Calcestruzzo, passati gli anni piu' neri ma incerto il 2015

Il 2012 e il 2013 sono stati gli anni piu' neri della crisi ancora in atto che e' la piu' intensa e la piu' lunga che ci sia mai stata nella storia del Paese. Il 2014 aggiunge un altro valore negativo alla lunga fila di segni "meno" che dal 2007 caratterizzano la produzione di calcestruzzo preconfezionato, valore stimato sulla base dei primi 9 mesi dell'anno in -10% circa. L'industria del calcestruzzo preconfezionato si appresta cosi' a chiudere l'ottavo anno consecutivo di contrazione dei volumi che portano il settore a perdere oltre il 60% della produzione dall'inizio della crisi. Ma se gli anni piu' neri sembrano essere alle spalle, la previsione per il 2015 stima ancora una flessione del -3,2%.

Le analisi sull'andamento dei settori produttivi rispondono alla logica di costituire uno strumento di conoscenza delle dinamiche in atto e, da un punto di vista aziendale, anche di supportare, se possibile, l'individuazione delle strategie più adeguate a gestire le fasi congiunturali del mercato.

Ma mai come negli ultimi anni il quadro di informazioni alla base delle analisi è stato allo stesso tempo così chiaro e così confuso. Da una parte ci sono i pesantissimi numeri del recente passato che condizionano le analisi e che inducono a pensare, o forse meglio sperare, in una inversione di tendenza. Dall'altra c'e' la consapevolezza che il ritorno della "portata" dell'industria delle costruzioni, e dunque del settore del calcestruzzo preconfezionato, a livelli paragonabili a quelli registrati a fine anni 70 significhi sia realisticamente impossibile e che quindi una lunga stagione di espansione si sia inevitabilmente conclusa.

Le dinamiche del mercato delle costruzioni nel 2014 sembrano essere più complesse da decifrarsi rispetto alle previsioni: da una lato nei primi nove mesi dell'anno si registra una crescita degli importi degli appalti di opere pubbliche e delle aggiudicazioni, una crescita significativa della vendita di macchine movimento terra, una crescita della domanda di mutui da parte delle famiglie, le compravendite e il credito per l'acquisto di abitazioni. D'altro lato però le nuove costruzioni residenziali, quelle non residenziali e gli investimenti in opere pubbliche registrano flessioni superiori alle già negative previsioni.

Per quanto concerne la produzione di calcestruzzo preconfezionato, per il 2014 si prospetta la conferma della previsione circa l'attenuazione della flessione dei livelli produttivi per il comparto del calcestruzzo preconfezionato. -10,4% èil dato di chiusura stimato sulla base dell'andamento della produzione nei primi nove mesi dell'anno. Gli investimenti in costruzioni si collocano, nel 2014, su un livello particolarmente basso, paragonabile a quello del 1967.

Per il 2015 la previsione per la produzione di calcestruzzo preconfezionato è invece di un -3,2%. In assenza di incisivi interventi di politica economica e di allentamento della stretta creditizia, per il settore delle costruzioni proseguirà, per l'ottavo anno consecutivo, il trend negativo. A soffrire i principali driver del mercato del calcestruzzo preconfezionato, ovvero la nuova edilizia abitativa, che si stima in termini reali perderà il 10,9% nel confronto con il 2014, e gli investimenti non residenziali privati e pubblici per i quali il calo si attesterà complessivamente a -2,4% (rispettivamente -1,1% e -4,3%).

Per il Presidente dell'Atecap, Silvio Sarno, "questi anni di crisi hanno minato profondamente il nostro settore che, come noto, è per le sue peculiarità tra quelli maggiormente coinvolti dagli effetti negativi della recessione. Ma non è solo la crisi a mordere il settore del calcestruzzo, c'e' anche un aspetto forse meno noto altrettanto preoccupante: il mancato rispetto delle regole e la scarsa tutela per gli operatori che svolgono il proprio lavoro con correttezza".

 

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