RIGENERAZIONE URBANA e ARCHITETTURA : un approfondimento di ITALCEMENTI al fuoriSALONE

08/04/2015 3172

Energy for Creativity è il tema degli incontri con l'architettura che Italcementi organizza insieme a Interni in occasione dell'edizione 2015 del FuoriSalone: martedì 14 aprile alla Statale di Milano, Mario Cucinella, Bernard Khoury, Park Associati e Piuarch parleranno di Rinascimento Urbano, mentre il 15, 16 e 17 aprile presso i.lab sarà rispettivamente la volta di Susanna Tradati dello Studio Nemesi che parlerà di Palazzo Italia, Paula Nascimento che presenterà il Padiglione dell'Angola a Expo e Angela Deuber, vincitrice dell'edizione 2015 di arcVision Prize.
Gli eventi sono patrocinati dalla Consulta lombarda architetti e danno diritto a crediti formativi.

Programma
Energy for Creativity - Italcementi Group al FuoriSalone

Martedì/Tuesday 14 aprile/April h.10.30
MARIO CUCINELLA, BERNARD KHOURY,
PARK ASSOCIATI, PIUARCH
Rinascimento urbano
Università degli Studi di Milano, Aula Magna - Via Festa del Perdono 7Italcementi i.lab

Mercoledì/Wednesday 15 aprile/April h.10.30
SUSANNA TRADATI/PARTNER STUDIO NEMESI
Italian Pavilion Expo 2015
Via Stezzano, 87 - Km Rosso, Bergamo

Giovedì/Thursday 16 aprile/April h.15.30
PAULA NASCIMENTO
Angolan Pavilion Expo 2015
Via Stezzano, 87 - Km Rosso, Bergamo

Venerdì/Friday 17 aprile/April h.10.30
ANGELA DEUBER

Winner arcVision Prize - Women and Architecture 2015
Italcementi
Via Stezzano, 87 - Km Rosso, Bergamo

Presentazione
Di grande spicco l’evento alla Triennale con Mario Cucinella sul Rinascimento Urbano, dove si affronterà il tema della rigenerazione. Così come ha dichiarato in una recente intervista su ARC VISION "La città che si rigenera deve puntare prima di tutto a creare condizioni di benessere per chi la abita nella relazione con l’ambiente, con lo spazio e con la comunità. Il beneficio principale offerto da una città è il vivere insieme e deve quindi essere messo in primo piano il valore sociale della città. È venuto il momento di spostare l’asse dell’attenzione dai benefici economici ai benefici sociali connessi alla dimensione urbana. In pratica se fi no ad oggi la città ha espresso la sua attrattività in termini di valore economico degli asset immobiliari, oggi la città deve attrarre per il suo valore sociale. Dobbiamo anche imparare a prenderci cura della città. Città rigenerata e riqualificata non deve significare per forza di cose un processo di trasformazione all’insegna del glamour. Significa anche mettere a posto i marciapiedi, i giardini, gli aspetti minori che fanno la felicità e il benessere di tutti. In questa prospettiva, strettamente legata alla creazione di una situazione diffusa di benessere nell’ambiente urbano, anche la città smart acquista nuovi significati: la nuova città rigenerata è smart non solo perché supportata dall’impiego di tecnologie avanzate, ma anche perché le persone che la abitano vengono messe in condizione di vivere esperienze uniche, in questo senso appunto “smart”. La smart city diventa quindi il motore di una crescente felicità collettiva.

Con Mario Cucinella intervengono Bernard Khoury, Park Associati e Piuarc.
Bernard Khoury è un architetto libanese, autore di una delle più celebri opere di rigenerazione:  il B 018, una discoteca completamente interrata costruita nel1998 in un'area semi-industriale nei dintorni di Beirut, nel quartiere di Quarantaine. Quarantaine era l'area dove i francesi mettevano in quarantena gli immigrati, negli anni Venti è diventato un campo profughi, molto tempo dopo quelle strade ammaccate e palazzi fatti di tufo e cemento sono state teatro dei tragici scontri tra falangisti cristiani e palestinesi. Oggi, il quartiere Quarantaine di Beirut è sul punto di diventare un'area alla moda e il primo a metterci piede è stato proprio Bernard Khoury, nato nel 1968 a Beirut, città dove è cresciuto ad architettura e guerra: il padre è stato una figura chiave del Modernismo locale, lui oggi è il più noto, acuto e visionario architetto libanese. Mostre in grandi musei internazionali, l'ultima al Victoria & Albert Museum di Londra, copertine dal "New York Times" in giù. Lo studio di Khoury, al terzo piano della 56 strada del Jisr Sector - al quarto c'è la galleria d'arte contemporanea Sfeir-Semler con casa madre ad Amburgo - non evoca affatto scenari bellici.
Bernard Khoury, oltre a diplomarsi ad Harvard, tra le varie cose che ha fatto da giovane Khoury è stato anche assistente di Jean Nouvel. L'opera B 018, che l'ha reso noto in tutto il mondo, è una specie di metafora di Beirut che sfida l'esperienza della guerra radicalizzandola in un ambiente claustrofobico eppure sorprendente, tanto quanto lo è la città che tira avanti tra distruzione ricostruzione, edifici specchiati e trivellati. B018 è un bar, ristorante, discoteca catacombale ed eccessiva, ricavata da un'ex prigione militare, nelle viscere della Quarantaine. "Nonostante il suo passato sontuoso, l'architettura mediorientale contemporanea è povera e priva di fantasia. Si impone alla vista solo perché tenta di scalare il cielo, con edifici insensatamente alti. Per questo io ho deciso di andare in basso, sottoterra. Non solo per oppormi a questa tendenza, anche per non cancellare la memoria della guerra".

PARK ASSOCIATI, è uno studio fondato nel 2000 da  Filippo Pagliani e Michele Rossi. Vincitori anche del Premio IQU Innovazione e Qualità Urbana 2014, con una linea stilistica mutevole eppure fortemente identitaria, le opere di PARK hanno l’obiettivo di superare continuamente i limiti compositivi e tipologici dell’architettura: sperimentando diverse scale d’intervento edilizio e i differenti ambiti progettuali, sfidano le convenzioni costruttive e si contraddistinguono, nel panorama culturale italiano e non solo, per l’innovazione formale, tecnologica e funzionale. Ne sono un esempio, il Nestlè Headquarters di Assago, la ristrutturazione della “Serenissima” (con cui hanno vinto il premio di cui sopra, uffici che hanno conseguito il LEED Gold Certified Building) o di “Gioiaotto”, il ristorante itinerante “The Cube by Electrolux” il Salewa Headquartes di Bolzano o i più recenti stores internazionali della casa di alta moda Brioni.

PIUARCH è lo studio milanese nato nel 1966 con Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini and Monica Tricario. Vincitore di numerosi premi di architettura, tra cui nel 2013 Italian Architect of the year 2013, Prize given by the  National Order of the Architects  in collaboration with MAXXI  in Rome e nel 2012 Triennale di Milano, Gold Medal for Italian Architecture – Honorable Mention, with the project Bentini Headquarters. Lo studio è stato protagonista degli interventi di rigenerazione di Porta Nuova a Milano.

A Bergamo presso I.LAB di Italcementi gli altri tre incontri di Energy for Creativity.

Susanna Tradati dello Studio Nemesi avrà il compito di presentare il PADIGLIONE ITALIA di EXPO 2015. Il progetto del Padiglione Italia è il risultato di un concorso internazionale di progettazione aggiudicato da Expo 2015 S.p.A. nell’Aprile 2013; su 68 studi partecipanti, è risultato vincitore il progetto di Nemesi&Partners realizzato con Proger e BMS Progetti per la parte ingegneristica, relativa alle strutture e agli impianti, e con il Prof. Livio De Santoli per la sostenibilità dell’edificio. Il Padiglione Italia prevede la realizzazione di Palazzo Italia (circa 13.200 mq su 6 livelli fuori terra) e degli edifici temporanei del Cardo (circa 13.700 mq su 3 livelli fuori terra). Il progetto è connotato da una forte sperimentalità; l’architettura di Nemesi, contraddistinta da progetti unici con attenzione all’ innovazione tecnologica e approccio sostenibile, assieme al know-how e al saper fare delle imprese italiane coinvolte fanno del Padiglione Italia il simbolo della grande fabbrica creativa contemporanea. Palazzo Italia è ispirato a una “foresta urbana”; la “pelle” ramificata disegnata dallo Studio Nemesi come involucro esterno dell’edificio evoca una figuratività primitiva e tecnologica al tempo stesso. La tessitura di linee genera alternanze di luci e di ombre, di vuoti e di pieni dando vita a un’architettura-scultura che rimanda ad opere di Land Art è realizzata con il cemento biodinamico di Italcementi, un materiale speciale che consente l’ottenimento di forme anche di grande complessità, con una superficie perfetta.

Paula Nascimento, è un Premio Speciale arcVision Prize WE-Women for Expo. arcVision Prize, del 2015, proprio la progettazione del Padiglione dell’Angola a Expo 2015. A soli 34 anni, Paula Nascimento ha già realizzato un lungo percorso individuale e collettivo che da Luanda, dov’è nata, la porta verso l’affermazione a livello internazionale come architetto, osservatrice critica del contesto sociourbanistico e promotrice della nuova cultura progettuale. Nel 2013 le viene assegnato dalla Biennale d’Arte di Venezia il Leone d’Oro (insieme con Rabolli Pansera) per la miglior partecipazione nazionale, con il Padiglione Angola “Luanda, Enyclopedic City”. L’interesse per la ricerca di soluzioni ambientali alternative, già manifestato l’anno precedente nella partecipazione (sempre con Beyond Entropy Africa)alla XIII Biennale d’Architettura di Venezia, si traduce nel 2015 nella curatela e nel progetto dell’edificio dell’Angola nell’area dell’Esposizione Universale di Milano, di cui è co-curatore e co-progettista (con Antonio Gameiro e lo Studio di Progettazione Padiglione Angola): particolarmente affascinante è l’idea di trasportare letteralmente nel Padiglione la natura del paese africano, ma anche di sottolineare con grande rilievo l’importanza del ruolo delle donne nel sistema nazionale dell’educazione e dell’alimentazione, sia come attrici fondamentali che come portatrici di valori culturali consolidati e di altri, nuovi e più contemporanei.

Angela Deuber, è l'architetto svizzero che si aggiudicata la terza edizione dell'ArcVision – Women and Architecture 2015 il premio voluto da Italcementi e dedicato all'architettura al femminile. La Deuber si è fatta notare nel 2014 grazie alla progettazione della Scuola di Thal (Svizzera) considerato un esempio di architettura d'avanguardia con un approccio costruttivista. Nel commentare il suo modo di progettare l'architetto svizzero ha sottolineato come «la costruzione è una parte sottovalutata e intrinseca dell'architettura, ma dal momento che non costruiamo più con le nostre mani, è diventata indiretta, remota e aliena. Il mio lavoro è un tentativo di sfuggire a questa alienazione».


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