Rocchi (Ordine Architetti di Roma): "Qualità, legalità e semplificazione le nostre parole d’ordine"

Mercoledì 4 luglio alle 15 si terrà all’Acquario Romano (Piazza Manfredo Fanti 47), sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, la conferenza nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori con la presentazione dei documenti congressuali in vista dell’VIII° Congresso del CNAPPC (5-7 luglio Auditorium Parco della Musica) e la cerimonia inaugurale dell’assise, alle 19.00.
 
 
I dati emersi dall’ultima analisi dell’albo unico del Cnappc fotografano la realtà della provincia di Roma, che è quella con il maggior numero di architetti: 18.130 iscritti. Numeri importanti che certificano la vivacità e la consistenza dell’ordine, il più grande, numericamente, d’Europa”. Lo dichiara Christian Rocchi, vice presidente dell’OAR. “Il nostro primo obiettivo è la salvaguardia del bene comune anche in considerazione del ruolo di garanzia sociale che abbiamo in quanto architetti: il professionista deve agire infatti in scienza e coscienza nell’interesse e a tutela del Paese e della cittadinanza. Abbiamo l’obbligo di promuovere la qualità dell’architettura, emancipandoci dalla questione economica, percorso certo non agevolato dall’abolizione dei minimi tariffari, puntando sempre sulla qualità del progetto. Risulta fondamentale che la competizione tra professionisti sia una competizione basata esclusivamente sulla qualità dei servizi offerti e non sulla possibilità di ridurre i tempi burocratici. Anche in quest’ottica, nasce la commissione Ciclope, istituita dall’OAR e presentata in occasione della seconda tappa romana di avvicinamento al congresso del CNA, “Cultura e legalità”, con l’intento di dare un contributo all’amministrazione in termini di sussidiarietà, fornendo un parere, in attesa dei regolamenti di attuazione della legge, facoltativo e non vincolante sui procedimenti edilizi che gli architetti regolarmente iscritti all’Ordine intendono presentare. Le parole d’ordine sono dunque qualità, legalità e semplificazione. E’ questo il contesto nel quale puó e deve operare l’architetto, in ottemperanza anche alle indicazioni precise espresse dalla nostra Costituzione (art.4,9 e 41)”, conclude.