Crolla il tetto di un’altra Chiesa: Min. Bonisoli, è giunta l’ora di proteggere il patrimonio culturale italiano?

Siamo un Paese Pericolante: crolla il tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami ai Fori Imperiali a Roma

Crolla il tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami ai ForiCrolla il tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami ai Fori e i giornali titolano “Tragedia sfiorata, sabato c'era matrimonio”. Possiamo dire che come capitato per Norcia con San Benedetto “ci sia andata di culo”: l'edificio, costruito alla fine del '500, è a pochi passi dal Campidoglio all'interno del Foro Romano è spesso usato per le cerimonie nunziali e ne erano programmate due per il fine settimana.

La chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, spiega la direttrice del Parco Archeologico del Colosseo Alfonsina Russo, "è di proprietà del Vicariato mentre la manutenzione è di competenza della Soprintendenza Archeologica del Mibact. Al parco del Colosseo compete invece il sottostante Carcere Mamertino". 

"Il crollo del tetto ha travolto il bel soffitto ligneo cassettonato, che era del '600", spiega ancora Russo che è stata sul posto insieme con il soprintendente archeologico Mibac, Francesco Prosperetti. "Siamo tutti qui fuori insieme con gli archeologi, gli storici dell'arte, i restauratori - spiega Russo - in attesa che i Vigili del Fuoco ci lascino entrare".

E il soprintendente archeologico Mibac, Francesco Prosperetti cosa dice: "Cedimento strutturale improvviso, danni nell'ordine del milione di euro". 

Come per il Ponte di Morandi, tutto all’improvviso.

E i controlli e la manutenzione ? la risposta ce la da sempre il soprintendente: "La chiesa di San Giuseppe dei Falegnami era stata interessata da alcuni lavori che hanno riguardato la facciata" spiegando che, durante i controlli dopo il terremoto di Amatrice, non erano stati segnalati danni. "All'epoca facemmo un censimento delle chiese danneggiate ma - ha ricordato - non vi erano stati problemi. Probabilmente per il pregevole soffitto a cassettoni non si sono potute esaminare le capriate".

Da un’altra fonte leggo: “Appena tre anni fa, nel 2015, era terminato l'intervento di restauro conservativo. Il programma di recupero dell'edificio di culto aveva riguardato il restauro dei prospetti, della facciata principale, dell'oratorio dei falegnami e proprio il rifacimento del tetto in legno. L'intervento, coordinato dall'ufficio beni culturali del Vicariato di Roma, ha avuto un costo di circa 700 mila euro.

L’avevo scritto nel mio ultimo editoriale di 6 giorni fa (Un Paese Pericolante) “Se da un lato il patrimonio immobiliare italiano è fragile - case, capannoni, comuni, scuole ... e ora abbiamo visto anche i ponti - quello degli edifici storici lo è parimenti, forse anche di più.

Ma le difficoltà degli interventi sono diverse: nel primo caso è soprattutto di natura economica (e direi anche normativa, visto la burocrazia della normativa amministrativa di ogni comune); nel secondo caso c'è un problema diverso, la principale natura delle difficoltà di intervento è culturale.

e avevo aggiunto:

“Solo se si passa per Amatrice, per Arquata del Tronto, per Accumoli ci si rende conto di quale sia il risultato di questo terremoto. Abbiamo delle piane rase al suolo con qualche edificio ingabbiato, quasi un monito. A Norcia la città ha resistito, sono state le chiese a crollare. Questi terremoti hanno raso al suolo una parte della storia d'Italia.”

Cosa faremo ora, togliamo la concessione della gestione delle chiese al MIBACT ?

alberto-bonisoli, ministro MIBACCaro Ministro Alberto Bonisoli, è forse giunta l’ora di dare una sterzata ? è finalmente arrivato il momento di rendersi conto che la messa in sicurezza del patrimonio di edifici storici del nostro Paese sia una priorità ? è davvero così difficile comprendere che limitarsi a sistemare le facciate di un edificio sia una carenza enorme ? è così abnorme comprendere che assumere al MIBACT solo architetti ed esperti di belle arti e nessun strutturista sia un errore da evitare ? chiediamo a Renzo Piano se ci regala un progetto di restauro ?

(>> Ricostruzione post sisma della Basilica di San Benedetto di Norcia: l’ “ingegnerofobia” del MiBACT)

Siamo un Paese che, per la sua storia architettonica e sismica, è in grado di esprimere le migliori professionalità (storici, architetti e ingegneri) sia sul tema della conservazione dei beni culturali che sulla loro messa in sicurezza. Occorre però integrare tutte le competenze.

La Commissione MIT - MIBACT

Su questo fronte, caro Ministro, è stato gettato un seme.

Dopo la lettera aperta scritta su INGENIO dal Prof. Antonio Borri (Le Chiese crollano, le sovraintendenze non hanno ingegneri ... Borri scrive a Sessa) il presidente del Consiglio Superiore LLPP è riuscito a creare una commissione ad hoc dedicata a questo tema. (Sessa avvia revisione Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico nel patrimonio culturale)

Ma dai corridoi mi informano che alla pregevole iniziativa, Ministro Bonisoli, è mancato il vero apporto del suo Ministero.

Riprendo alcune parole del mio editoriale già citato:

“Esistono edifici storici in zona 1 che se non fossero vincolati non potrebbero essere agibili. Pensate cosa succederebbe se in un qualsiasi borgo italiano venisse impedito l'accesso a una basilica, a un sito storico, con la motivazione di pubblica incolumità. Se al di fuori di una chiesa vi fosse un cartello con la scritta "edificio non sicuro in caso di terremoto", o addirittura "Edificio Pericolante" quanti entrerebbero ?”

Caro Ministro, amo l’arte, amo infinitamente le donne di Modigliani, le nature morte di Morandi e il David di Michelangelo. Ma amo allo stesso modo la basilica di Santa Maria di Collemaggio, di San Francesco d’Assisi, di San Benedetto di Norcia, la Chiesa di Santa Maria Maggiore di Mirandola,  il campanile della chiesa di San Michele Arcangelo a Poggio Renatico, l'antica torre dell'orologio di Novi di Modena e di Finale Emilia, la chiesa di Moglia … e così come ci adoperiamo per mettere sistemi di allarme a protezione di un quadro credo sia giunta l’ora di mettere lo stesso impengo per adeguare la sicurezza dei nostri monumenti.

E considerato che il Paese è uno, sarebbe il caso che l’archivio digitale che il MIT sta mettendo a punto con la raccolta delle informazioni sulla sicurezza delle infrastrutture riguardi anche i beni vincolati.

In bocca al lupo, aspettiamo risposte vere.