Ecobonus e Sismabonus. Per il futuro una legge unitaria che permette di usufruire di entrambi i benefici fiscali

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L’avvenuta diffusione della bozza del tanto atteso decreto “Nuovo Ecobonus” ha suscitato ragguardevole interesse e diffusa soddisfazione tra gli addetti ai lavori.

Per due principali motivi esso rappresenta una svolta quasi epocale nel panorama degli incentivi governativi applicabili al mondo delle costruzioni: riesce infatti a coniugare da un lato la riqualificazione energetica del costruito con la riduzione del suo rischio sismico e introduce dall’altro criteri completamente nuovi per la quantificazione di tali benefici a disposizione del contribuente.

Come è ampiamente noto ormai da diversi anni, il patrimonio edilizio nazionale presenta diffuse criticità combinate per quanto riguarda la sua inadeguatezza sia nei confronti degli eventi sismici, sia nel rispetto del contenimento dei consumi energetici.

Tali carenze sono evidentemente congenite all’età media del costruito. Il patrimonio edilizio è stato in gran parte realizzato in un’epoca storica nella quale le problematiche della società erano totalmente diverse da quelle contemporanee, così come differenti erano i contorni socio politici, i parametri di crescita economica della nazione e i contorni normativi in ambito tecnico. Un altro mondo insomma.

Aggiorniamo il costruito alle esigenze del XIX secolo

L’evoluzione avvenuta negli ultimi 50 anni richiede a gran voce che il patrimonio edilizio assicuri agli occupanti degli edifici uno standard di qualità ambientale elevato nel pieno rispetto della sicurezza strutturale e dell’uso più razionale delle risorse energetiche. In altre parole si sono innalzati gli standard di riferimento della qualità effettivamente percepita dall’ utente finale.

Parimenti l’evoluzione dei materiali da costruzione, dei prodotti industriali in ambito impiantistico, e non ultimo delle normative tecniche e dei relativi requisiti cogenti giustificano l’implementazione di interventi sistematici per aggiornare il patrimonio edilizio, in linea con le indicazioni politiche orientate sempre più nella direzione del riutilizzo - compreso quello del territorio - e della razionalizzazione delle risorse energetiche. 

È necessario mettere mano al costruito e aggiornarlo alle esigenze del XXI secolo.

Ecobonus e Sismabonus hanno la medesima dignità e importanza

Il comparto delle costruzioni e il suo indotto continuano a rivestire un ruolo chiave nell’ economia nazionale, pertanto un loro stimolo a livello di politica economica non poteva essere trascurato: in questo contesto sono state introdotte le agevolazioni fiscali che nel corso degli anni hanno subito varie modifiche e adattamenti secondo quanto definito in più strumenti legislativi, non senza diffuse complicazioni sulle modalità applicative. Fino ad oggi esse sono sempre state legate in ragione percentuale alla spesa complessiva dei lavori svolti, più o meno generici, in relazione alla loro tipologia.

L’importante cambiamento odierno avviene proprio in questa ottica: unificare lo strumento di legge che permette di usufruire dei benefici fiscali, combinando le diverse tipologie di intervento, più comunemente riassunte in Ecobonus e Sismabonus, e definire nuovi criteri più dettagliati per la loro quantificazione economica.

Si tratta quindi di un logico punto di arrivo: l’esecuzione pratica degli interventi di consolidamento strutturale e di miglioramento delle prestazioni sismiche di un fabbricato comporta quasi sempre lavorazioni anche sull’involucro edilizio (facciate e coperto in particolare). Il buon senso e soprattutto l’ottimizzazione del processo, sia nella fase progettuale – autorizzativa che in quella esecutiva, suggerisce quindi di procedere con un’ esecuzione congiunta dei due interventi nell’ambito del medesimo appalto.

La filosofia di tale strumento legislativo ribadisce soprattutto il concetto che riqualificazione energetica e consolidamento strutturale/sismico acquisiscono la medesima dignità e importanza e devono essere fortemente incentivati su tutto il territorio nazionale, per una capillare applicazione, favorendo così l’ interesse del cittadino e non ultimo anche l’ attività economica.

Ecco quindi che il nuovo decreto, non appena sarà effettivamente pubblicato e vigente, offrirà rinnovate e interessantissime opportunità a professionisti, costruttori e soprattutto ai contribuenti.

Quale ruolo per l'ingegnere?

In questo scenario complesso il ruolo dell’ingegnere riveste una centralità unica per le sue caratteristiche tecniche, multidisciplinari e organizzative: deve quindi assicurare un contributo fondamentale alla società mediante l’attiva partecipazione, sia in fase progettuale ed esecutiva che divulgativa. In altre parole si presenta quindi una grande opportunità che non può essere trascurata.

Anche gli Ordini Professionali hanno quindi il dovere di favorire e supportare la conoscenza e la formazione dei propri iscritti al fine di assicurarne l’ adeguatezza alle richieste del mercato e quindi del cittadino. Il loro compito non può fermarsi qui: proprio per la loro natura istituzionale dovranno anche investire tempo e risorse per favorire la divulgazione e la comunicazione con il contribuente e quindi saper rendere semplici e facilmente fruibili a tutti concetti tecnici non sempre accessibili ai non addetti ai lavori.

In quest’ ottica per esempio va inquadrata la giornata nazionale della prevenzione sismica che il prossimo 30 settembre occuperà diverse piazze in tutto il territorio nazionale: ingegneri e architetti, fianco a fianco saranno a disposizione dei cittadini per illustrare le problematiche connesse alla prevenzione sismica e gli incentivi fiscali già applicabili (Sismabonus).

È una sfida importante che va saputa cogliere con grande entusiasmo e determinazione, per trasformare e modernizzare il prezioso patrimonio edilizio presente sul territorio nazionale, nel rispetto dei suoi valori storici e caratterizzanti.