Fuorisalone: Kerakoll presenta il "Teatro della Vita" alla Milano Design Week 2026
Kerakoll Colors ridefinisce il ruolo del colore in architettura trasformandolo in elemento progettuale. Con Teatro della Vita, l’installazione mostra come superfici e cromie possano strutturare lo spazio urbano. Il progetto evidenzia l’integrazione tra materiali e percezione, offrendo a progettisti strumenti concreti per creare ambienti coerenti, riconoscibili e orientati al benessere visivo. Visita l'installazione al Fuorisalone 2026.
Presentata al Fuorisalone durante la Milano Design Week 2026, l’installazione Teatro della Vita interpreta il colore come elemento strutturale dell’architettura. Attraverso il sistema Kerakoll Colors, che integra pitture, resine e rivestimenti per interni ed esterni, il progetto dimostra come la cromia possa organizzare lo spazio e migliorare la percezione ambientale. L’allestimento, firmato da Du Pasquier e Sowden, costruisce una città astratta in cui superfici e volumi definiscono relazioni, identità e continuità tra interno ed esterno.
Kerakoll Colors e Teatro della Vita: il colore come strumento progettuale per l’architettura contemporanea
L’installazione di Nathalie Du Pasquier e George Sowden crea una città immaginaria, dove emerge la vitalità del colore come elemento architettonico.
Teatro della Vita
Kerakoll Brera Studio
via Solferino, 16 – 20121 Milano
20 aprile 2026 – Press preview su invito dalle 9:30 alle 16:00
21-25 aprile 2026 – Ingresso con registrazione dalle 10:00 alle 20:00
In occasione della Milano Design Week 2026, Kerakoll presenta Teatro della Vita, l’installazione a grandezza naturale firmata dai designer Nathalie Du Pasquier e George Sowden, che trasforma Kerakoll Brera Studio, in via Solferino, in un palcoscenico urbano astratto, vibrante e sensoriale.


Per presentare i nuovi 1.500 colori del progetto Kerakoll Colors, i due artisti hanno ricostruito lo spazio dello showroom, partendo dagli edifici della città immaginaria dell’opera Proposition pour une petite ville, realizzata dal duo nel 1984 e ora parte della collezione del Centre Pompidou di Parigi. Scorci, volumi, geometrie e angoli si susseguono e si rivelano da prospettive differenti, proponendo una riflessione visiva sul colore come elemento centrale dell’architettura e della vita urbana.

Per Kerakoll abbiamo immaginato un ambiente sensoriale ricco, colmando il divario tra l’idealismo postmoderno e la moderna tecnologia dei materiali. Proponiamo delle facciate dipinte che utilizzano colori e texture per definire il luogo in modo interessante e caloroso, creando spazi accoglienti piuttosto che imponenti.
Con questa visione, Du Pasquier e Sowden interpretano l’ambiente cittadino come una scena teatrale, un palcoscenico di relazioni, incontri e percezioni, in cui il colore e le superfici decorate diventano linguaggio architettonico e strumento narrativo.

La centralità che Kerakoll attribuisce ai materiali si allinea perfettamente con l’idea di una città immaginaria costruita dagli artigiani per le persone. L’installazione è realizzata con i colori della nuova proposta per interni ed esterni Kerakoll Colors, concepita come strumento di progetto oltre che scelta estetica. Una gamma ampia e strutturata in cui colore e superfici diventano identità, restituendo al paesaggio urbano una dimensione più calda e accessibile. I materiali Kerakoll coniugano ricerca e sensibilità progettuale, perché oggi costruire significa dare forma a luoghi capaci di generare relazione.

Il Teatro della Vita
“Il Teatro della Vita è dove ci muoviamo, la città è il teatro della nostra vita.”
L’allestimento nasce da una serie di sette opere originali, dipinte a olio, che Nathalie Du Pasquier ha realizzato
ispirandosi al grande disegno della città immaginata insieme a George Sowden. Partendo dalla riflessione di Du Pasquier e Sowden, secondo cui la città sia composta da una molteplicità di dettagli – talvolta percepiti da lontano e frontalmente, altre volte colti da posizioni più intime, come dietro una colonna o da un balcone – ogni quadro interpreta un momento della vita quotidiana attraverso il colore e la forma, evocando emozioni, più che descrivendo luoghi.

“I quadri non sono progetti, ma ‘possibilità di emozioni’ date da cromie e composizioni”
spiegano i due designer.
Lo showroom di Kerakoll viene, quindi, abitato da volumi astratti e relazioni spaziali semplici, capaci di trasmettere in modo essenziale la complessità della città vissuta. L’obiettivo non è rappresentare, ma suggerire: lasciar emergere la vitalità del colore come elemento strutturale, affettivo e percettivo.

L’allestimento
Teatro della Vita prende forma attraverso la palette di 1.500 colori di Kerakoll Colors, che anima i volumi in interno ed esterno con le nuove tonalità:
- Neutral (KK 1006, KK 1008, KK 1240),
- Blue (KK 2220, KK 2842, KK 2873),
- Green (KK 3632, KK 3575),
- Yellow (KK 5066, KK 5365, KK 5391),
- Terracotta (KK 6396, KK 6481)
- e Magenta (KK 7216).
Teatro della Vita chiama il pubblico ad esplorare la dimensione affettiva del colore e a immaginare nuove possibilità per l’abitare contemporaneo. Sin dallo spazio esterno, arredato con geometrie colorate, i visitatori sono invitati ad entrare nello showroom come in un continuum tra dentro e fuori, suggerendo l’esistenza di una doppia dimensione urbana: una città esterna e una città interna, entrambe vissute attraverso il movimento, lo sguardo e la percezione del colore.
La palette

Kerakoll Colors
Presentato a fine 2025, Kerakoll Colors è il nuovo universo cromatico dedicato alla decorazione di interni ed esterni, che si compone di pitture, smalti, rivestimenti, resine decorative e tecniche, vernici, stucchi e sigillanti. Un vero linguaggio progettuale, pensato per garantire continuità e coerenza estetica tra spazi interni ed esterni grazie alle proposte Color Interior e Color Exterior.
Elemento decorativo essenziale, il colore delle facciate si integra nella storia e nell’ambiente circostante, tanto che in architettura diventa strumento identitario, capace di esprimere emozioni, definire il carattere degli spazi e contribuire al benessere visivo e abitativo.
In Teatro della Vita, dunque, la dimensione strategica del colore trova una concreta espressione spaziale: non più superficie applicata, ma struttura relazionale che organizza il luogo, ne definisce il carattere e rende visibile la complessità della città immaginata da Du Pasquier e Sowden.
Nathalie Du Pasquier
Nathalie Du Pasquier è nata in Francia nel 1957. Non è né architetto né designer. Arriva a Milano nel 1979 e inizia la sua attività disegnando tessuti. Membro fondatore del gruppo Memphis, abbandona il design nel 1987 per dedicarsi esclusivamente alla pittura. I suoi soggetti sono principalmente oggetti o paesaggi di oggetti; più recentemente, i suoi dipinti raffigurano costruzioni da lei composte con elementi astratti.
Si può dire che il concetto di costruzione sia il filo conduttore di tutta la sua opera: assemblare elementi, che si tratti dei grafismi dei suoi libri, delle superfici decorate dei suoi oggetti, dei mobili degli anni Memphis o delle forme inusuali presenti nei suoi dipinti, è il suo modo di esprimere un progetto.
Negli ultimi anni le sue costruzioni prendono forma direttamente sulla tela, dando vita a dipinti astratti, strutture impossibili che, in effetti, non potrebbero esistere nello spazio tridimensionale. Espone regolarmente in Italia e all’estero.
Una panoramica completa è disponibile QUI

George Sowden
Nato a Leeds, Regno Unito, nel 1942, George Sowden si trasferisce a Milano nel 1970. Il suo primo incarico importante in Italia è come consulente per Olivetti.
Durante gli anni Settanta partecipa attivamente all’ambiente del Radical Design italiano, pubblicando disegni e opere sperimentali per numerose mostre e avviando una ricerca sulla rinnovata centralità della decorazione nel design – una ricerca che prosegue ancora oggi.
Negli anni Ottanta conquista l’attenzione internazionale come cofondatore del leggendario gruppo Memphis.
Dopo gli anni della sperimentazione, tra Settanta e Ottanta, continua a collaborare con alcune delle più importanti aziende del mondo, vincendo il Compasso d’Oro nel 1991 con un prodotto disegnato per Olivetti.
Nel 2012 fonda il proprio marchio, SOWDEN, dedicato allo sviluppo, produzione e distribuzione di oggetti disegnati esclusivamente da lui. Nel corso della sua carriera mantiene vivo l’interesse per la collaborazione con realtà artigianali e piccole industrie, dalle quali è nato gran parte del suo lavoro. Dopo la Brexit, acquisisce la cittadinanza italiana.
Una panoramica completa è disponibile QUI

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FAQ TECNICHE: Fuorisalone 2026: Kerakoll Colors e colore architettura
Cos’è il Fuorisalone nel contesto progettuale?
È l’insieme di eventi diffusi nella città di Milano durante la Design Week, dove aziende e progettisti presentano installazioni sperimentali e applicazioni reali di materiali e soluzioni per l’architettura.
Qual è il ruolo di Kerakoll Colors nel progetto?
Costituisce il sistema cromatico utilizzato per costruire l’installazione, dimostrando come il colore possa essere parte integrante del progetto architettonico e non solo finitura superficiale.
Perché il Fuorisalone è rilevante per i tecnici?
Rappresenta un laboratorio applicativo dove osservare tendenze su materiali, superfici e linguaggi progettuali trasferibili in edilizia reale.
Quali vantaggi offre un sistema cromatico integrato?
Garantisce coerenza tra superfici interne ed esterne, controllo delle prestazioni e maggiore qualità percettiva degli spazi costruiti.
Come si applicano queste soluzioni in edilizia?
Attraverso cicli applicativi certificati su supporti idonei, con attenzione alla compatibilità tra materiali e condizioni ambientali.
Il colore può influenzare il comfort?
Sì, incide su percezione visiva, orientamento spaziale e qualità dell’esperienza abitativa, contribuendo al benessere indoor e urbano.
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