STAZIONI APPALTANTI: accordo tra ACCREDIA e AVCP per il controllo delle certificazioni di qualità

È stato siglato il 16 aprile dai Presidenti di ACCREDIA, l'Ente italiano di accreditamento, e dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici l'accordo di cooperazione che permetterà alle stazioni appaltanti e agli altri soggetti aggiudicatori di acquisire, attraverso il sistema AVCpass, le informazioni sulle certificazioni dei sistemi di gestione della qualità (UNI EN ISO 9001) in possesso delle imprese che operano nel settore delle costruzioni, per la partecipazione agli appalti pubblici.
 
L'accordo, raggiunto anche con il contributo degli Organismi di certificazione, assicurerà che i certificati inseriti nella BDNCP (Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici) siano effettivamente vigenti, attraverso lo scambio in tempo reale dei dati relativi agli accreditamenti, certificazioni e relative revoche.
 
"La collaborazione che abbiamo siglato oggi con l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici" - ha affermato Federico Grazioli, Presidente di ACCREDIA - "è un utile esempio di come Pubblica Amministrazione e Imprese possono operare insieme, con beneficio di tempi e costi per il sistema economico. Al di là infatti degli obblighi di legge, ritengo opportuno sottolineare lo sforzo di tutti, ACCREDIA, AVCP e Organismi di certificazione, di cui garantiamo la competenza nel rilasciare le certificazioni anche dei sistemi di gestione della qualità alle imprese di costruzioni, affinché sia garantito il buon funzionamento di un settore importante e delicato quale quello degli appalti pubblici".
 
"Ritengo che questo accordo rappresenti l'inizio di una proficua collaborazione con l'Avcp con la quale abbiamo unità di vedute anche su altri aspetti critici, in tema di appalti pubblici, quale quello molto importante dell'avvalimento".
 
"Siamo infatti entrambi contrari" - prosegue Santoro - "all'applicazione di questo istituto alle certificazioni e all'accreditamento, trattandosi di requisiti soggettivi non cedibili a terzi, onde evitare peraltro, come dice una recente sentenza della Corte Ue, che il ricorso all'avvalimento con frazionamento dei requisiti richiesti dal bando possa tradursi nel rischio per la stazione appaltante di non avere adeguata assicurazione sulla capacità degli operatori economici di eseguire a regola d'arte le prestazioni oggetto del contratto".
 
"Sarà necessario" - conclude Santoro - "che il Legislatore torni su questo aspetto con disposizioni più chiare in tal senso altrimenti rischiamo di diminuire le garanzie per un corretto funzionamento dell'intero sistema degli appalti pubblici."