Il Dizionario della Digitalizzazione: L come Linguaggio della digitalizzazione

INGENIO  lancia la rubrica "Il Dizionario della Digitalizzazione" a cura di Simone Garagnani, si tratta di brevi articoli con l’obiettivo di riflettere o di approfondire o ancora di guardare da un punto di vista diverso  termini ormai entrati nel linguaggio corrente e che a volte si utilizzano senza valutarne il reale significato.

L come Linguaggio della digitalizzazione

Notoriamente il linguaggio è la facoltà umana di esprimere e comunicare concetti attraverso regole sintattiche e grammaticali, in forma scritta o parlata. L’avvento delle piattaforme digitali ne ha tuttavia introdotto mutazioni considerevoli, favorendo la genesi di neologismi nelle diverse lingue, suscitando il timore della scomparsa di idiomio spingendo all’utilizzo di linguaggi standardizzati.
La lingua inglese, ad esempio, è stata eletta a riferimento per la condivisione globale di informazioni o la programmazione di software, a loro volta compilati a partire da una moltitudine frastagliata di codici e dialetti informatici più o meno comprensibili ai non esperti. Quest’ultimo caso rappresenta una caratteristica importante nell’evoluzione del linguaggio digitale, introducendo necessità e potenziali nuovi: il contenuto gestibile può non essere più intelligibile solo alla percezione umana, ora può essere esteso alla macchina tramite un linguaggio condiviso.

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Dati elaborati da altri dati raccolti in precedenza (seguendo principi di auto-apprendimento), informazioni aggregate e analizzate secondo regole matematiche precise, simulazioni di scenari possibili a partire da variabili iniziali sono solamente alcuni degli usi che stanno alimentando aspettative e timori nei confronti delle più recenti espressioni di intelligenza artificiale. Di questo ne parlava diffusamente già nel 2007 Marvin Minsky nel suo volume The emotion machine: Commonsense thinking, artificial intelligence, and the future of the human mind.

Il linguaggio della digitalizzazione dunque è una forma di espressione mutevole, fluida e sinergica, che si articola su più livelli per coniugare il fine allo strumento, il pensiero al risultato finale, il modello digitale al costruito reale. Occorre però comprendere correttamente a quale livello di “digitalizzazione parlata” aspirare, almeno nei suoi contesti principali: come ha scritto Jason Bloomberg su Forbes2acquisizione digitale (in inglese digitization), digitalizzazione (in inglese digitalization) e trasformazione digitale sono termini che esprimono significati molto diversi nel linguaggio della digitalizzazione.

Se la digitization è la traduzione da fonti tradizionali (documenti cartacei, fotografie, negativi e modelli fisici) a formati di archiviazione informatici composti da bit e gestibili dai calcolatori (ne è un esempio la scansione ottica), essa non è da confondere come spesso accade con la digitalizzazione, che è piuttosto il processo, implementabile in maniera industriale, attraverso il quale le interazioni e gli scambi informativi tradizionali vengono coadiuvati dalle tecnologie dei modelli digitali (in forma di linguaggio), traendone benefici di ottimizzazione e diffusibilità a breve e medio termine. La digitalizzazione è più un processo di cambiamento che va progettato e che può partire transitoriamente dall’acquisizione digitale, sia a livello sociale che produttivo.

Al contrario, la trasformazione digitale è qualcosa che le singole industrie non possono progettare da sole, dacché si riferisce ad una mutazione profonda del modello di business e a livello di sistema, tanto da influenzarne i comportamenti nel lungo periodo. 

In altre parole, soprattutto nel mondo delle costruzioni, la trasformazione digitale è il cambiamento delle modalità con le quali viene tradizionalmente concepito il processo edilizio da tutte le figure coinvolte, traghettandole verso pratiche operative originali attuate con strumenti evoluti in grado di rapportarsi tra loro attraverso un linguaggio fatto di relazioni

Se in questa fase è la digitalizzazione che si occupa di tradurre il pregresso mediante l’acquisizione, è intuibile come l’orizzonte futuro dovrà necessariamente confluire nella trasformazione digitale, nella quale prassi e strategie saranno alterate da linguaggi digitali sempre più orientati alla qualità del prodotto finale, con la creazione di un ecosistema produttivo ad ottimizzazione crescente per costi e risorse impiegate.


 [1] A tal proposito si consideri ad esempio l’Atlante dei linguaggi in via di estinzionepubblicato da UNESCO (http://www.unesco.org/languages-atlas/), significativo sforzo di digitalizzazione dei linguaggi caduti in disuso o in via di estinzione.

[2] L’articolo completo è disponibile a questo indirizzo https://www.forbes.com/sites/jasonbloomberg/2018/04/29/digitization-digitalization-and-digital-transformation-confuse-them-at-your-peril/#5fbec682f2c7