Dal MIT un contatore per monitorare il recupero delle case popolari: 42000 quelle in cattivo stato

Nel programma di recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, prevista la messa a norma di 5.767 alloggi vuoti, entro la fine del 2016 e l’avvio di lavori di ristrutturazione per 20.769 alloggi in cattivo stato entro il 2017.
 
Continua l’azione del Governo a favore della casa e all’insegna della trasparenza.
 
L’ultimo arrivato, un contatore, inserito nel sito del MIT, come strumento di monitoraggio sul recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica vuoti o in cattivo stato.
Come è noto il MIT svolge un ruolo di indirizzo e coordinamento sulle politiche abitative, mettendo in campo, in accordo con Regioni e Amministrazioni locali, numerosi strumenti volti a favorire l’accesso all’abitazione del più ampio numero di persone possibile, con particolare riferimento a quelle con difficoltà ad accedere ad accedere al mercato della casa.
In Italia, quello degli alloggi popolari, rappresenta un patrimonio che conta circa 1.000.000 di appartamenti, parte dei quali ad oggi con necessità di una messa a norma degli impianti e di interventi di risanamento più o meno consistenti, tanto da rappresentare una situazione molto diversificata.
Con la Legge di Stabilità 2016 il Governo ha deciso di dare priorità al recupero del patrimonio residenziale pubblico attraverso interventi di ristrutturazione mirati, per migliorare le condizioni degli alloggi popolari.
 
Obiettivo: azzerare gli alloggi vuoti e risanare gli alloggi in cattivo stato entro il 2020.
 
Per far questo è stato necessario partire dalla conoscenza dello stato degli alloggi pubblici, richiedendo alle Regioni di indicare, il numero e lo stato degli alloggi che richiedessero un intervento.
Dall’indagine è emerso che 5.767 alloggi sono vuoti a causa di piccoli danni o problemi, che però ne compromettono l’abitabilità e circa 42.000 alloggi sono in cattivo stato e necessitano di opere di risanamento e manutenzione straordinaria più importanti.
 
Per agire in modo rapido ed efficiente si è scelto di suddividere gli elenchi degli alloggi inviati dalle Regioni in due tipologie di intervento:
  • Recuperare gli alloggi vuoti a causa di piccoli danni o problemi che però ne compromettono l’abitabilità, ai quali sono stati destinati finanziamenti fino a 15.000 € per intervento, da attuare con la massima urgenza.
  • Risanare e mettere a norma gli alloggi in cattivo stato per i quali si rende necessaria una manutenzione straordinaria più impegnativa e per ciascuno di questi è disponibile uno stanziamento fino a 50.000 €.
Ad oggi sono stati trasferiti alle Regioni circa 210 milioni di euro, e altri 45 milioni di euro verranno trasferiti nei prossimi quattro  mesi, a cui si aggiungono le ulteriori risorse, già stanziate, fino a un totale di circa 500 milioni di euro interamente dedicati al recupero dell’edilizia residenziale pubblica.
 
L’obiettivo del biennio è di rendere disponibili i 5.767 alloggi vuoti entro la fine del 2016 e avviare il lavori di ristrutturazione per 20.769 alloggi in cattivo stato entro il 2017, (dati al 30.06.2016; i valori vengono aggiornati ogni 6 ore con il collegamento alla banca dati del monitoraggio).
 
Per garantire che Comuni e Istituti delle case popolari sfruttino al meglio le risorse messe loro a disposizione, il MIT ha creato un sistema di monitoraggio a disposizione del Governo e delle Regioni per far emergere metodi e approcci più virtuosi e stimolare l’iniziativa.

Il programma di recupero è stato previsto dal Decreto Legge n. 47/2014 Convertito con Legge n. 80/2014.