Ddl consumo del suolo: occorre rigenerare il Paese mettendo in sicurezza il Paese

Incentivi per mettere in sicurezza il territorio italiano e l’impegno a rivedere in Senato l’art. 11 del ddl “contenimento del consumo del suolo e il riuso del suolo edificato”.
Il giorno successivo alle ultime scosse di terremoto registrate in Piemonte, il relatore della legge Senatore Mario Dalla Tor è intervenuto al dibattito promosso dalla categoria dei Geometri Italiani, al quale hanno preso parte le pubbliche amministrazioni locali, le forze imprenditoriali, i rappresentanti degli ingegneri e degli architetti

Interrompere il consumo del suolo e mettere in sicurezza il territorio italiano. Un obiettivo che, alla luce delle ultime scosse di terremoto registrate il giorno prima nel cuneese, rende ancor più attuale e urgente un intervento sul testo del disegno di legge “Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato”, attualmente passato in approvazione al Senato dopo aver superato l’esame della Camera.
Lo hanno fatto le categorie professionali del territorio, i primi cittadini, gli amministratori locali, i rappresentanti del mondo industriale e associativo, nell’ambito di un incontro promosso dal Collegio dei Geometri di Cuneo, Mondovì e Torino. All’incontro erano presenti due ospiti decisivi: il Ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa e il Senatore Mario Dalla Tor, uno dei due relatori del disegno che, per la prima volta, è intervenuto a un incontro pubblico sul tema.
Potrebbe preludere a un emendamento del ddl l’intervento del relatore Senatore Mario Dalla Tor. Come procedere, rispondendo alle richieste di chiarimento sulle incongruità del testo sottoposte dal pubblico, è stato dunque il suo compito. Ascoltando con attenzione i punti di discussione sollevati dai presenti, Mario Dalla Tor ha precisato: “Occorre avere il coraggio di andare oltre e, per fare un salto di qualità, rigenerare davvero il Paese, mettere in sicurezza il territorio italiano creando occupazione, dobbiamo far partire una importante campagna di incentivazione.
Una iniziativa in aggiunta allo sgravio fiscale, per far si che il suolo agricolo non sia più sprecato, venga ottimizzato l’edificato e le caratteristiche antisismiche, come quelle sul risparmio energetico abitativo, siano il fiore all’occhiello delle nostre realtà”.
E circa l’art. 11 del ddl 2383 che non consente il consumo di suolo, tranne che per le opere e i lavori pubblici, o di pubblica di utilità, entro il termine di tre anni dall’entrata in vigore, di cui si è più volte dibattuto nel corso degli interventi dei relatori e del pubblico, il Senatore Mario Dalla Tor ha aggiunto: “Sono commenti molto pertinenti, che condivido. In tal senso, mi impegnerò affinché venga rivisto questo punto nella discussione che avremo al Senato”.
Per il Ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa “Ogni intervento normativo deve essere equilibrato e prevedere meccanismi semplici, non procedure complesse. e il testo del disegno di legge in questione, ha già avuto numerosi miglioramenti proprio grazie a momenti di approfondimento come questo, che possano creare le basi necessarie per mettere a punto norme che garantiscano il bilanciamento delle esigenze in discussione”.  Con la sua dichiarazione, il responsabile del dicastero degli Affari Regionali ha subito posto in luce l’inquadramento normativo necessario a trattare il tema della giornata, di cui sono stati messi in evidenza gli auspicati aspetti di chiarezza e semplicità, che riescono a far compiere ai sindaci, ai cittadini e agli imprenditori le scelte migliori.
Con una visione di maggior respiro, l’intervento del Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri Maurizio Savoncelli completa l’analisi finora condotta, definendo “la semplificazione dell’impianto normativo come una prerogativa da ricercare, e non solo per questo disegno di legge. Un antidoto generale al contenzioso amministrativo e civile, che frena lo sviluppo del Paese e allontana gli investitori”. Il Presidente Maurizio Savoncelli, inoltre, ha sottolineato come il ruolo sussidiario che viene quotidianamente svolto dalla categoria professionale dei Geometri Italiani permetterebbe allo Stato di occuparsi con maggiore slancio di due momenti importanti: “quello relativo alla programmazione e alla comprensione dei bisogni del territorio e della società civile, un momento fondamentale per dare dei chiari indirizzi, a cui segue l’azione di controllo del territorio, venuta meno negli ultimi anni, e che deve espletata con vigore.”
All’incontro promosso dal Collegio dei Geometri di Cuneo, Mondovì e Torino, al quale erano presenti i rispettivi presidenti, Franco Drocco, Marco Castellino e Ilario Tesio, gli esponenti della categoria professionale dei Geometri Italiani sono giunti dopo aver condotto nei mesi scorsi altre numerose iniziative nel territorio. “E’ stato un impegno duro ma doveroso”, ha precisato Franco Drocco, “al momento siamo riusciti a far inserire il concetto che l’uso di suolo in aree già ‘compromesse’ o inserite in aree di completamento, non venga considerato come consumo di suolo. Un passaggio fondamentale che tutela molti territori nei nostri piccoli Comuni, in cui la tipologia urbanistica è composta da ville, villette e lotti recintati. In questo modo si potranno eseguire ampliamenti, ristrutturazioni, piccole modifiche a favore delle famiglie italiane. Al momento, le nostre osservazioni sono già divenute due emendamenti che hanno inciso sull’articolo 2 passato alla Camera il 12 maggio scorso. Ora puntiamo”, conclude, “alla modifica dell’articolo 11. L’obiettivo è salvaguardare la programmazione urbanistica dei nostri Comuni che, in questo momento, è in discussione in toto. Chiediamo che ciò che è stato programmato in decenni di studi e piani regolatori venga tutelato e non vanificato”.

Un impegno condiviso con la partecipazione delle altre forze professionali e imprenditoriali del Piemonte, come viene confermato dalle parole di Franco Biraghi, Direttore di Confindustria Cuneo, intervenuto anche a questo convegno, che ha affermato: “riscrivendo un testo che si riferisce a una Direttiva comunitaria che chiede di adeguarsi entro il 2050, rischiamo di fatto di rovinare l’economia, frenare lo sviluppo e creare contenziosi inutili. Anche se siamo riusciti, con i geometri e i sindaci, a ottenere qualche modifica, la legge deve essere rivista radicalmente”.