Progettazione: Imperativo Green Building

Marco Mari - Vicepresidente di GBC Italia Roberta Valli - Redazione INGENIO 13/02/2018 4105

INGENIO propone un'interessante  intervista a Marco Mari, Vicepresidente di GBC Italia, per comprendere meglio il fenomeno del Green Building e le sue implicazioni (opportunità?) economiche e sociali; «costruire verde» coinvolge ovviamente il mercato dei materiali sostenibili e comporta l’utilizzo di particolari strumenti operativi per il progettista, non si tratta semplicemente di un sistema di certificazione ma di un nuovo modo di progettare, costruire e condurre l’edificio.

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Nuovo centro direzionale Lavazza,vincitore GBC Italia Awards 2017 - LEED 

Cerchiamo di capire cosa si intende per Green Building e come si arriva ai Green Building Council

Diciamo innanzi tutto che, negli ultimi decenni, conseguentemente alla sempre maggiore evidenza dei problemi ambientali – inquinamento, scarse risorse idriche, cambiamenti climatici … - la società è rapidamente cambiata e ha sviluppato una nuova consapevolezza nei confronti di tematiche come la sostenibilità, l’innovazione, la qualità, il design.
Considerato che, come affermava Paul Hawken (The HOK Guidebook to Sustainable Design) "Il settore delle costruzioni non è soltanto il più grande settore industriale in termini economici, ma anche in termini di utilizzo di risorse", tale consapevolezza ha generato un incredibile incremento della domanda relativamente alla qualità degli Asset immobiliari e dell’impatto che l’ambiente costruito genera sull’ecosistema ma anche sulla salubrità e sullo stile di vita delle persone; questo ha comportato a livello internazionale un repentino cambio di rotta nella progettazione degli edifici, dei quartieri e addirittura nel modo di intendere l’intera città.
Il tema della qualità degli asset immobiliari, sistemi costosi, complessi e fortemente impattanti, non è più affrontabile con logiche mono dimensionali, dunque il focus non può essere il solo risparmio energetico, ma risulta necessario affrontare il sistema edificio coniugando diversi aspetti: la qualità effettiva del prodotto edilizio viene messa in relazione alle prestazioni ma anche all’impatto sulla sfera ambientale e su quella sociale, in altre parole, risulta necessario affrontare il tema della sostenibilità dell’ambiente costruito quindi di Green Building: edifici progettati, realizzati e gestiti in maniera sostenibile ed efficiente determinando effetti e conseguenze positive non solo sull’ambiente ma anche sul benessere delle persone e la salubrità dei luoghi. 
Il dibattito attorno al Green Building ha portato naturalmente alla nascita, ovunque nel mondo, di Community focalizzate sul tema del raggiungimento della sostenibilità, tra le community più impattanti ed attive ritroviamo i Green Building Council (GBC).

 

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Cosa sono i Green Building Council e come operano?

I Green Building Council sono associazioni not for profit e interpretano un modello inclusivo, possiamo dire unico, nel senso che non rappresentano nessuna singola associazione di categoria ma sono partecipate da tutti i soggetti profit e no profit interessati al mondo dell’ambiente costruito. 
La mission dei GBC è quella di guidare l’intera filiera dell’edilizia nella trasformazione sostenibile dell’ambiente costruito col fine di ottenere uno spazio abitato più salubre, sicuro, confortevole ed efficiente.
A tal fine ai GBC partecipano tutti gli attori della filiera: progettisti, costruttori, produttori, pubbliche amministrazioni, Università, sviluppatori di immobili, facility manager … ragionando non sulla semplice progettazione o costruzione dell’Asset ma sull’intero ciclo di vita interpretando logiche di LCA - life cycle assesment - e di LCC - life cycle costing

I diversi GBC dei diversi paesi si coordinano e si riconoscono in una meta associazione denominata World GBC e operano secondo il principio della sussidiarietà, nel senso che forniscono, sia alla Pubblica Amministrazione che al mercato privato, strumenti concreti ed applicabili per andare nella direzione della sostenibilità collaborando anche con gli enti pubblici e colmando l’eventuale vuoto legislativo mediante azioni di diffusione della cultura della sostenibilità e creando strumenti volontari e di pratica applicazione. 
Non forniscono prodotti o progetti ma regole per realizzare interventi sostenibili e sistemi di misura del livello  di sostenibilità raggiunto da un intervento, sia questo un singolo edificio, un quartiere o una intera città. 

Quindi, sintetizzando, i GBC sono nati con l’obiettivo del raggiungimento della sostenibilità degli asset, un’esigenza sociale che si è conseguentemente trasformata in una domanda del mercato, ma come si misura la qualità/sostenibilità di un Asset immobiliare?

Per dare risposta a questa domanda/esigenza del mercato le Community/GBC hanno generato degli strumenti, i così detti Protocolli Energetico-Ambientali Rating System. 
Questi sono strumenti Olistici, misurano e permettono di apprezzare prestazioni e vantaggi oltre quello del risparmio energetico, tra i quali la salubrità degli ambienti abitati, la valorizzazione della bonifica del terreno (quando necessaria), la riduzione dei consumi di acqua, la gestione dei rifiuti (sia in fase di cantiere che di gestione dell’immobile), l’accessibilità e i trasporti, l’assetto idrogeologico, la biodiversità, la qualità economica e sociale, le logiche di circular economy e di sharing economy e la creazione di nuove professionalità legate al green building.

Il mondo della finanza mostra qualche interesse relativamente alla sostenibilità degli asset immobiliari?

L’attenzione sulla misurabilità, e dunque su tali strumenti, può essere declinata anche come la ricerca di una qualità “certificabile” dell’intervento al fine della mitigazione dei rischi collegati. Tale aspetto è particolarmente chiaro e conosciuto dalla finanza a livello internazionale, la valutazione del rischio collegato alla qualità dell’immobile, non solo la sua localizzazione geografica, è ormai un prerequisito e a tendere non sarà più una questione di nicchia neppure in Italia, ma una condizione indispensabile a richiamare gli investimenti di imprese e famiglie la cui propensione e capacità di spesa sarà sempre più vincolata alla ricerca di investimenti sicuri. Tale evidenza si impone sopratutto in relazione alla rigenerazione urbana e territoriale, ambito dove l’azione congiunta di pubblico e privato può sviluppare vantaggi economici e sociali rilevanti. Sopratutto per l’Italia il tema degli “rigenerazione degli edifici” è di cruciale importanza. Se consideriamo la composizione del patrimonio edilizio italiano, è interessante notare come circa il 30% del parco immobiliare italiano è stato costruito prima del 1945 e costituisce un’area particolare di interesse in relazione sia ad interventi di sostenibilità, sia di restauro e conservazione, interessando dunque un grande patrimonio storico-culturale peculiarità propria del nostro Paese. Molto si sta muovendo anche in Italia, ad esempio collaboriamo a livello italiano con un gruppo di lavoro europeo sotto egida World GBC denominato “Piano d’azione sui mutui per l’efficienza energetica" si tratta di un progetto innovativo che mira a stabilire un approccio comune europeo per valutare, finanziare e premiare i mutui verdi, allo scopo di incrementare l’impiego della finanza privata nell’incentivare il mercato dell’edilizia green per raggiungere gli obiettivi climatici europei.

Evidentemente, considerando che nel mondo ci sono più di 100 GBC, la domanda di sostenibilità del mercato è decisamente importante, se ne può misurare in qualche modo l’entità?

L’entità della domanda è misurabile in funzione dei numerosi edifici che attualmente si stanno costruendo nel mondo seguendo i protocolli di Green Building, i dati sono decisamente rilevanti, a livello internazionale si tratta di oltre 3 miliardi di mq di edifici sostenibili per oltre un triliardo di dollari.
C’è inoltre un’ampia letteratura (analisi e ricerche UNEP, World GBC, Mcgraw-Hill Construction, Dodge Data and Analitics, per citarne alcuni) che evidenzia come questa nicchia di mercato raddoppi ogni tre anni e sia un motore di innovazione e mercato per l’intera filiera, ad esempio in europa il mercato di materiali, prodotti e sistemi che seguono i dettami dell’edilizia sostenibile in continua crescita. 

Quali sono i protocolli ambientali più diffusi? Vengono adottati dalle Pubbliche Amministrazioni?

I protocolli più diffusi internazionalmente e praticamente riconosciuti ovunque nel mondo sono i LEED (Leadership in Energy & Environmental Design) sviluppati negli Stati Uniti a partire dal 1993 da U.S. Green Building Council (USGBC) e i BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method) il metodo di certificazione ambientale degli edifici lanciato nel 1990 dal BRE (Building Research Establishment) del Regno Unito.
Ce ne sono ovviamente altri a livello delle singole nazioni, ad esempio in Germania oltre agli internazionali si utilizzano i DGNB, in Francia gli HQE, negli Emirati gli ESTIDAMA. In Italia oltre ai più diffusi LEED, recentemente si stanno diffondendo i protocolli generati dalla Associazione GBC Italia (coerenti e conformi ai Protocolli LEED), ma anche i BREEAM seppure in maniera particolarmente più contenuta.

Il discorso sulle pubbliche amministrazioni, alcune delle quali hanno già iniziato ad utilizzare e promuovere l’uso dei protocolli energetico-ambientali - come la Provincia di Trento e più recentemente la Regione Emilia Romagna - è più complesso e meriterebbe un approfondimento dedicato. Di fatto sotto la pressione delle recenti direttive europee che esortano gli attori istituzionali a definire politiche e pratiche di Green Public Procurement, l’Italia con il Piano Di Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PANGPP) ed i recenti Criteri Ambientali Minimi per l’Edilizia (CAM Edilizia) ha fatto passi avanti incredibili da un punto di vista normativo. Ci aspettiamo comunque un forte impulso, considerato che l’obiettivo comunitario sul GPP era fissato al 50% degli acquisti e che da recenti stime, ad oggi non siamo neppure al 10%, abbiamo molto da fare, ma come dicevo, la attuale normativa a seguito anche della recente rivisitazione del Codice sugli Appalti genera nuovi ed interessanti scenari nella Filiera Edilizia. 

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Nuovo centro direzionale Lavazza,vincitore GBC Italia Awards 2017 - LEED 

Parliamo un po’ più diffusamente del caso italiano …

L’Italia costituisce un naturale banco di prova per quanto riguarda la capacità di raccogliere le sfide dell’edilizia sostenibile. Nel settore edilizio nostrano ancora oggi la quantità fa premio alla qualità, da un lato abbiamo un territorio tradizionalmente “sfruttato” più che pianificato, un patrimonio paesaggistico, naturalistico, culturale ed artistico che, nonostante tutto, continua a rappresentare un asset di primaria importanza a livello mondiale; dall’altro lato possediamo anche una tradizione architettonica, ingegneristica e costruttiva incredibili che affondano le radici nella storia antica e sono a mio avviso in grado di affrontare le nuove sfide, un tessuto economico e produttivo che, nonostante la lunga crisi, vede tuttora la presenza di esperienze pilota e di casi di eccellenza. 
Su tale tessuto si è fondata la straordinaria esperienza del Green Building Council Italia. Grazie a un accordo di partenariato con USGBC, GBC Italia ha adattato alla realtà italiana ed europea e promosso il sistema di certificazione indipendente LEED i cui parametri stabiliscono precisi criteri di progettazione e realizzazione di edifici salubri, energeticamente efficienti e a impatto ambientale contenuto.

Oltre ad aver regionalizzato e creato le condizioni per applicare i protocolli LEED in Europa e in Italia, GBC Italia ha realizzato dei protocolli nazionali specifici: GBC HOME per il residenziale, GBC Quartieri per la scala urbana e GBC Condomini (quest’ultimo in fase ultimazione).
Relativamente ai Protocolli, il maggior contributo di GBC Italia alla Community del Green Building internazionale è quello di aver creato uno strumento che non esiste in nessun altra parte del mondo: il GBC Historic Building per il restauro e la riqualificazione sostenibile degli edifici storici.
Evidentemente è uno strumento che nasce dall’esigenza tipicamente italiana di riqualificare e ristrutturare un ampio parco di edifici storici ed è legato al vasto patrimonio di conoscenze proprie del mondo del restauro, nel quale l’Italia vanta una consolidata reputazione e ricopre ruoli di eccellenza. GBC HB coniuga il valore testimoniale, storico degli edifici con i temi di sostenibilità quindi consumo energetico, gestione dell’acqua impatto dell’edificio sul contesto esterno ...
GBC Historic Building è un protocollo di certificazione volontaria del livello di sostenibilità degli interventi di conservazione, riqualificazione, recupero e integrazione di edifici storici con diverse destinazioni d’uso.
GBC HB si applica agli edifici storici che costituiscono “testimonianza materiale avente valore di ciIviltà”.  Gli edifici che possono rientrare nell’ambito di applicazione del protocollo devono essere antecedenti al periodo di industrializzazione edilizia che convenzionalmente in Europa parte dal 1945.
Possiamo dichiarare senza modestia che il protocollo energetico-ambientale GBC Historic Building rappresenta un incredibile riferimento nazionale per esportare a livello internazionale quanto di meglio esprime la cultura del progetto e della costruzione italiana
Infine, tra i maggiori contributi di GBC Italia alla trasformazione Edilizia nel nostro Paese è necessario citare la collaborazione attiva in seno al MATTM nel gruppo di lavoro che ha realizzato i Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia, azione cui mi onoro di avere personalmente coordinato e partecipato e che sono certo produrrà importanti effetti nel prossimo futuro. 

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Energy Park, Vimercate - LEED Platinum

Quindi l’Italia come Community è molto attiva sia in relazione alla diffusione dei protocolli LEED che alla creazione di protocolli specifici, ma dal punto di vista del mercato, che all’estero è in forte crescita, in Italia  c’è domanda di Green Buildings? I committenti  e gli acquirenti sono sensibili al tema?

Nel settore delle costruzioni stiamo assistendo anche in Italia ad una forte crescita di consapevolezza dell’importanza del “costruire sostenibile” soprattutto in ambito privato, ma a breve grazie ai CAM Edilizia anche in ambito pubblico.
Diciamo che ad oggi i territori propulsori del trend del costruire sostenibile sono fondamentalmente la Lombardia, con Milano in testa e la provincia di Trento.
Milano ha puntato ormai da diversi anni allo sviluppo di una città nuova e sostenibile, pensiamo ad esempio a Porta Nuova, City Life, Energy Park, e anche per questo è stata in grado di attrarre investitori internazionali che “investono  solo se ci sono garanzie” se cioè, nel caso degli immobili, si costruisce con elevati criteri qualitativi descritti dai protocolli energetico ambientali riconosciuti a livello internazionale e applicati progettare e realizzare le opere, ma anche e sopratutto certificati da organismi autorevoli come GBCI (Green Business Certification Inc) nel caso dei protocolli LEED, o GBC Italia nel caso dei protocolli italiani.
L’altro caposaldo per la diffusione del “costruire sostenibile” è sicuramente la provincia autonoma di Trento dove i temi della sostenibilità e della protezione dell’ambiente naturale sono da sempre radicati e sentiti consentendo quasi spontaneamente alla Community di nascere e svilupparsi.
GBC Italia viene difatti costituita nel gennaio 2008 proprio su iniziativa della Provincia Autonoma di Trento e, in particolare, si è basata sulla intuizione e sulla incredibile visione strategica di Mario Zoccatelli, fondatore e primo presidente di GBC Italia con cui mi onoro di aver collaborato per molto tempo.
Tornando al focus sul mercato vorrei sottolineare come lavorare sul tema della riqualificazione edilizia con questi protocolli significhi veramente coinvolgere in modo inclusivo l’intera filiera: un edificio sostenibile con un sistema di rating misurato richiede materiali, prodotti e sistemi che a loro volta siano sostenibili. Questo genera un mercato molto forte che, non a caso, è stato proprio uno dei primi settori legati alle costruzioni a ripartire in Italia collegandosi già da tempo alla spinta internazionale del Green Building.
In Europa il mercato che ruota attorno ai Green Products  afferenti all’edilizia sostenibile, ovvero a quei prodotti che offrono caratteristiche ambientali richieste dai protocolli che certificano l’edificio, ha superato i 46 miliardi di euro nel 2015: è veramente lecito affermare che oggi la sostenibilità costituisce il primo driver di innovazione, rinnovamento e propulsione dell’edilizia.

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Le scuderie della Rocca di Sant’Apollinare, Perugia - Primo edificio certificato GBC Historic Building in Italia Livello ORO

In questo mercato sempre più internazionale quale ruolo e opportunità ha l’Italia nell’ambito dei Green Buildings?

L’Italia può giocare un ruolo di leadership, ma molti passi rimangono ancora da fare. 
Prendendo spunto da quanto previsto all’art. 4 della Direttiva 27/2012 (definizione e aggiornamento di un Piano nazionale per la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano), GBC Italia rappresenta un “Laboratorio nazionale” che, attraverso un percorso inclusivo e partecipato rivolto a tutti i soggetti interessati, è in grado di mobilitare competenze ed esperienze per elaborare una proposta ampiamente discussa e condivisa su come attuare il necessario cambiamento culturale della filiera delle costruzioni in direzione della sostenibilità.

Un piano nazionale per la riqualificazione edilizia e urbana non può infatti essere concepito come un semplice dispositivo amministrativo accompagnato da qualche incentivo finanziario. 

In tal senso, riteniamo la sostenibilità come una visione d’insieme dell’economia e del vivere anche e sopratutto nelle aree del centro Italia recentemente funestate dal terremoto; per quanto riguarda l’edilizia, è una prospettiva di medio‐ lungo periodo che coinvolge la cultura dei cittadini e degli operatori, i sistemi tecnici, quelli produttivi, quelli economici e finanziari, nonché leggi, regolamentazioni, ruoli delle istituzioni.


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Marco Mari è laureato in ingegneria con master in sistemi di gestione della qualità. Ha una ventennale esperienza nei temi della sostenibilità e della certificazione dell’Edilizia Sostenibile e dei Prodotti.
Opera a livello nazionale e internazionale con importanti organizzazioni tra le quali Bureau Veritas; Green Building Council Italia come Vice Presidente; Fondazione Montagne Italia, quale Membro del Comitato Scientifico; Federesco International Partnership come Executive Board Member; Camera di Commercio Italiana in Cina (CICC) come Vice Coordinatore dell’Energy and Environmental Protection Working Group (EEWPG); SAIE Innovation come Scientific Committee Member.
È attualmente Socio e Presidente dell’Advisory Board di Ongreening.com, la Piattaforma internazionale per i professionisti dell’edilizia sostenibile.