Regolamento edilizio unico: dentro anche la Basilicata. Siamo a 12 regioni

Matteo Peppucci - INGENIO 11/06/2018 1413

Regolamento edilizio tipo (RET): la Basilicata è la dodicesima Regione ad avere recepito l'Intesa dopo Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Puglia, Veneto, Piemonte e Abruzzo, Marche e Toscana

La Regione Basilicata ha adottato ufficialmente il Regolamento edilizio unico (o tipo): la Giunta regionale ha infatti recepito l'Intesa della Conferenza Unificata del 20 ottobre 2016 con la Deliberazione n. 471 del 31 maggio 2018.

In virtù del recepimento, sono stati approvati, quali allegati: lo schema di regolamento edilizio tipo; il quadro delle definizioni uniformi; la ricognizione delle disposizioni incidenti sugli usi e le trasformazioni del territorio e sull’attività edilizia, integrata con la normativa regionale. Dettata anche la norma transitoria in attesa degli adempimenti comunali. 

Nello specifico, il Regolamento Edilizio Tipo definisce in modo uniforme parametri come la superficie utile, l’altezza dei fabbricati, ecc. che d’ora in avanti saranno uguali per tutti.

I Comuni, infatti, dovranno entro centottanta giorni dalla pubblicazione sul Bur della Dgr adeguare i propri regolamenti edilizi allo schema di regolamento tipo ed ai relativi allegati, in quanto prescrittivi

Ai sensi dell'articolo 2, comma 3, dell'Intesa, ove i Comuni non provvedano nei centottanta giorni dalla pubblicazione della Deliberazione, le definizioni uniformi e le disposizioni sovraordinate in materia edilizia trovano diretta applicazione, prevalendo sulle disposizioni comunali con esse incompatibili.

Regolamento edilizio tipo: il punto

Ricordiamo in primis che le 42 definizioni uniformi (contenute nell'Allegato A al regolamento), trattano in pratica tutte quelle comuni, dalla “superficie netta alla “superficie utile”, dal “soppalco” alla “sagoma”, oppure anche solo “l’altezza dell'edificio”.

L'Allegato B elenca invece 118 norme statali che hanno un impatto sull'edilizia: nel nuovo regolamento comunale, in ogni caso, qualsiasi norma statale viene richiamata esclusivamente attraverso il rinvio all'Allegato B. Il regolamento edilizio tipo si articola pertanto in due parti:

  • Principi generali e disciplina generale dell'attività edilizia;
  • Disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia.

Tra i principi generali, sono compresi la definizione dei parametri urbanistici ed edilizi, la definizione degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso, le procedure da seguire per ottenere e depositare i titoli abilitativi, la modulistica unificata completa di elaborati da allegare, i requisiti generali delle opere edilizie, cioè limiti di altezza, densità e distanze tra edifici, le regole per gli immobili vincolati.

Le disposizioni regolamentari comunali contengono invece le procedure interne, le norme su qualità, sostenibilità e requisiti tecnici complementari. In ogni caso, gli da perseguire riguardano semplificazione, igiene pubblica, estetica, incremento della sostenibilità ambientale, superamento delle barriere architettoniche e riqualificazione urbana.

Tempistiche e recepimento (tempistiche originarie)

Le Regioni avevano 180 giorni (termine massimo, scadenza 18 aprile 2017) per adeguarsi al regolamento: in caso di recepimento, il comune è a sua volta obbligato ad adottarlo entro i successivi 180 giorni. In assenza di recepimento ufficiale, scaduti i 180 giorni, le definizioni uniformi e le norme sovraordinate (statali e regionali) “trovano diretta applicazione”.

Se invece le regioni non si adeguano entro la scadenza - ma non sono previste sanzioni - il comune può recepire il regolamento ma non è obbligato a farlo. E, in ogni caso, Il recepimento delle definizioni uniformi non comporta la modifica degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dal piano comunale vigente.

Regolamento edilizio tipo: la situazione aggiornata

Siamo, in totale, a 12 regioni entrate nel 'club', tra l'aprile 2017 e il maggio 2018. Oltre alla Toscana, hanno recepito infatti la normativa l'Abruzzo (dicembre 2017), la Campania (maggio 2017), la Calabria (dicembre 2017), l'Emilia-Romagna (giugno 2017), il Lazio (maggio 2017), la Liguria (aprile 2017), le Marche (maggio 2018), la Puglia (aprile 2017), il Piemonte (novembre 2017), il Veneto (novembre 2017) e la Toscana (maggio 2018)

I documenti utili