Amianto: negli Usa ora consentito l’impiego in edilizia

12/08/2018 4517

La decisione dell’Epa, l'Agenzia di protezione ambientale, è stata presa e pubblicata: è stato reso di nuovo legale l’utilizzo dell’amianto nei materiali per l’edilizia.

L’impiego dell’amianto negli Usa è proibito dal 1989, così come in quasi tutti i Paesi del mondo. Secondo l'Associazione per le malattie legate all'amianto (Adao) ogni anno solo negli Stati Uniti sono 40 mila le persone che muoiono a causa di malattie riconducibili all'amianto.

Decisione che nasce dal presidente Trump, che ha sempre sostenuto di non credere che l’amianto non possa essere usato in assoluto, ma ci debba essere un limite minimo.

«Il bando all’amianto voluto dalla malavita». In un libro del 1997, Art of Comeback, afferma testualmente che «il bando all’amianto è una cospirazione guidata dalla malavita, in quanto le società che effettuano la rimozione dell’amianto sono spesso legate alla malavita».

L’Epa afferma che a partire da agosto non farà più controlli sull’amianto nell’ambiente, al contrario di quanto riaffermato nel 2016 sotto l’amministrazione Obama in cui si confermava che l’amianto era una delle dieci sostanze pericolose da tenere costantemente monitorate.

Che cosa è l'Amianto e quali danni provoca

“Amianto” (dal greco ἀμίαντος, «incorruttibile») è il lemma col quale si indicano due gruppi di minerali: gli inosilicati ed i filosilicati. Essi sono accomunati dalla caratteristica composizione fibrosa. Una fibra di amianto è 1300 volte più sottile di un capello umano.

Gli USA consentono uso Amianto in ediliziaPer tutto il mondo - tranne gli USa quindi - le fibre di amianto, se inalate od ingerite, sono dannose per la salute umana. Le fibre di amianto inalate possono provocare principalmente l'asbestosi (una fibrosi estensiva non tumorale del polmone), il carcinoma (tumore del polmone), ed il mesotelioma (tumore del mesotelio). Il mesotelioma è una neoplasia del mesotelio, che è la membrana che riveste alcuni organi, ed a seconda dell’organo rivestito prende il nome di pericardio pleura o peritoneo. Il mesotelioma pleurico, ovvero il tumore della pleura (membrana che avvolge ciascun polmone) è uno dei tumori più frequentemente causati dall’inalazione di fibre di amianto. 

Studi condotti dall’istituto superiore di Sanità rivelano che nel 69% dei casi il mesotelioma pleurico è causato dallo svolgimento di particolari attività lavorative. 

E’ significativo che il maggior numero di casi di morte per mesotelioma pleurico sia stato registrato nei comuni italiani in cui è sviluppata l’industria cantieristica (Monfalcone, Genova, La Spezia, Taranto: cfr. Iavarone, Mortalità precoce per tumore maligno della pleura come indicatore di esposizione ambientale ad amianto.

Sul discorso del limite minimo va osservato - da quello che abbiamo trovato sul sito del ministero della salute - comunità scientifica non è affatto unanime quando si tratta di stabilire se l’asbestosi sia “dose-indipendente” o “dose-dipendente”: vale a dire se sia la prima inalazione a provocare la malattia, mentre le successive sono irrilevanti; oppure se le inalazioni successive alla prima accelerino o aggravino il processo patologico.

L’insorgenza del mesotelioma si divide infatti in due fasi: quella della iniziazione, in cui il DNA si trasforma; e quella della promozione, in cui le cellule trasformate iniziano a proliferare in modo patologico.

Ma mentre è certo che l’amianto sia responsabile della iniziazione, si discute se esso sia anche causa della promozione.

Secondo un primo orientamento, il mesotelioma pleurico è “dose-dipendente” (ovvero “dose-risposta” o “dose-correlato”). Ciò vuol dire che più si resta esposti all’amianto, più aumenta il rischio di ammalarsi, e più si riduce il periodo di latenza.

Secondo un diverso orientamento, invece, il mesotelioma pleurico è un tumore “dose-indipendente”: ciò vuol dire che una volta inalate per la prima volta fibre di amianto (anche per poco tempo), ed innescato il meccanismo eziopatogenetico, tutte le esposizioni successive sono eziologicamente irrilevanti, perché “causa” in senso clinico della malattia fu solo la prima esposizione alle fibre.