Ingegnere e territorio: Convegno Nazionale del CeNSU a Roma

18/06/2015 2016


Roma 26 e 27 Novembre 2015
La partecipazione al convegno è gratuita.


LE MOTIVAZIONI DEL CONVEGNO
Nel panorama della regolazione del territorio, grande rilievo ha assunto il cambio di paradigma e conseguentemente di terminologia, da “urbanistica” a “governo del territorio”. Si tratta di un cambiamento radicale che non è solo e tanto di descrizione normativa e costituzionale, piuttosto di un nuovo approccio alla tematica secondo principi, strumenti, modalità procedurali differenti rispetto al passato. In questo senso il “governo del territorio”, accanto alla pianificazione in senso classico, si sostanzia di molte altre attività, elevandole da tema secondario a tema principale del “come guidare le trasformazioni”. Il concetto di “governo del territorio” non è quindi limitato alla regolazione degli usi del suolo che costituiscono tradizionalmente la disciplina urbanistica. Può essere invece considerato come una disciplina a carattere orizzontale e trasversale che trascende la frammentazione fra materie diverse: oltre all’urbanistica e alla pianificazione territoriale, l’idea di governo del territorio integra infatti il paesaggio, la difesa del suolo, lo sviluppo locale, la mobilità e le infrastrutture, la protezione degli ecosistemi, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali.
Ecco che sotto questo nuovo punto di vista l’urbanistica diventa una “disciplina per molti”, un compito a più voci, aperto a più saperi che si intrecciano per costruire il frame necessario ad una più oculata gestione della complessità del territorio. Ed è sotto questo punto di vista che la figura dell’Ingegnere assume un ruolo chiave nella disciplina, grazie alla poliedricità della sua formazione: la gestione dei rischi naturali, la regolamentazione dei corpi idrici, la progettazione delle infrastrutture, la difesa del suolo, la conservazione dell’ambiente naturale, sono solo alcuni degli aspetti che vengono considerati essenziali per lo sviluppo urbanistico-territoriale e che grazie, all’apporto del sapere ingegneristico, contribuiscono al governo del territorio. L’ingegnere diventa quindi portatore di sapere attraverso una visione integrata irrinunciabile. La visione di un tecnico che cerca mediante opportune azioni, siano esse strategie, procedure o opere, di provvedere alla gestione della complessità delle trasformazioni territoriali. Il modo tradizionale di operare di tipo settoriale, che ancora esiste, anzi è prevalente, si pone dunque in antitesi rispetto all’esigenza sempre più sentita di affrontare i complessi problemi ambientali e territoriali. Le singole discipline possono ancora essere considerate come dei “serbatoi” nelle quali si elaborano e si perfezionano modelli, metodi e strumenti di indagine e di intervento, ma esse devono poi trovare percorsi comuni e anzi intrecciarli quando i problemi di cui si devono occupare sono intersettoriali. Sono questi dunque i motivi che ci inducono a riflettere ancora sul ruolo dell'ingegnere in urbanistica e sulla necessità di una rinnovata formazione, cinquant'anni dopo il primo convegno del Centro Nazionale Studi Urbanistici a Sorrento, dedicato anche allora alla formazione urbanistica dell'ingegnere.

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