ITALIA SICURA : la MAPPA degli INTERVENTI contro il DISSESTO

03/12/2014 3165

Sul sito di l'Unità di Missione di Italia Sicura un documento molto interessante a firma di due giornalisti: Giuseppe Latour Mauro Salerno, del Sole 24 ore e dedicato  al programma elaborato dall`Unità di missione di Palazzo Chigi per contrastare le emergenze

LINK: http://italiasicura.governo.it/site/home/news/articolo196.html

Il programma prevede 1.155 interventi per poco meno di 1,7 miliardi nel 2015.

Dagli elenchi messi a disposizione dal gruppo coordinato da Erasmo D`Angelis è possibile misurare in maniera esatta la distribuzione di questi interventi nel nostro paese: gli investimenti saranno rivolti principalmente al Sud ma avranno picchi anche in Toscana e Lombardia.

I due giornalisti evidenziano che il piano è stato composto andando a "raschiare" il barile delle iniziative mai partite negli ultimi 15 anni, revocando fondi e rifinanziando le opere previste dai vecchi Piani operativi regionali (restano da assegnare 147,5 milioni per 92 interventi), dai piani del ministero dell`Ambiente precedenti al 2009 e dagli accordi di programma 2009-2010 (in tutto 1.063 interventi per 1.525 milioni).

Il blocco più importante di lavori riguarderà quattro Regioni: Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna. Solo in queste zone saranno impiegati 814,3 milioni, la metà del totale. Spostandosi più a Nord, la massima concentrazione di lavori si registra in Lombardia e Toscana.

Nel primo caso sono programmati 137 milioni di interventi, con una caratteristica: hanno importi particolarmente alti, in media di circa 5 milioni. Mentre in Toscana potrebbero arrivare 116,9 milioni di investimenti, distribuiti su 59 differenti cantieri.

A Nord si trova un`altra Regione chiave di questo piano: il Piemonte. Da queste parti sarà prodotto il massimo sforzo di distribuzione sul territorio. Qui sono in programma 136 interventi: solo in Calabria sono di più. E, proprio per questo, hanno importi bassissimi. Appena 5oomila euro, in media, a lotto. In coda troviamo la Basilicata, che è la Regione con meno risorse a disposizione: appena 6,7 milioni. Poco più in alto ci sono Valle d`Aosta (12,1 milioni) e Liguria (22,3 milioni). Genova, La Spezia, Imperia e Savona scontano, in questa classifica, il fatto che molti interventi di messa in sicurezza sono stati già sbloccati all`indomani della tragica alluvione di ottobre.

Il piano comprende soprattutto cantieri piccoli e medi. Sotto il milione ci sono 741 interventi, il pezzo più importante. Sopra la soglia dei dieci milioni, invece, ci sono appena una ventina di cantieri. Il più grande in assoluto (50,3 milioni) riguarda la regimazione idraulica del lago d`Idro, in provincia di Brescia. Al secondo posto troviamo le opere di consolidamento della località Giampilieri a Messina. Circa 22,6 milioni saranno, invece, spesi a Borca di Cadore, in provincia di Belluno, per la sistemazione della frana di Cancia.

Questa estrema polverizzazione porta una conseguenza sui bandi di gara. Con il decreto Sblocca Italia, infatti, è stata elevata da uno a 548 milioni la soglia sotto la quale si può utilizzare la trattativa privata. In altre parole, non serve una gara ma è sufficiente mettere attorno a un tavolo almeno dieci imprese. Potranno utilizzare questa procedura semplificata 1.o8o lavori, per un controvalore di 1.072,6 milioni.In percentuale si tratta del 93,5% degli interventi da assegnare, pari al 64% degli importi dei progetti.

Per alcune amministrazioni questa possibilità si tradurrà in una sorta di indulgenza plenaria. La Calabria, ad esempio, avrà mano completamente libera su tutti í suoi 185 appalti. Allo stesso modo, in altre cinque regioni ci sarà la possibilità di evitare sempre il bando: Marche, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Valle d`Aosta e Basilicata.

Anche se, a limitare le eccezioni alle regole di mercato, sarà proprio l`Unità di missione: «Invitiamo i commissari a usare una piattaforma elettronica - spiega il direttore, Mauro Grassi - che permetterà di garantire una maggiore trasparenza. Le Regioni potranno usarla e chiedere alle imprese che vorranno partecipare alle gare di iscriversi. In Sicilia è stata già usato una piattaforma di Invitalia e ha funzionato molto bene». Detto questo, però, «è chiaro che i governatori saranno padroni di decidere come procedere».

Questa è quindi la prima tranche di lavori di un programma che guarda fino al 2020: “Per il successo del piano nazionale di prevenzione dal dissesto idrogeologico da 9 miliardi 2014-20 è fondamentale un lavoro di squadra e che tutti si sentano partecipi al percorso di messa in sicurezza del Paese dal rischio frane e alluvioni" così Erasmo D’Angelis, Coordinatore della Struttura di missione del Governo #italiasicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche "C'è l'impegno a proseguire il confronto anche sui territori per sollecitare accordi che permettano il lavoro nei cantieri anche su tre turni per ridurre notevolmente i tempi per la realizzazione delle opere antiemergenza”.

Sul sito di Italia Sicura è possibile avere una mappatura di tutti i "cantieri antiemergenze" dove è possibile cercare le opere contro frane e alluvioni in ogni regione.

È il risultato di una meticolosa analisi dei bilanci dello Stato e di tutte le risorse assegnate, anno dopo anno, a Regioni ed Enti Locali per opere e interventi che dovevano essere già conclusi, ma che tre mesi fa sono stati trovati in gran parte ancora lontani dai cantieri. Come recita il sito "Oggi lo Stato ha, per la prima volta, la possibilità di monitorare e controllare in tempo reale gli investimenti e lo stato di avanzamento dei cantieri: un diritto di tutti noi cittadini che è garantito dal sito georeferenziato italiasicura.governo.it."

Un solo Database e un solo monitoraggio rispetto ai 6 precedenti e molto parziali che consente trasparenza e maggiore efficienza. Per ogni Regione è possibile verificare il quadro dei cantieri aperti e da aprire, le risorse investite e da trasformare presto in opere previste dagli Accordi di Programma 2009/2010 e da assegnazioni precedenti.

LINK: italiasicura.governo.it/site/home/dissesto/cantieri.html