Traforo Frejus: abbattuto ultimo diaframma della seconda canna del tunnel

20/11/2014 4518

È accaduto lo scorso 17 novembre con una cerimonia che ha visto la presenza di Maurizio Lupi, ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, e i presidenti delle concessionarie italiane (Sitaf) e francese (Sftrf) che gestiscono il traforo. Un incontro storico, analogo a quello avvenuto 35 anni fa, il 12 maggio 1979, tra Giulio Andreotti, allora presidente del consiglio, e Raymon Barre, primo ministro francese.
Dopo quattro anni esatti dall’attivazione del cantiere, si completa lo scavo della seconda galleria del tunnel autostradale, che collega l'Italia alla Francia attraverso le valli di Susa e Maurienne, e corre parallela a quella già in esercizio - e ad essa unita da una serie di rami di collegamento in cui sono situati gli impianti e i rifugi di emergenza - che fu inaugurata proprio 35 anni fa, il 12 maggio 1979.

Il progetto per la realizzazione di una galleria di sicurezza parallela al traforo era stato approvato nel 2009. Inizialmente infatti venne progettato per creare una via di sicurezza del diametro di cinque metri per il transito di mezzi di soccorso e manutenzione, e solo nel 2012 è stato trasformato in una galleria stradale che affiancherà quella attuale, bidirezionale.
La seconda canna è lunga 12.878 metri, di cui 6.380 sul territorio italiano, ha un diametro interno di 8 metri ed è dotata di 34 rifugi e 10 stazioni tecniche di cui, rispettivamente 16 e 5 di competenza italiana, e di 9 bypass di cui 5 per la parte italiana che verranno realizzati nei prossimi due anni. La galleria sarà aperta al traffico, secondo le previsioni, nel 2019, ultimati la realizzazione dei fabbricati di esercizio sui piazzali d'imbocco e gli impianti di ventilazione, illuminazione antincendio e raffrescamento.
Il costo complessivo dell'opera è di 407, mln di euro, ripartiti tra Italia e Francia.

"E' un segnale importante perché fa vedere che le opere non sono solo sulla carta o nei sogni, ma sono anche realtà. E questa è una grande realtà, come lo è la Torino-Lione" ha detto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, intervenendo alla cerimonia. Ricordando l'incendio del 2010, Lupi ha precisato che: "L’opera risponde all'esigenza di sicurezza ed era un dovere, morale prima che politico, realizzare questa galleria di sicurezza che poi si è scelto diventasse anche una galleria di transito perché le migliori tecnologie e i migliori studi ci dicono che è nella suddivisione del traffico che si può garantire la vera sicurezza per camion e auto".