Open data e GIS - Intervista a Dimitri Dello Buono, Resp. Centro di Competenza per la Spatial Data Infrastructure del DPC

Andrea Dari - EDITORE Dimitri Dello Buono - Resp. Centro di Competenza per la Spatial Data Infrastructure del DPC 13/08/2012 5142

AD. Caro Dimitri, grazie al senatore Filippo Bubbico, nel decreto sulla Spending Review, diventato Legge, è inserito un articolo dedicato alla "fruibilità di dati geospaziali acquisiti con risorse pubbliche". L'apertura è grande, anche se non è esplicitamente citato il paradigma OpenData. Speriamo in una applicazione rapida, concreta e soprattutto aperta al riuso secondo le regole dell'Open Data. Perchè questi Open Data sono così importanti ?

DD. Il senatore Bubbico prima di essere Senatore era Presidente della Regione Basilicata dove ha sede l’Istituto CNR dove opero e da tempo parlavamo di Open Data e della necessità di rendere pubblici e fruibili i dati e le informazioni prodotte con i fondi pubblici anche con lui.
La Basilicata ha una lunga esperienza nel settore GeoSpaziale e la cultura dell'uso condiviso del dato viene da lontano e non attecchisce facilmente. Non mi meraviglia affatto che sia stato Filippo Bubbico il primo firmatario dell'emendamento come non mi meraviglia che la nostra esperienza in materia abbia finalmente trovato la giusta sponda in un decreto che intende essere incisivo e risolutivo di vari problemi.

Ho già sentito il Presidente di ISPRA, soggetto istituzionale che ha il mandato di garantire l’attuazione del decreto, il Prof De Bernardinis, a cui mi lega una fraterna amicizia e con cui ho lavorato a stretto contatto durante varie emergenze quando lui era ViceCapo Dipartimento della Protezione Civile.
Lui ha da sempre creduto nell'utilità del dato geospaziale ed è uno dei punti di riferimento nazionale nei vari tavoli europei ed internazionali. Abbiamo desiderato da tempo che accadesse quello che sta accadendo e sono certo che saprà procedere nel modo migliore anche perchè ha sempre impostato le sue azioni nell'ottica del coinvolgimento di tutti, soprattutto degli attori più attivi ed importanti, ascoltandoli e coinvolgendoli nelle scelte e nelle decisioni.
geoSDI, che è il progetto che coordino, è nato insieme a lui ed al Prof. Cuomo, ed oggi è una realtà che Bernardo, per me Chicco, conosce molto bene. Il nostro percorso è un punto di riferimento anche per il mondo militare, che nel decreto è tirato in ballo quando si accenna alla Sicurezza Nazionale con cui stiamo già discutendo per avere da subito una visione completa dei vari aspetti da risolvere.

Utilizzare e riutilizzare i dati e le informazioni geospaziali è di straordinaria importanza in quanto rende immediatamente disponibile la conoscenza del mondo che ci circonda e restituisce utili notizie su cosa accade e soprattutto su come operare. Chi vuole gestire la Res Pubblica non può fare a meno di conoscere fino in fondo cosa accade e questo può avvenire solo se si possono avere i giusti dati e le giuste informazioni da chi opera sul territorio ed ha una visione da tutti i punti di vista. Quindi avere disponibile non solo i dati e le informazioni ma anche le rielaborazioni fatte dai vari soggetti che, pagati con i fondi pubblici, assolvono alle funzioni tecnico istituzionali è un primo passo verso una migliore efficienza, percorso imprescindibile per qualsiasi processo di spending review.

--> il testo integrale dell'intervista è riportate nell'allegato