Studio della dinamica di collasso implosivo di un deposito automatizzato in acciaio tramite FSE

Utilizzo della soluzione alternativa alla strategia antincendio S.2 Resistenza al Fuoco con la Fire Engineering

Il DM 3 agosto 2015, meglio noto come codice di prevenzione incendi sta rivoluzionando il modo di progettare. Questo decreto è ufficialmente diventato il primo sponsor dell’approccio ingegneristico in Italia, inizialmente con le attività non normate verticalmente e man mano con quelle dotate di regola tecnica verticale. Le soluzioni alternative che si possono adottare per ogni strategia antincendio rendono l’efficacia della Fire Safety Engineering sempre più evidente, e sempre più il cliente finale ha la sensazione di sostenere spese utili ad innalzare la sicurezza, avendo modo di valutare gli effetti di tutto quello che si progetta.

In questo articolo sarà illustrato lo studio del comportamento sotto l’azione dell’incendio di un magazzino automatizzato a mensole progettato per lo stivaggio di cassette.

L’opera è realizzata attraverso l’utilizzo di profili sagomati a freddo e bullonati ed è costituita da 44 livelli di carico. La struttura di base è costituita dalle spalle che rappresentano l’elemento portante e dalle mensole che, disposte trasversalmente, costituiscono i piani di carico sui quali vengono stoccate le casse. Sono inoltre presenti dei collegamenti longitudinali intermedi che connettono le spalle in direzione longitudinale, ad opportuni interassi. Si individuano due corridoi di larghezza 1.730 m tra i montanti delle spalle; sono quindi presenti due blocchi composti ciascuno da due scaffalature mono-fronti. Longitudinalmente è caratterizzato da 56 campate di carico e da torri di controvento in testata destra. All’estremità sinistra è presente una testata realizzata mediante spalle sostenute da portali. Il magazzino, trasversalmente, è composto da una serie di tralicci denominati spalle, realizzate da montanti, traversi e diagonali bullonati ai montanti. Le spalle sono collegate superiormente tra loro da collegamento trasversale oppure dalla briglia inferiore della capriata.

Utilizzo della soluzione alternativa alla strategia antincendio S.2 Resistenza al Fuoco con la Fire Engineering
Utilizzo della soluzione alternativa alla strategia antincendio S.2 Resistenza al Fuoco con la Fire Engineering

La struttura metallica è prevista presso Pove del Grappa e si trova in fossa: in particolare, il suo il punto 0,00 si trova a circa -9,20 m dal p.c.

Tutte le strutture in elevazione sono metalliche e sono protette mediante zincatura; è previsto l’impiego di profilati a caldo e a freddo.

Il progetto antincendio è stato definito utilizzando il Codice di Prevenzione Incendi (RTO), ed in particolare è stata applicata la soluzione alternativa in merito alla strategia S2 analizzando, oltre che la resistenza, la deformata della struttura al fine di poter escludere fenomeni di collasso diversi da quelli implosivi. Lo studio del meccanismo di collasso di una struttura come conseguenza dell’incendio, e in particolare la ricerca di un collasso implosivo, è l’ultima misura di protezione passiva la quale entra in gioco solo in caso di fallimento di tutte le altre; nel caso in esame si fa riferimento allo scenario di incendio di progetto caratterizzato dal fallimento dell’attivazione dell’impianto di soppressione INERT55.

LE FASI DELLA PROGETTAZIONE

L’applicazione del Codice e le strategie antincendio

Valutazione del rischio

Come noto, il DM 3 agosto 2015 possiede una struttura estremamente flessibile e prestazionale in fase di progettazione, la metodologia prevede infatti la valutazione del rischio incendio, che oltre alla classica parte qualitativa, deve essere tradotta e riassunta in tre paramenti fondamentali, Rvita, Rbeni ed Rambiente.  Individuatati tali parametri, questi accompagnano tutta la progettazione in quanto sono fondamentali nell’attribuire i livelli di prestazione minimi richiesti alle singole strategie antincendio adottate. 

La struttura semi-prestazionale delle soluzioni conformi del Codice, permette di applicare le strategie antincendio in modo calibrato sul reale rischio incendio dell’attività, ma in alcuni casi non sufficientemente personalizzate. È qui che entrano in gioco le soluzioni alternative, nel nostro caso quelle che prevedono l’applicazione dell’Ingegneria Antincendio (Fire Safety Engineering). 

Il deposito in oggetto è stato inquadrato con Rvita: A3 in quanto essendo attività lavorativa non aperta al pubblico, gli occupanti presenti sono in stato di veglia e hanno familiarità con l’edificio e il rateo di crescita, in funzione della tipologia di materiale contenuto e dell’altezza di impilamento può essere individuato come di tipo rapido, Rbeni: 1 in quanto non risulta essere un edificio né vincolato e né di tipo strategico, ed Rambiente: si è ritenuto mitigabile dall’applicazione di tutte le strategie antincendio individuate dal Codice.

Soluzioni alternative

Il Codice prevede che per qualsiasi Strategia antincendio possano essere applicate soluzioni alternative, ed in questo caso viene chiesto al progettista di dimostrare il raggiungimento del collegato livello di prestazione, impiegando uno dei metodi di progettazione della sicurezza antincendio ammessi per ciascuna misura antincendio tra quelli individuati. In questo caso come metodo, si applica l’Ingegneria della sicurezza antincendio secondo procedure, ipotesi e limiti indicati nel Codice stesso, in particolare nei capitoli M.1, M.2 e M.3, e secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

Al deposito è stata applicata la soluzione alternativa per la Strategia S.2 Resistenza al Fuoco.

 

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