TERREMOTO: perchè USGS da MAGNITUDO 6,6, INGV da 6,5 e questa mattina 6,1 ?

30/10/2016 22966

Quando questa mattina c’è stata la scossa sono arrivate diverse indicazioni sulla relativa intensità: le televisioni davano 7,1, l’americana USGS dava 6,6, INGV dava 6,1 … mentre tutti hanno condiviso il dato dell’epicentro  (42.855°N - 13.088°E) e della profondità dell’ipocentro a 10 km di profondità.

Sono scattate così le polemiche sulle rilevazioni nell’INGV, e qualcuno ha ipotizzato un complotto ordito da Stato e Assicurazioni.

Perché la misura della magnitudo del sisma non è arrivata subito? Perchè è cambiata ?
 
IL PARERE DELL’INGV
Il geologo Carlo Meletti, responsabile del Centro Pericolosità Sismica dell’INGV, ha postato su FB che quando si valuta la magnitudo di un terremoto, non ci si può fidare dei dati disponibili in 1-2 minuti.
Va infatti rilevato che Usgs, il servizio geologico statunitense e il CSEM, l'European-Mediterranean Seismological Centre danno dati sulle magnitudo in modo automatico, mentre quelli dell'INGV sono ricavati in modo più capillare sul territorio italiano, incrociando i dati delle stazioni che registrano il sisma, che possono essere anche centinaia. Ecco perché i dati dell'INGV escono dopo gli altri.
 
LE TEMPISTICHE DI VALUTAZIONE DELL’INGV
Sul sito di INGV è spiegato chiaramente che dopo circa 2 minuti dalla scossa escono i dati preliminari e automatici sulla sua localizzazione e intensità provenienti dalle stazioni sismiche più vicine; dopo 5 minuti invecearrivano quelli registrati da tutta la rete nazionale.
A questo punto i sismologi, "analizzano i dati, individuano i tempi con cui le onde P ed S arrivano alle diverse stazioni ed elaborano una localizzazione ed una magnitudo estremamente precise che vengono comunicate al Dipartimento della Protezione Civile entro 30 minuti dall’evento (in media dopo circa 10-15 minuti)". L'informazione viene a questo punto diffusa ai cittadini.
 
LA MAGNITUDO DEL TERREMOTO: LA SCALA RICHTER, LA MAGNITUDO LOCALE E LA MAGNITUDO DI MOMENTO
Ingv utilizza la magnitudo Richter per dare una valutazione dell’intensità del terremoto, definita anche magnitudo locale (Ml): è un metodo di interpretazione dei dati dei sismografi semplice da usare, rapido e molto affidabile in particolare se il sisma avviene entro un raggio di 600 km rispetto alle stazioni di rilevamento, perché necessita del solo valore dell’ampiezza delle oscillazioni di un sismogramma.
L’Usgs usa invece la magnitudo momento (Mw), che utilizza tutte le frequenze emesse da un sisma, che si possono propagare anche a grandi distanze. È più precisa della magnitudo locale per terremoti di forte intensità, come quelli che colpiscono Cile e Giappone, superiori a quelli che generalmente avvengono in Italia. Ecco perché sulla stampa internazionale si leggono a volte misurazioni dei nostri terremoti leggermente diverse.
 In realtà l'INGV calcola poi anche la magnitudo momento, e a volte, come nel caso del sisma dello scorso 24 agosto, il valore coincide comunque con quello Richter e non con quello dell'Usgs, perché il modello geologico del nostro territorio usato dagli italiani per questo calcolo è diverso, e più preciso, di quello usato dall'ente americano.

 

ESISTONO DIVERSE MAGNITUDO. PERCHE'

Il concetto di Magnitudo è stato introdotto nel 1935 da Richter per rispondere alla necessità di esprimere in forma quantitativa e non soggettiva la "forza" di un terremoto. La Magnitudo Richter, detta anche Magnitudo Locale  (Ml), si esprime attraverso il logaritmo decimale del rapporto fra l'ampiezza registrata da un particolare strumento, il pendolo torsionale Wood-Anderson, e una ampiezza di riferimento. La Magnitudo Richter può essere calcolata solo per terremoti che avvengono a distanza minore di 600 km dalla stazione che ha registrato l'evento.
Per supplire alla limitazione sulla distanza posta dalla definizione della Magnitudo Richter, sono state introdotte altre scale di Magnitudo che consentono di esprimere l'energia irradiata da un terremoto. La maggior parte delle Magnitudo si basa sull'ampiezza massima del sismogramma registrato o sul rapporto fra l'ampiezza e il periodo delle onde sismiche utilizzate per il calcolo della Magnitudo. Tra queste scale si possono ricordare le Magnitudo di Volume (mb) (b sta per "body waves" ovvero onde di volume) usate per misurare terremoti avvenuti a una distanza superiore ai 600 km e basate sull'uso delle onde di volume (generalmente le onde S). Un'altra magnitudo è quella calcolata sulle onde superficiali: la Magnitudo Superficiale (Ms).
Al fine di calcolare la Magnitudo di terremoti piccoli o moderati a distanza locale o regionale è stata introdotta nel 1972  la Magnitudo di Durata (Md). Il suo calcolo è basato sulla misura della durata del sismogramma. Il concetto di base è quello di ritenere a ragione che maggiore è la Magnitudo di un evento, maggiore sarà la durata della registrazione. Essendo molto semplice e immediato misurare la durata del sismogramma, la Magnitudo di Durata, dal 1980, è entrata nel novero dei parametri che vengono forniti alla Protezione Civile. Gli altri sono la localizzazione dell'evento e la sua intensità teorica.
Si puo dimostrare che la Magnitudo di un evento sismico è strettamente connessa con l'energia irradiata dall'ipocentro.Una relazione lega la magnitudo sviluppata dal terremoto al logaritmo decimale dell'energia. A partire da questa relazione è possibile ricavare che una variazione 1 in Magnitudo equivale a un incremento di energia di circa 30 volte. In altre parole, l'energia sviluppata da un terremoto di Magnitudo 6 è circa 30 volte maggiore di quella prodotta da uno di Magnitudo 5 e circa 1000 volte maggiore di quella prodotta da un terremoto di Magnitudo 4.

La scala di magnitudo del momento sismico, conosciuta anche con l'acronimo inglese MMS, da moment magnitude scale, nel linguaggio giornalistico spesso chiamata semplicemente magnitudo momento, è utilizzata dai sismologi per misurare le dimensioni dei terremoti in termini di energia liberata. La magnitudo si basa sul momento sismico del terremoto, che è uguale alla rigidità della Terra moltiplicata per il momento medio di spostamento della faglia e la dimensione dell'area dislocata. La scala fu sviluppata negli anni settanta come aggiornamento della scala Richter introdotta negli anni trenta.
Anche se la formulazione è diversa, la nuova scala mantiene un continuum di valori simile a quello della scala Richter. La scala MMS è attualmente diventata il metodo standard per la misura dei moderni terremoti da parte dell'United States Geological Survey.
 
LA DIFFERENZA TRA MAGNITUDO E INTENSITA’
Non bisogna confondere magnitudo e intensità. La scala Richter, che classifica la magnitudo di un sisma, consente di conoscere la quantità di energia liberata dalla scossa e la sua distruttività. Si ottiene misurando l’ampiezza delle oscillazioni del suolo registrate dai sismografi. La scala Mercalli classifica invece l’intensità di un terremoto in base ai suoi effetti visibili sulle costruzioni. La normativa Monti per il risarcimento dei danni conseguenti a un terremoto fa riferimento solo alla scala Mercalli.
Ecco perchè non ha senso la polemica sui dati dell’INGV.

LE RETI DI MONITORAGGIO DI INGV
L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia svolge un servizio di monitoraggio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile dai primi anni '80 basato su una rapida valutazione e informazione di ogni evento sismico.
I terremoti catastrofici avvenuti in passato ci hanno insegnato che un'informazione rapida e precisa è indispensabile affinché possano essere organizzati i primi soccorsi nelle zone colpite.
Per questo l'INGV ha installato soprattutto negli ultimi 10 anni più di 300 stazioni sismiche su tutto il territorio nazionale.

MA CHI E’ L’INGV
Costituito nel 1999, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) raccoglie e valorizza le competenze e le risorse di cinque istituti già operanti nell'ambito delle discipline geofisiche e vulcanologiche: l'Istituto Nazionale di Geofisica; l'Osservatorio Vesuviano; l'Istituto Internazionale di Vulcanologia; l'Istituto di Geochimica dei Fluidi; l'Istituto per la Ricerca sul Rischio Sismico.
L'INGV è nato con l'obiettivo di raccogliere in un unico polo le principali realtà scientifiche nazionali nei settori della geofisica e della vulcanologia. Coopera con numerose università e altre istituzioni di ricerca nazionali e internazionali; è attualmente la più grande istituzione europea nel campo della geofisica e vulcanologia e una delle più grandi nel mondo. Le sedi principali si trovano a Roma, Milano, Bologna, Pisa, Napoli, Catania e Palermo.
La missione principale dell'INGV è il monitoraggio dei fenomeni geofisici nelle due componenti fluida e solida del nostro pianeta. All'INGV è affidata la sorveglianza della sismicità dell'intero territorio nazionale e dell'attività dei vulcani italiani attraverso reti di strumentazione tecnologicamente avanzate, distribuite sul territorio nazionale o concentrate intorno ai vulcani attivi. I segnali acquisiti da tali reti vengono trasmessi in tempo reale alle sale operative di Roma, Napoli e Catania, dove personale specializzato, presente 24 ore su 24, li elabora per ottenere i parametri dell'evento in atto.

FONTI:

  • INGV
  • USGS
  • WIKIPEDIA
  • FOCUS

Il Magazine

Sfoglia l'ultimo numero della rivista Ingenio

Newsletter Ingeio

Seguici su