Rischio idrogeologico: nel piano nazionale spazio alla sicurezza dei beni culturali

D'Angelis, già nel piano per le città metropolitane interventi strutturali per difendere il nostro patrimonio artistico e monumentale da frane e alluvioni

Sono numeri che non lasciano spazio ad alcuna valutazione diversa dall'urgenza e l'importanza di mettere in sicurezza il maggior numero di opere d'arte possibile tra quelle che ad oggi corrono il rischio di essere rovinate se non distrutte da una frana o da un evento alluvionale.
La radiografia del rischio che corrono i beni culturali italiani fatta dall'Ispra con 14mila beni culturali esposti a rischio frane e 28.483 ad alluvioni entra a pieno titolo nel lavoro di redazione del piano nazionale contro il dissesto idrogeologico e che vede la Struttura di missione di Palazzo Chigi #italiasicura contro il dissesto idrogeologico impegnata al fianco del Ministero dell'Ambiente, delle regioni e di tutte le amministrazioni pubbliche competenti in materia.
"Quello dell'Ispra e la fotografia di una situazione che abbiamo il dovere di cambiare per evitare che il nostro patrimonio culturale, architettonico e artistico vada perduto o gravemente danneggiato". Così Erasmo D'Angelis, coordinatore #italiasicura al termine della presentazione del rapporto e ha continuato: "quello della difesa dei beni culturali ? un tema che già avevamo messo in agenda e su cui abbiamo raggiunto un primo importante risultato con la realizzazione di opere strutturali che evitaranno ad un'area archeologica di straordinaria importanza come la Piana di Sibari di finire nuovamente sommersa dal fango del fiume Crati, quasi nell'indifferenza generale. Inseriremo i dati raccolti dall'Ispra nella pianificazione che stiamo realizzando e cominceremo dal piano per le città metropolitane che il CIPE ha finanziato con 700 milioni di euro. Finalmente risorse certe e l'impegno dello Stato ad utilizzarle anche per tutelare un patrimonio inestimabile come quello della nostra millenaria e straordinaria cultura".