Concrete Conference: da Crippa, Federbeton, le linee per il rilancio della filiera del cemento

Redazione INCONCRETO 06/12/2017 1612

"Occorre rinnovare le infrastrutture italiane, ne ha bisogno il nostro sistema produttivo e industriale". Con queste parole Sergio Crippa, presidente di Federbeton, ha aperto i lavori della Concrete Conference in Assolombarda, a Milano.

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Concrete Conference è l'iniziativa avviata da Federbeton, per conoscere caratteristiche e valore economico della filiera del cemento e del calcestruzzo, imprese, progettisti, direttori lavori, committenze, oggi 6 dicembre.

E così come ha evidenziato Crippa, "la Concrete Conference si pone come obiettivo quello di far crescere qualitativamente la domanda attraverso un percorso di conoscenza e valorizzazione che aumenti la consapevolezza degli utenti e restituisca così alla filiera quel valore storico che le appartiene".

E tornando al tema dell'infrastrutture, Crippa ha ricordato come 60 anni fa la costruzione dell'Autostrada del Sole costituì l'avvio dell'Italia industriale e sociale, e fu possibile realizzarla grazie al contributo del cemento e del calcestruzzo, l'unico materiale disponibile direttamente su tutto il percorso, un materiale prodotto in loco, che quindi ha contribuito anche a creare lavoro e industrie locali.

Una Industria che oggi "si trova ad affrontare nuovi scenari di mercato che rendono sempre più importante il rispetto delle regole".

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Crippa richiama nel suo discorso l'attenzione che il settore deve porre sui valori e le potenzialità del calcestruzzo nei diversi ambiti di mercato di rispondere alle nuove esigenze di sostenibilità nelle costruzioni, ma anche di sicurezza del territorio, di riduzione dei costi di manutenzione delle opere pubbliche, della legalità, di miglioramento di funzionalità un tempo non conosciute. Per fare questo occorrerà mettere a fuoco quali siano i riferimenti culturali e il modo di fare impresa e mercato alla luce alla luce dei nuovi driver suddetti. Tutto questo comporterà un cambiamento di rotta orientato al recupero di quello spirito del costruire a regola d'arte che ha sempre contradistinto l'imprenditoria italiana.

Dopo l'intervento del Presidente di Federbeton, a parlare di scenari di mercato, prospettive di innovazione e percorsi di qualificazione intervengono durante la Concrete Conference 18 esperti del settore: docenti universitari, progettisti, esperti di economia, architetti, giornalisti, rappresentanti delle imprese della filiera del concrete. 

Gli scenari di mercato

Le stime previsionali sull’economia italiana ci dicono che stiamo crescendo. Già il 2017 segna una ripresa con valori e percentuali interessanti. E nel 2018 si prevede un aumento dell’1,8% del PIL rispetto al 2017. Restano ancora al palo invece le costruzioni. Forse sarà il 2018 l’anno dell’inversione del ciclo. Stando alle stime dell’ANCE, infatti il 2017 dovrebbe segnare la fine della caduta con una crescita degli investimenti in costruzioni di uno 0,2%, mentre l’anno prossimo la ripresa del ciclo dovrebbe assestarsi intorno a un più 1,5% sul 2017 (vedi tabella 1). 

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Ma al di là dei numeri quel che è certo è che il mercato edilizio per effetto della crisi, ma non solo, sta cambiando profondamente.

Del resto il settore del calcestruzzo di fronte a una crisi profonda che ha fortemente ridimensionato il comparto con una perdita di stabilimenti superiore al 30% e una produzione più che dimezzata in questi anni si è caratterizzato soprattutto per elevati investimenti in ambiente e sicurezza portando ad una rapida diminuzione delle emissioni specifiche di polveri, ossidi di azoto e ossidi zolfo. “Negli ultimi 3 anni dal 2014 al 2016 - ricorda il presidente di AITEC, Giacomo Marazzi - l’industria italiana del cemento ha investito, nonostante il protrarsi della crisi, circa 70 milioni di euro. Sui combustibili alternativi abbiamo raggiunto risultati molto rilevanti raggiungendo nel 2016 un tasso di sostituzione calorica del 16,5%. Nel 2009 era al 6%. Ma possiamo e dobbiamo fare di più. Nel resto d’Europa il 40% del calore necessario per produrre il cemento è derivato da combustibili alternativi.”

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Non ha dubbi il presidente di ATECAP Andrea Bolondi “la grande sfida che l’Italia e l’Europa si troveranno ad affrontare nei prossimi decenni è quella di ripensare il nostro modello produttivo nell’ottica della sostenibilità ambientale. La nostra economia deve inevitabilmente passare da un modello “lineare”, che produce, consuma e getta i rifiuti all’ambiente ad una economia “circolare”, che produce, consuma e poi ricicla gli scarti e i prodotti usati. L’industria del calcestruzzo ha tutte le chiavi per soddisfare i caratteri di una nuova edilizia che riduca l’impatto sull’ambiente contenendo l’estrazione di materiali naturali, aumentando il riciclo e le innovazioni creando lavoro e opportunità per le imprese.”

Le criticità vanno cercate soprattutto nel contesto amministrativo e normativo, in una scarsa cultura del confronto e di apertura verso modelli di sviluppo nuovi che necessitano di politiche di incentivazione, di procedure facilitanti e non ostacolanti e da un sistema di controlli efficace e trasparente. Lo evidenzia Silvio Sarno, past president di ATECAP: “il sistema delle costruzioni sembra essere bloccato, le risorse non vengono spese e i cantieri non aprono, la produzione di nuova edilizia è al palo e l’occupazione non riparte dopo la grave perdita di oltre 600 mila unità dall’inizio della crisi. In un simile contesto di mercato sfavorevole l’illegalità uccide il merito e il valore delle imprese sane. Il rispetto delle regole deve essere il presupposto di tutto il sistema Paese e l’osservanza delle leggi e delle norme il basamento del patto di convivenza civile prima ancora che della concorrenza sul mercato.”

Gli interventi tecnici

Il Prof. Giovanni Plizzari, che è intervenuto per CONPAVIPER, nella sua relazione dedicata alle Istruzioni CNR per le Pavimentazioni Industriali, ha evidenziato alcuni aspetti salienti di questo documento e di come abbia rappresentanto un elemento chiave di cambiamento per il settore: innanzitutto che con queste istruzioni finalmente si stabiliscono, in un documento richiamato dalle Norme Tecniche, i requisiti per la progettazione, il controllo e la certificazione di un'opera che solo fino a pochi anni fa venivano semplicemente chiamati "Pavimenti a correre". Plizzari ha anche ricordato come il Calcestruzzo Fibrorinforzato avrà finalmente un suo annesso richiamato nell'eurocodice 2, e che il Consiglio Superiore dei LLPP si è attivato per la produzione e il controllo del FRC.

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Nell'intervento seguente, il Prof. Francesco Biasioli, direttore Generale di ERMCO, ha voluto quindi sottolineare come, anche grazie all'azione fatta da CONPAVIPER, oggi vi sia un settore decisamente più riqualificato con operatori in grado di realizzare pavimentazioni complesse nel rispetto dei più severi requisiti di capitolato. Più difficile sarà ora aggiornare i professionisti su questi temi.

Biasioli ha continuato nel suo intervento ha insistere quindi sul tema della necessità di una grande azione di informazione sociale, e formazione dei professionisti, committenti e imprese. Per esempio sul tema della manutenzione delle infrastrutture. Tema che vale anche per le pavimentazioni in calcestruzzo, su cui occorrerà parlerà anche di sostenibilità sociale ed economica. 

Biasioli ha ricordato come le pavimentazioni stradali in calcestruzzo siano in grado di assicurare per esempio una migliore sicurezza sociale, se non altro per la minore richiesta di interventi di manutenzione. Che si integra con valori di sostenibilità sociale in termini di riduzione del rumore. Sul fronte della sostenibilità ambientale è indubbio il vantaggio di un materiale che comporta minori consumi di risorse fossili e, in galleria, minori risorse in tema di illuminazione. Sul piano della sostenibilità economica vi sono studi dell'Università La Spaienza che evidenziano in termini di LCCA costi decisamente minori. Studi che evidenziano che anche i costi iniziali sono competitivi con soluzioni alternative.

Il prof. Giuseppe Mancini è tornato su un tema toccato invece dal Presidente Crippa: l'esigenza di procedere a una programmata attività di manutenzione delle infrastrutture in calcestruzzo, verificando ove necessario anche la sostituzione delle opere.

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Sul tema della SOSTENIBILITA' tre gli interventi:

> Rss, un nuovo strumento per la sostenibilità, a cura di Marco Borroni di Federbeton

> Calcestruzzo, Cam e Green Public Procurement, a cura di Livio Pascali di Assiad

> Aggregati riciclati e artificiali per il calcestruzzo, a cura di Paolo Barberi di Anpar

 

Sul tema delle normative sono intervenuti:

> Nuove linee guida e norme tecniche costruzioni, a cura di Antonio Lucchese, del C.S.LL.PP.

> La sicurezza nelle forniture di calcestruzzo, a cura di Paolo Schiavone del Ministero Lavoro

Antonio Lucchese ha brevemente raccontato le nuove Linee Guida emanate dal Consiglio Superiore dei LLPP sulla posa e sul controllo del calcestruzzo. Innanzitutto che si è voluto suddividere rispetto al passato il documento di due documenti distinti. In quello sulla posa, oltre a perfezionare i testi già esistenti è stato aggiunto un capitolo sulle pavimentazioni industriali. Per quanto riguarda le Linee Guida sui controlli l'obiettivo è stato quello di dare un supporto di estrema chiarezza su responsabilità e modalità di controlli in fase di contenzioso.

Antonio Lucchese ha evidenziato l'inasprimento di sanzioni penali e amministrative che è stato messo in atto sul mancato rispetto delle norme sulla marcatura CE dei materiali.

Paolo Schiavone ha confermato che il produttore di calcestruzzo non sia tenuto a realizzare il POS per le attività di consegna del calcestruzzo.

 

La Tavola rotonda

Per un confronto sui mutamenti in atto e sulla necessità di un nuovo approccio culturale, per un cambiamento di rotta orientato al «tornare a fare bene», recuperando quello spirito del costruire a regola d’arte che ha sempre contraddistinto l’imprenditoria italiana ed esaltando ancora la capacità di fare del sistema Paese e le visioni che lo hanno fatto grande, durante la Concrete Conference si è tenuta una Tavola rotonda con gli interventi di: 

> Pietro Baratono | Ministero Infrastrutture e Trasporti

> Andrea Bolondi | Atecap

 > Francesco Biasioli | Ermco

> Federica Brancaccio | Federcostruzioni

> Luisa Fontana | Architetto

> Piero Torretta | Uni

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L’architetto Luisa Fontana, attraverso alcuni esempi concreti, ha dimostrato come oggi si possa progettare e realizzare edifici residenziali e non ad elevata capacità di confort e a costi compatibili con le esigenze delle diverse categorie di utenza.

Le ha fatto eco la presidente di Federcostruzioni Federica Brancaccio che ha sottolineato come il tessuto delle imprese di costruzione debba accettare la sfida dell’innovazione assumendo un ruolo da protagonista nella rivoluzione dell’economia circolare guardando alle opportunità offerte da un cambiamento di prospettiva verso soluzioni e modelli costruttivi orientati alla sostenibilità e al comfort.

Francesco Biasioli, Segretario Generale di ERMCO, organismo europeo di settore ha mostrato attraverso esempi internazionali come una sempre maggiore applicazione dell’innovazione tecnologica e nel campo dell’ICT consenta l’individuazione di soluzioni concrete per garantire una qualità costruttiva ma anche una trasparenza dei processi di produzione.

Il presidente di UNI, Piero Torretta, ha evidenziato l’importanza della normativa tecnica quale riferimento fondamentale per il modo in cui si crea nel garantire produttori, imprese e utenti finali. Ad essa appare essenziale guardare se si voglia realmente puntare a un superamento della complessità normativa generale aiutando l’economia e i settori produttivi a crescere secondo logiche di innovazione e di sostenibilità.

Per il provveditore alle opere pubbliche della Lombardia e dell’Emilia Romagna Pietro Baratono anche il settore del calcestruzzo deve adeguarsi ai nuovi modelli che stanno caratterizzando percorsi di industrializzazione dell’intero processo di costruzione, dalla gestione delle commesse alla progettazione, alla realizzazione fino alla gestione dell’immobile una volta finito, in una logica di manutenzione programmata. In questo ambito la scelta di normare l’introduzione del BIM (Building Information Modeling) può costituire per l’industria e il mercato italiano delle costruzioni l’inizio di una nuova era.

Al termine della tavola rotonda ha preso la parola Sergio Crippa per evidenziare che la Federazione si prenderà carico di rappresentare, sulle numerose tematiche trattate durante la conferenza, la filiera del cemento, perchè siano tutelati gli interessi della filiera e al tempo stesso, perche queste aziende sappiano cogliere le opportunità che nascono dall'evoluzione delle costruzioni e dell'industria.