Stato di Progetto (SdP). Il software integra moduli per muratura e calcestruzzo armato/precompresso, allineati al CNR DT 200 R2/2025. Il problema affrontato è la gestione coerente di input, verifiche e confronto tra condizioni ante e post intervento. Il sistema restituisce risultati tramite rapporti Ed/Rd e tassi di sfruttamento, includendo controlli automatici, gestione del Livello di Conoscenza e verifiche SLU/SLE. L’ambito applicativo riguarda il consolidamento strutturale dell’esistente, con vantaggi in termini di riduzione errori, velocità di iterazione e qualità della documentazione tecnica.


Cos’è FassaStruttura

Il software gratuito per verifiche strutturali e rinforzi FRP che semplifica il lavoro dei progettisti

Quello del consolidamento e rinforzo strutturale è un ambito particolarmente complesso nel mondo dell’edilizia: quando si parla di strutture esistenti, ogni caso è diverso e necessita di soluzioni ad hoc. Per questo Fassa Bortolo ha deciso di offrire ai propri clienti, in questo caso i progettisti impegnati nella scelta dell’intervento più idoneo, uno strumento in più al servizio del loro lavoro: si tratta di FassaStruttura, un software applicativo gratuito, sviluppato in collaborazione con gli specialisti di Harpaceas, per la verifica sezionale di elementi strutturali esistenti rinforzati con prodotti e tecnologie Fassa Bortolo.

Il software è strutturato in moduli di calcolo che permettono di affrontare differenti tematiche progettuali: elementi strutturali in muratura (con verifiche sezionali di elementi strutturali e l’analisi di cinematismi di pareti in muratura) e soluzioni antiribaltamento. A questi si è recentemente aggiunto un terzo modulo di calcolo specifico per interventi su strutture in calcestruzzo con tecnica FRP.

Per ognuno dei moduli, FassaStruttura offre:

  • Semplicità di utilizzo
  • Interfaccia intuitiva per progetti
  • Aggiornamento alle più recenti normative nazionali
  • Report automatici ed editabili
  • Interscambio dei progetti tra utenti

FassaStruttura è nato proprio partendo dalle esigenze dei progettisti, per semplificare il loro lavoro lasciando però sempre chiara la comprensione del percorso di calcolo.

Inquadramento della piattaforma

Fassa Struttura è un applicativo pensato dunque per accompagnare il progettista lungo un percorso ordinato di verifica e di progetto del rinforzo. L’impostazione a schede successive, supportata da un Help contestuale richiamabile in ogni fase, consente di mantenere sempre evidente dove ci si trova nel processo e quali informazioni sono richieste prima di procedere.

Dal punto di vista operativo questo si traduce in un vantaggio immediato: l’input non è lasciato alla libera interpretazione, ma viene guidato da maschere che si adattano all’elemento selezionato e che impediscono di avanzare quando mancano campi essenziali. Questo è particolarmente utile quando si lavora su elementi esistenti, dove la disponibilità di dati può essere disomogenea e il rischio di incoerenze tra geometrie, armature e materiali è elevato.

La produttività quotidiana è supportata dalla gestione dei progetti e dei template. Il progettista può costruire casi-tipo e riutilizzarli per verifiche analoghe, aggiornando solo i parametri che cambiano (ad esempio azioni, dimensioni o livello di conoscenza). In pratica, questo velocizza lo studio di varianti e riduce la probabilità di introdurre errori ripetitivi nella ricostruzione dell’input.

Schermata Home e impostazione per progetti Fassastruttura
Figura 1 – Schermata Home e impostazione per progetti (Harpaceas)

Nuovo Modulo CA/CAP

All’interno della piattaforma, il nuovo modulo CA/CAP, strutturato in accordo al recente CNR DT 200 R2/2025, è progettato per effettuare verifiche sezionali su elementi in calcestruzzo armato e precompresso (travi, solai, pilastri) e su nodi trave–pilastro, stimando l’effetto di rinforzi in FRP secondo un percorso coerente tra Stato di Fatto (SdF) e Stato di Progetto (SdP). L’utente non deve passare tra strumenti diversi: il confronto tra condizioni ante e post-intervento è costruito nello stesso ambiente.

Un punto di forza del modulo è la coerenza tra ciò che viene richiesto in input e ciò che viene restituito in output. Le verifiche, sia nello SdF sia nello SdP, sono riportate tramite coppie Ed–Rd (oppure σEd–σRd) e relativo tasso di sfruttamento. Questa scelta rende l’interpretazione dei risultati rapida e soprattutto comparabile tra elementi e tra alternative progettuali.

La piattaforma cura anche gli aspetti “di processo”. Dopo l’esecuzione, il comando di calcolo diventa inattivo e torna attivo solo a seguito di una modifica dell’input: questo evita ricalcoli inconsapevoli e rende più chiara la catena operativa. Inoltre, è disponibile un’opzione per esporre i calcoli intermedi: il progettista può consultare i valori interni che portano all’esito finale (ad esempio grandezze del traliccio resistente a taglio, posizione dell’asse neutro, deformazioni, contributi del rinforzo) e, se necessario, riportarli nella relazione.

Nel blocco delle proprietà meccaniche, la scelta del Livello di Conoscenza aggiorna automaticamente il Fattore di Confidenza, che non è modificabile. Questo riduce il rischio di errori di impostazione e rende più ripetibile il processo. La tipologia di analisi (statica o sismica, dove prevista) non è un dettaglio formale: influenza le opzioni disponibili (ad esempio alcune scelte sulle armature a taglio) e determina parametri specifici per alcuni elementi, come i nodi (classe di duttilità e fattore di sovraresistenza).

La definizione dei materiali avviene tramite menù che richiamano tipologie standard, con possibilità di inserire parametri “USER” quando si dispone di risultati di indagine. In questo modo si mantiene un equilibrio tra coerenza normativa e realismo del modello: l’utente può adottare valori medi da prove, mantenendo però un impianto coerente con la logica di progetto.


Flusso di lavoro CA/CAP: Proprietà meccaniche → Proprietà geometriche → SdF → Definizione rinforzo → SdP.
Figura 2 – Flusso di lavoro CA/CAP: Proprietà meccaniche → Proprietà geometriche → SdF → Definizione rinforzo → SdP. (Harpaceas)

La schermata delle caratteristiche geometriche è organizzata per blocchi (geometria sezione, armatura a taglio, armatura lenta, eventuale precompressione) e cambia in funzione dell’elemento selezionato. Per le travi, ad esempio, si possono selezionare sezioni rettangolari, a T o a I/H; per i solai soletta piena o laterocemento; per i pilastri sezioni rettangolari o circolari; per i nodi una configurazione base che può essere arricchita con elemento superiore e/o laterale. Questa differenziazione evita di mostrare campi non pertinenti e riduce l’errore di compilazione per “abitudine”.

Un vantaggio pratico rilevante è la presenza di una rappresentazione grafica dinamica della sezione, aggiornata in tempo reale all’inserimento di dimensioni e copriferri. Le armature vengono visualizzate (staffe e barre) e la piattaforma segnala incoerenze: barre fuori dominio, posizionamenti non congruenti rispetto alla staffatura, combinazioni di scelte che richiedono correzioni (ad esempio alcune combinazioni tra ferri piegati e θ selezionato nelle staffe). Questi controlli aiutano a prevenire errori che, se scoperti solo nella fase di verifica, costringerebbero a ripetere parte dell’impostazione.


Esempio di rappresentazione dinamica della sezione e inserimento armature.
Figura 3 – Esempio di rappresentazione dinamica della sezione e inserimento armature. (Harpaceas)

Nello Stato di Fatto, l’interfaccia richiede le azioni agenti con convenzioni di segno esplicitate. Nel caso di travi e solai il taglio è assunto positivo e il momento ha segno positivo o negativo; per i pilastri il segno dell’azione assiale distingue compressione e trazione e i momenti sono orientati secondo convenzioni dichiarate; per i nodi il momento non può essere nullo e, quando il dato è “zero” in altre tipologie, l’interfaccia richiede comunque di specificare il verso del momento. Questo controllo è importante perché influisce sull’identificazione delle fibre tese e, in cascata, sulla valutazione di alcune resistenze.

Dopo il calcolo SdF, l’output mantiene una struttura coerente: per travi e solai sono presentate flessione e taglio; per pilastri rettangolari taglio nelle due direzioni, pressoflessione deviata e confinamento; per pilastri circolari la verifica si focalizza sul confinamento; per i nodi la verifica è in termini tensionali di trazione e compressione del pannello. In tutti i casi l’esito è espresso tramite tasso di sfruttamento, rendendo immediata l’individuazione della criticità.

La fase di definizione del rinforzo è costruita come prosecuzione naturale del SdF. Il menu evidenzia i rinforzi necessari (non deselezionabili) e distingue quelli opzionali, che l’utente può attivare per esplorare soluzioni alternative o aumentare margini di sicurezza. Questo riduce la probabilità di impostare uno SdP incompleto e favorisce un processo più “robusto”.

La scelta dei sistemi FRP è filtrata per tipologia di rinforzo: la piattaforma distingue tra sistemi preformati (lamine) e sistemi impregnati in situ (tessuti), e restringe i prodotti disponibili in funzione dell’applicazione. Ne deriva un ulteriore vantaggio per l’utente: anche senza ricordare nel dettaglio quali prodotti siano ammissibili per ciascun presidio, la piattaforma propone solo ciò che è coerente con l’elemento e con il tipo di rinforzo.

Definizione della tecnologia Fassa Bortolo, dal sistema al prodotto.
Figura 4 – Definizione della tecnologia Fassa Bortolo, dal sistema al prodotto. (Harpaceas)

Durante la definizione del rinforzo, la piattaforma guida l’utente sui parametri geometrici rilevanti e sui vincoli tipici. Per la flessione, la posizione sopra/sotto è assegnata automaticamente in funzione del segno del momento nello SdF, e la larghezza è vincolata alla geometria della sezione. Per il taglio, sono disponibili configurazioni continue/discontinue e ad U/in avvolgimento (dove applicabili), con vincoli su larghezze e passi. Per il confinamento si definiscono configurazioni continue/discontinue e parametri geometrici legati a passo e spigoli. Per i nodi, la definizione richiede scelte progettuali chiare (numero lati rinforzati, numero strati, orientazione fibre), coerenti con i tessuti disponibili.

Nello SdP, la piattaforma integra impostazioni ambientali e di lunga durata (condizione di esposizione, fattori di conversione ambientale e per effetti di lunga durata, opzione di rivestimento protettivo) e conduce le verifiche tenendo conto del contributo del rinforzo. Per travi e solai sono previste anche verifiche allo Stato Limite di Esercizio in termini tensionali, basate su combinazioni rara e quasi permanente.

Il flusso SdP è progettato per l’iterazione: quando una verifica non è soddisfatta, l’utente può tornare allo step precedente, modificare in modo mirato numero di strati, larghezze, passo, orientazione o scelta del prodotto, e ricalcolare. Questo è particolarmente utile quando si devono bilanciare prestazione, fattibilità e quantità di rinforzo.

La generazione automatica della relazione chiude il ciclo: input, esiti SdF, definizione del rinforzo e esiti SdP sono riportati in modo coerente e ripetibile, con la possibilità di includere calcoli intermedi. Per l’utente, questo significa ridurre drasticamente i tempi di redazione e aumentare la consistenza tra ciò che è stato modellato e ciò che viene consegnato.


Estratti di un report automatico.
Figura 5 – Estratti di un report automatico. "Relazione di calcolo". (Harpaceas)
Figura 5 – Estratti di un report automatico.
Figura 5 – Estratti di un report automatico. (Harpaceas)

Estratti di un report automatico.
Figura 5 – Estratti di un report automatico. (Harpaceas)

Controlli e automatismi: strategie per contenere gli errori

Approfondendo il flusso di lavoro, è utile osservare come il modulo CA/CAP sia strutturato per ridurre errori tipici legati alla sequenza di input. La piattaforma suddivide infatti l’impostazione in blocchi logici e, soprattutto, mantiene un riepilogo delle scelte nella zona Utility: questo promemoria è operativo perché, mentre si definiscono rinforzi o si cambiano parametri, l’utente non perde la traccia dell’elemento e della configurazione attiva.

Un esempio concreto è l’inserimento dell’armatura a taglio nelle travi. Le staffe sono previste come base, mentre i ferri piegati possono essere attivati quando necessari. La scelta dell’angolo θ (puntoni compressi) e dell’angolo α (tiranti) non è un dettaglio grafico: condiziona il criterio di calcolo del taglio e viene gestita tramite selezioni guidate. Quando l’utente combina ferri piegati con un’impostazione di θ non compatibile, la piattaforma segnala l’incongruenza con un warning, evitando di procedere con un modello ambiguo.

Anche l’inserimento dell’armatura lenta è costruito per essere efficiente: la piattaforma richiede coordinate secondo un sistema di riferimento esplicitato e mette a disposizione comandi per aggiungere/eliminare righe o simmetrizzare, utile quando la disposizione è regolare. Se le barre vengono inserite fuori dal dominio della sezione, il controllo grafico evidenzia l’anomalia e rende immediata la correzione senza dover interpretare un messaggio numerico.

Per le travi precompresse, il software consente di attivare l’armatura da precompressione come cavo equivalente, separando chiaramente il dato geometrico (posizione e diametro equivalente) dalle proprietà meccaniche (parametri della precompressione). Questo permette di gestire in modo ordinato anche casi in cui il rinforzo FRP deve essere valutato tenendo conto dello stato sollecitativo pregresso.

Nei nodi, la logica ‘guidata’ diventa ancora più evidente. La piattaforma parte da una configurazione base e consente di aggiungere elemento superiore e/o laterale, costruendo le maschere di input in funzione della configurazione. In pratica, l’utente non deve cambiare schema manualmente: è la configurazione del nodo a determinare quali campi sono richiesti. Inoltre, quando si attiva l’interazione con tamponatura, compaiono i parametri geometrici del pannello (spessore, altezza interpiano, luce) e sono presenti controlli di congruenza che possono impedire di proseguire se i parametri non rispettano le ipotesi del modello.

Sul fronte delle verifiche SdF, la piattaforma mantiene una logica uniforme di output (tasso di sfruttamento), ma introduce differenze operative rilevanti: per i solai, ad esempio, non c’è la presenza dell’armatura a taglio, l’interfaccia rende esplicito quando non sono previsti rinforzi a taglio per la tipologia di elemento. Questa chiarezza evita che l’utente investa tempo a tentare soluzioni non applicabili.

La fase SdP integra ulteriori strumenti di controllo. Le impostazioni legate alla condizione di esposizione e ai fattori di conversione ambientale/lunga durata vengono richieste in modo esplicito, e l’opzione del rivestimento protettivo consente di adeguare il fattore ambientale entro i limiti previsti. In un flusso manuale questi parametri rischiano di essere dimenticati o applicati in modo non uniforme tra casi diversi; nel software, invece, diventano parte integrante dell’impostazione.

Le verifiche allo Stato Limite di Esercizio (quando previste) sono un ulteriore vantaggio operativo. La piattaforma esegue verifiche tensionali per combinazione rara e quasi permanente e riporta i tassi di sfruttamento su cls, acciaio e FRP. In pratica, il progettista ottiene una conferma di servizio senza dover impostare calcoli paralleli. Quando l’utente non necessita di una delle due combinazioni, può neutralizzarne l’effetto impostando il relativo momento di riferimento a zero, mantenendo il controllo sul livello di dettaglio della verifica.

Infine, la piattaforma include controlli aggiuntivi che aiutano a prevenire soluzioni eccessivamente cautelative. In presenza di analisi statica è previsto (in accordo al paragrafo 3.3.4 del DT 200) un controllo che genera un warning se l’incremento di resistenza supera limiti di riferimento: questo non sostituisce il giudizio progettuale, ma agisce come “barriera” operativa durante la progettazione.

Dal punto di vista dell’utente, tutti questi accorgimenti convergono in un vantaggio principale: ridurre il tempo speso a gestire errori di impostazione e aumentare la qualità del risultato finale. Il software non elimina la responsabilità del progettista, ma rende più strutturato il percorso, più trasparente il calcolo e più immediato il passaggio dalla verifica alla documentazione.


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Figura 6 – Esempio di output Ed/Rd e attivazione dei calcoli intermedi.


Esempio 1 – Rinforzo di una trave a flessione e a taglio

Il primo esempio riguarda una trave in calcestruzzo armato a sezione rettangolare, verificata in condizioni statiche. Il caso è impostato come rinforzo combinato a flessione e a taglio e si presta bene a mostrare il valore del flusso guidato: l’utente deve gestire due meccanismi e due presidi, con impostazioni e controlli differenti.

Un aspetto utile, per la lettura dell’esempio, è che le azioni definite nello SdF restano le stesse nello SdP: la piattaforma non chiede di reinserire carichi o combinazioni per lo SLU, ma usa il quadro sollecitativo già impostato, evitando incoerenze tra le due fasi. L’utente si concentra così su ciò che cambia davvero: la definizione del rinforzo.

La stessa logica vale per i risultati. Nel report, oltre agli esiti finali, sono disponibili calcoli intermedi che includono grandezze come posizione dell’asse neutro e deformazioni. Questi dati non sono necessari per un uso “operativo” rapido, ma diventano preziosi quando si vuole rendere più trasparente la relazione o quando si discute internamente una scelta progettuale.

Nella progettazione del rinforzo a taglio, la piattaforma rende esplicita la possibilità di scegliere tra disposizione continua e discontinua. Questo aspetto è spesso legato a vincoli di cantiere: accessibilità, interferenze, presenza di appoggi o di elementi adiacenti. Avere la configurazione “in menu” aiuta l’utente a valutare rapidamente alternative realistiche, senza trasformare l’impostazione in una serie di tentativi scollegati.

Infine, l’esempio mostra come le verifiche di esercizio possano essere integrate nel flusso. Nel report sono riportate tensioni e tassi di sfruttamento per combinazioni quasi permanente e rara, con una rappresentazione immediata. In termini pratici, questo consente di evitare che un intervento ‘risolutivo’ allo SLU introduca effetti indesiderati in servizio.

Nel report di calcolo l’elemento è impostato con livello di conoscenza LC2 (FC = 1,2) e analisi statica. La sezione è B = 0,30 m e H = 0,50 m. L’armatura a taglio è costituita da staffe con diametro 8 mm, due braccia e passo 150 mm, con θ = 45°; l’armatura longitudinale è definita per coordinate. Questo dettaglio non è fine a sé stesso: la piattaforma rende coerenti questi dati con la rappresentazione grafica della sezione e con il calcolo delle resistenze.

Lo SdF viene impostato inserendo le azioni agenti: VEd = 144 kN e MEd = 162 kNm. L’esito è immediatamente leggibile: flessione non soddisfatta con Ed/Rd = 1,224 e taglio non soddisfatto con Ed/Rd = 1,59. Per il taglio, il report distingue Vrdc e Vrds e rende chiaro quale componente governa la capacità. Per il progettista, questo aiuta a interpretare la criticità e a valutare l’efficacia attesa del rinforzo.


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Figura 7 – Trave: risultati SdF


Passando alla definizione del rinforzo, i presidi necessari sono evidenziati. Per la flessione viene selezionato un rinforzo FRP in fibra di carbonio (FASSATEX CARBON SYSTEM con tessuto FASSATEX CARBON UNI 600) con larghezza bf = 300 mm e un solo strato. La posizione del rinforzo è assegnata automaticamente “sotto”, coerente con il segno del momento. Per il taglio viene selezionata una configurazione a fasce con passo 150 mm, larghezza 100 mm, orientazione β = 90° e un solo strato.

Per l’utente, un vantaggio concreto della maschera di rinforzo è la presenza di vincoli e warning: larghezze e passi sono controllati, e la piattaforma integra parametri geometrici spesso trascurati (ad esempio arrotondamenti degli spigoli per alcune configurazioni) perché influenzano l’efficacia e l’aderenza del rinforzo. In aggiunta, la piattaforma collega il rinforzo a flessione alle verifiche di esercizio chiedendo i momenti per combinazione rara e quasi permanente, e segnala eventuali incoerenze di segno tra momenti di esercizio e momenti dello SdF.

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Figura 8 – Trave: definizione del rinforzo

Prima del calcolo SdP vengono impostate le condizioni di esposizione e i fattori di conversione. Nel report, per entrambi i rinforzi, la condizione di esposizione è “interna” e i fattori adottati sono ηa = 0,95 e ηl = 0,8 (carico di lungo termine). Questo passaggio è importante perché collega le scelte di durabilità alla resistenza di progetto del FRP in modo esplicito e ripetibile.

Nello SdP, le verifiche allo SLU risultano soddisfatte. In flessione si ottiene Rd ≈ 170,97 kNm con Ed/Rd = 0,95. Per il taglio si ottiene Rd ≈ 145,3 kN con Ed/Rd = 0,99. Il report evidenzia anche il contributo Vrdf del rinforzo, che viene sommato alle componenti resistenti esistenti. Questa esplicitazione aiuta a capire quanto pesa il presidio FRP rispetto alle armature originarie.

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Figura 9 – Trave: risultati SdP e configurazione dei rinforzi a flessione e taglio.

Le verifiche allo SLE sono eseguite e riportate per combinazioni quasi permanente e rara. In questo esempio, i tassi di sfruttamento tensionali risultano inferiori all’unità per calcestruzzo, acciaio e FRP. Dal punto di vista operativo, questo evita di costruire controlli separati e consente di chiudere la relazione con un quadro completo di SLU e SLE.

Tra i risultati aggiuntivi dello SdP compaiono grandezze utili alla valutazione del distacco e dell’ancoraggio (ad esempio lunghezze di ancoraggio ottimali e valori legati a distacco di estremità/intermedio). Anche quando il dimensionamento dei presidi di ancoraggio resta responsabilità del progettista, avere queste grandezze in output aiuta a collegare la verifica numerica alla fattibilità esecutiva.

Nel complesso, l’esempio mostra un beneficio tipico per l’utente: la piattaforma consente di passare dalla diagnosi SdF a una soluzione SdP verificata, con possibilità di iterare su strati, passo e larghezze, mantenendo sempre coerenti impostazioni ambientali e documentazione finale. In scenari reali, dove più alternative vengono confrontate, questo riduce tempi e aumenta consistenza.


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Figura 10 – Trave: verifica SLE rara e tassi di sfruttamento in termini tensionali.


Esempio 2 – Rinforzo di un nodo trave–pilastro

Il secondo esempio riguarda un nodo trave–pilastro in calcestruzzo armato verificato in condizioni sismiche. Il nodo è trattato come elemento dedicato, perché il pannello può attivare meccanismi fragili e la verifica dipende dalla configurazione e dalle azioni concorrenti.

Nel nodo, la piattaforma mantiene una separazione netta tra ciò che è input dell’utente e ciò che è calcolato automaticamente. Quando si considera l’interazione con tamponatura, la forza Ho viene determinata internamente e non è editabile. Questo riduce un rischio frequente: trattare come “parametro libero” una grandezza che, invece, dipende da relazioni meccanico–geometriche e da scelte normative.

Infine, per i rinforzi nodali la piattaforma ricorda la necessità dei presidi di ancoraggio alle estremità. Anche quando il dimensionamento resta responsabilità del progettista, questo promemoria è utile perché collega il risultato numerico alla fase esecutiva e riduce il rischio di “dimenticare” un aspetto costruttivo essenziale.

Nel report di calcolo il nodo è impostato con LC3 (FC = 1) e analisi sismica con duttilità alta e fattore di sovra-resistenza γ = 1,2. Le dimensioni geometriche del nodo sono pilastri 0,30×0,30 m e trave 0,30×0,50 m. Le azioni includono NEd = −63,9 kN sul pilastro, taglio nel piano VEd = 34,6 kN e momento sollecitante pari a ±98,1 kNm per sisma +X e −X.

Nello Stato di Fatto, l’esito evidenzia che la verifica a trazione del pannello di nodo non è soddisfatta: σEd = 2,33 N/mm² e σRd = 1,16 N/mm² con σEd/σRd = 2,01. La compressione risulta invece soddisfatta. La piattaforma rende quindi immediata l’interpretazione: la criticità è in trazione e l’obiettivo del rinforzo è incrementare la resistenza a trazione del pannello.


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Figura 11 – Nodo: risultati SdF


Il rinforzo nodale viene impostato con un tessuto quadriassiale in carbonio (FASSATEX CARBON QUAD 380), con numero lati ns = 1 e numero strati nl = 2. L’orientazione del tessuto è intrinseca alla scelta QUAD (0°, ±45°, 90°) e la piattaforma gestisce in modo coerente la relazione tra tipo di tessuto e angolazioni disponibili. Il report mostra anche lo spessore equivalente del rinforzo e i parametri meccanici del tessuto selezionato.

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Figura 12 – Nodo: definizione del rinforzo

Anche per il nodo, prima del calcolo SdP vengono impostate le condizioni ambientali e di lunga durata. Nel report, ηa = 0,8 e ηl = 0,8 (carico di lungo termine) per esposizione interna. Questo passaggio rende esplicito che la durabilità influenza direttamente le resistenze di progetto e, quindi, gli esiti.

Nello Stato di Progetto, la verifica a trazione del nodo diventa soddisfatta: σRd nello SdP è pari a 2,53 N/mm² e il tasso σEd/σRd scende a 0,92. Il report riporta anche deformazione del FRP e area equivalente Af, rendendo tracciabile il contributo del presidio.

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Figura 13 – Nodo: confronto SdF/SdP (σEd/σRd) e parametri del rinforzo quadriassiale.

Un punto qualificante del modulo nodo è la disponibilità della modalità “con interazione con tamponatura”. Quando l’opzione è attiva, compare la forza Ho, calcolata automaticamente e non modificabile. In SdP, oltre alla verifica sugli sforzi, è prevista una verifica dimensionale che confronta la larghezza richiesta del rinforzo wFRP con la larghezza massima applicabile wmax. Questo approccio aiuta a rendere espliciti vincoli geometrici e di applicabilità reale del presidio.

Nel caso di esempio non è stata attivata l’interazione con tamponatura, ma la presenza della funzionalità è importante perché amplia l’ambito di utilizzo a edifici intelaiati tamponati, dove le azioni addizionali di interazione possono diventare rilevanti.

Nel complesso, l’esempio nodo evidenzia il beneficio per l’utente: gestione guidata di un elemento delicato, output chiaro SdF/SdP, definizione del rinforzo con parametri progettuali trasparenti e possibilità di estendere l’analisi a casi più complessi (tamponatura) senza cambiare strumento.

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Figura 14 – Nodo con tamponatura: schema di calcolo di Ho ed esempio verifica wFRP ≤ wmax.

Per ulteriori approfondimenti sul software e sulla gamma completa dei sistemi per il rinforzo strutturale, è possibile fare riferimento al sito ufficiale Fassa Bortolo, dove sono disponibili schede tecniche, documentazione e materiali informativi aggiornati.

L’analisi sviluppata nel presente articolo ha evidenziato come il modulo CA/CAP di FassaStruttura rappresenti non solo uno strumento di calcolo, ma un vero e proprio ambiente operativo capace di integrare in un unico flusso coerente: diagnosi dello Stato di Fatto, definizione del rinforzo e verifica nello Stato di Progetto. L’organizzazione per schede, l’allineamento dei parametri di input alle logiche normative, i controlli di coerenza e la produzione della relazione permettono al progettista di ridurre sensibilmente i tempi di impostazione e, soprattutto, di diminuire la probabilità di errori legati all’inserimento o alla gestione non uniforme dei dati.

I due casi applicativi presentati — la trave rinforzata a flessione e taglio e il nodo trave–pilastro in condizioni sismiche — mostrano con chiarezza il valore di un approccio guidato: in entrambi gli esempi il passaggio dallo SdF allo SdP risulta lineare, trasparente e documentabile. Ne deriva un vantaggio pratico rilevante: la possibilità di confrontare rapidamente varianti di intervento, valutare alternative progettuali e motivare le scelte all’interno della relazione tecnica con un confronto “prima/dopo” immediatamente leggibile.

In un contesto in cui gli interventi sull’esistente richiedono un equilibrio tra prestazioni, fattibilità e durabilità, strumenti come FassaStruttura assumono un ruolo strategico. Automatizzare ciò che è ripetitivo e complesso consente al progettista di concentrarsi sulle valutazioni davvero critiche, migliorando l’efficienza del processo e la qualità complessiva del risultato.

A completamento del percorso descritto, è utile evidenziare il contributo di Harpaceas che opera nell’ambito della Digital Transformation engineering, con un approccio strutturato che parte dall’analisi delle esigenze e arriva alla progettazione e realizzazione di soluzioni software, alla loro integrazione in contesti eterogenei e all’ottimizzazione dei processi informativi. L’azienda lavora su più livelli della trasformazione digitale: dalla modellazione e analisi (strutturale, geotecnica) ai digital twin e al monitoraggio, dalla process automation all’interoperabilità e al model/code checking, fino all’information management e al cantiere digitale. Questo consente di accompagnare il cliente non solo nella scelta dello strumento, ma anche nella costruzione di un processo digitale coerente, efficiente e scalabile.

La struttura operativa di Harpaceas, articolata in ruoli complementari (analisi, gestione tecnica, project management, sviluppo e formazione), permette di seguire l’intero ciclo di vita di un progetto: dalla definizione dei requisiti alla customizzazione, dalla validazione dei flussi operativi alla messa in esercizio, fino al trasferimento di competenze per rendere il cliente autonomo e consapevole nell’uso delle soluzioni adottate. In un mercato in cui interoperabilità e solidità del processo digitale sono sempre più determinanti, un contributo di questo tipo rappresenta un fattore di valore perché rafforza la qualità della soluzione finale e ne facilita l’adozione in contesti reali.


FAQ TECNICHE: Verifiche FRP su calcestruzzo CA/CAP: metodo e calcolo

  • Che cos’è FassaStruttura?
    È un software applicativo gratuito per la verifica strutturale di elementi esistenti rinforzati, che integra moduli per muratura e calcestruzzo. Consente di modellare lo Stato di Fatto e progettare il rinforzo confrontando direttamente le prestazioni.
  • In quali contesti si utilizza?
    È impiegato negli interventi di miglioramento e adeguamento strutturale, soprattutto su edifici esistenti in calcestruzzo armato, precompresso e muratura, inclusi nodi trave–pilastro e solai.
  • Quali sono i vantaggi del metodo Ed/Rd?
    Permette una lettura immediata del grado di sicurezza tramite tasso di sfruttamento. Facilita il confronto tra alternative progettuali e tra Stato di Fatto e Stato di Progetto.
  • Come viene gestita la posa del rinforzo FRP?
    Il software guida nella scelta di configurazioni (lamine, tessuti, fasce, confinamento), imponendo vincoli geometrici e parametrici coerenti con l’applicazione e la normativa.
  • Come viene considerata la durabilità?
    Attraverso fattori ambientali e di lungo termine (ηa, ηl), condizioni di esposizione e opzioni di protezione superficiale, che modificano la resistenza di progetto del FRP.
  • Quali errori progettuali vengono ridotti?
    Errori di input incoerente, omissione di parametri normativi, configurazioni non applicabili e incongruenze geometriche. Il flusso guidato impedisce avanzamenti con dati incompleti.

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