Regolarizzazione, sanatoria, condono, ... del patrimonio esistente, poi il sisma bonus partirà

17/02/2018 7366

Il mondo delle professioni deve avere il coraggio di uscire dalla polemica populista della dialettica politica ed esprimere quelle considerazioni che sono necessarie all’ammodernamento, efficientamento e riqualificazione del nostro Paese.

Uno dei temi su cui è urgente una posizione è quello della “legittimazione dei fabbricati”, o meglio della regolarizzazione/sanatoria delle difformità tra lo stato di fatto e quanto riportato sugli atti legittimativi dello stesso.

Perchè occorre una REGOLARIZZAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE

Vogliamo raccontare un caso reale, che siamo certi trova riscontro in tutto il territorio italiano e al quale i tecnici liberi professionisti devono cercare di dare risposta professionale.

Persona stimatissima, negli anni “60-70” decide di realizzare un piccolo fabbricato.

Va dal suo tecnico di fiducia e lo incarica di redarre un progetto sul terreno di proprietà e  lo accompagna a vedere il sito. Il professionista con la sua canna metrica e/o fettuccia (se tecnologicamente più avanzato) effettua il rilievo. Con il rilievo (possiamo già chiamarlo così ?) va in comune e prende le informazioni necessarie. Redige il suo progetto a riga e squadra (se tecnologicamente più avanzato usando il tecnigrafo) e a matita produce il suo elaborato - con pochissime misure riportate -  da allegare alla  domanda in carta da bollo. 

Il tecnico comunale verifica il progetto e la commissione edilizia lo approva.

Il “muratore” e le sue maestranze danno corso alla costruzione, il tecnico redige le varianti del caso con le stesse modalità - e strumenti - seguite per la progettazione iniziale e poi richiede l’abitabilità che viene rilasciata, come risulterà dai verbali del tempo, redatti dai funzionari preposti, realizzato con difformità sia interne che ai prospetti che al posizionamento  etcc.. Abitabilità rilasciata.

Fabbricato ultimato, documenti a posto (per il tempo) visto il Boom economico e la voglia (aime’ ora con IMU e tassazioni venuta a mancare) di avere una seconda casa di vacanza in una località turistica l’ acquisto della vita fatto da altra stimatissima persona. L’ immobile non viene modificato nel tempo, la proprietà passa per successione agli eredi e agli eredi degli eredi senza mai avere avuto modificazioni edilizio neanche a livello di manutenzione ordinaria.

Un edificio “regolare”, con i documenti a posto, ma ...

Gli attuali proprietari decidono di cedere la loro proprietà e alla luce della  documentazione in loro possesso, progetti precedenti abitabilità etcc. Sottoscrivono un compromesso di vendita.

Vanno dal notaio scelto dalle parti e lo stesso li informa della necessità di dotarsi di una serie infinita di documenti tra i quali una certificazione redatta da un tecnico abilitato attestante la conformità dell’ immobile.

I venditori, non poco sorpresi, visto che avevano tutta la documentazione a disposizione incaricano un professionista che sulla base della loro documentazione e di tutta quella reperibile presso le pubbliche amministrazioni e uffici AUSL, come un novello Detective specializzato in edilizia, effettua il sopralluogo con misuratore laser e con tutta la pressione della responsabilità determinata dall’ incarico che lo porta – come necessario  – a evidenziare anche la più piccola discresia, redige il certificato di conformità edilizia e catastale, che chiaramente non può che rappresentare le incongruenze tra i progetti legittimati e lo stato di fatto.

Edificio abusivo: stiamo parlando di centimetri, non di nuovi vani 

Si blocca la vendita, gli attuali proprietari incaricano il tecnico di verificare la possibilità di regolarizzare tali difformità ed inizia una peregrinazione che dura anni con un confronto costante con gli uffici pubblici, che ora esaminano la pratica con il microscopio, con le interpretazioni e con tutto ciò che rende più facile progettare e realizzare il ponte sullo stretto di Messina che portare a casa il risultato.

Nel migliore dei casi gli acquirenti si accontentano di chiudere il tutto con il versamento del doppio della caparra.

Perchè occorre una sanatoria edilizia sulle piccole difformità

Perchè la stessa storia vale anche per coloro che volessero dare corso a qualsiasi tipo di intervento, visto che la Legislazione consente la realizzazione di opere edili eccedenti la Manutenzione Ordinaria, solo sui fabbricati legittimati.

Tutto questo per dimostrare come se non si prende atto della necessità di arrivare a quello che viene definito da molti tecnici come “l’ anno zero” cioè il momento nel quale tutti prendono coscienza del problema  e che senza che vi sia un provvedimento legislativo nazionale, serio e praticabile, che possibilmente non venga poi dalle regioni modificato a seconda delle sensibilità di ciascuno, il nostro patrimonio edilizio non potrà mai essere oggetto di quella auspicata riqualificazione urbana e aggiornamento ai fini della qualità della vita e della sicurezza sismica.

Non a caso il Sisam Bonus sta ancora incontrando tanti problemi nell’applicazione.

Un Saluto e alla Prossima e se volete scriveteci, INGENIO è desiderosa di raccontare altri casi di burocrazia edile.