Legge di Bilancio 2019: testo bollinato e relazione tecnica. Le ultime novità per professionisti ed edilizia

Matteo Peppucci - Collaboratore INGENIO 02/11/2018 6448

Nel DDL Bilancio inviato alle Camere previste tre task force per le infrastrutture: centrale progetti, Cabina di regia, Investitalia. Confermate le proroghe dei bonus edilizi, la flat tax per i professionisti tecnici e la cedolare secca al 21% per gli affitti commerciali. Tutti i testi e le relazioni

Legge di Bilancio 2019: ecco tutte le misure di interesse per professionisti ed edilizia

Ci siamo. Il testo del DDL Bilancio 2019 bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato e inviato alle Camere, con tanto di relazione tecnica illustrativa, sono disponibili in fondo all'articolo e riepiloghiamo tutte le misure di interesse della Manovra 2019, nella cui ultima versione si scopre che insieme alla conferma dei 17,8 miliardi di euro in tre anni per gli investimenti pubblici, nasce una nuova struttura di missione da istituire a Palazzo Chigi per monitorarre e rilanciare gli investimenti: Investitalia.

Investimenti pubblici: le tre task force e la nuova Centrale di progettazione

  1. Cabina di regia Strategia Italia: istituita dall'art. 40 del Decreto Genova (109/2018, approvata la conversione in legge alla Camera), si avvale dell’esistente Dipe a Palazzo Chigi, senza nuovi oneri, con il compito di verificare lo stato di attuazione degli investimenti in corso in opere pubbliche e adottare misure per superare eventuali ostacoli;
  2. Investitalia: lo istituisce l'art.18 della Manovra. La struttura opererà alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio dei ministri, a supporto delle attività del Presidente del Consiglio dei ministri di coordinamento delle politiche del Governo e dell’indirizzo politico e amministrativo dei Ministri in materia di investimenti pubblici e privati. Al comma 2 vengono spiegati i compiti di Investitalia: analisi e valutazione di programmi di investimento riguardanti le infrastrutture materiali e immateriali; valutazione delle esigenze di riammodernamento delle infrastrutture delle pubbliche mministrazioni; verifica degli stati di avanzamento dei progetti infrastrutturali; studi di fattibilità economico-giuridici dei progetti di investimento, individuazione di soluzioni operative, il tutto in collaborazione con i diversi ministeri; individuazione di ostacoli e criticità e proposta di soluzioni;
  3. Centrale di progettazione delle opere pubbliche: lo istituisce l'art.17 e si tratta di una nuova struttura indipendente con 300 nuove unità di personale e una spesa di 100 milioni di euro all’anno, che avrà il compito di progettare opere pubbliche su richiesta di amministrazioni centrali e territoriali. Verranno quindi assunte 300 persone, il 70% composto da professionisti tecnici, assunte con contratto a tempo indeterminato. Costo: 100 milioni l’anno. A dirigere la struttura sarà un “coordinatore” che durerà in carica tre anni, rinnovabili, e sarà equiparato a dirigente di prima fascia. La centrale viene localizzata presso l’Agenzia del Demanio, e ne viene "assicurata l'indipendenza delle valutazioni" nell'esercizio delle sue funzioni. La centrale opererà inoltre in "autonomia amministrativa, organizzativa e funzionale". La Centrale può svolgere, con rimborso dei relativi costi, compiti di progettazione di opere pubbliche e attività connesse alla progettazione, gestione delle procedure di appalto in tema di progettazione per conto della stazione appaltante, predisposizione di modelli di progettazione e valutazione dei progetti.

Appalti pubblici: le Province al centro del villaggio!

Il DDL Bilancio (art.16 comma 4) rivoluziona, per certi versi, il mondo degli appalti pubblici soprattutto 'minori' (e quindi prioritari): si prevede infatti che "l'ambito territoriale di riferimento delle centrali di committenza coincide con il territorio provinciale o metropolitano e i comuni non capoluogo di provincia ricorrono alla stazione unica appaltante costituita presso le province e le città metropolitane per gli appalti di lavori pubblici". Viene sostituito completamente l'art.37 comma 5 del d.lgs. 50/2016 che prevede l'aggregazione spontanea tra comuni per la centralizzazione degli appalti. Anche se i nuovi ambiti di livello provinciale e metropolitano previsti dalla legge di bilancio resteranno in vigore fino al completamento della qualificazione delle stazioni appaltanti, di fatto le nuove "centrali" di livello provinciale non solo sostituiscono le aggregazioni di comuni ma "sorpassano" anche lo stesso sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti.

Proroga bonus edilizi

Come già ampiamente approfondito in prececenza, l'art.11 del DDL Bilancio 2019 conferma la proroga di un anno degli attuali bonus edilizi per ristrutturazioni e risparmio energetico, su singole unità immobiliari. Verranno prorogati i bonus su:

  • detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia;
  • detrazioni per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione (cd. Bonus Mobili);
  • detrazioni per interventi di riqualificazione energetica (comprensivo degli interventi per impianti di microgenerazione e degli interventi sui singoli immobili IACP)

L'art.12, invece, dispone la proroga delle detrazioni fiscali per interventi di sistemazione a verde.

Fondo Investimenti enti territoriali

L'art.16 istituisce un fondo per il rilancio degli investimenti degli enti territoriali nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, con una dotazione di 3.000 milioni di euro per l'anno 2019, di 3.400,2 milioni di euro per l’anno 2020, di 2.000 milioni di euro per l’anno 2021, di 2.600 milioni di euro per l’anno 2022, di 3.000 milioni di euro per l’anno 2023, di 3.400 milioni di euro per l’anno 2024, di 3.500 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2026, di 3.450 milioni di euro per l’anno 2027, di 3.250 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2028 al 2033 e di 1.500 milioni di euro annui, a decorrere dall’anno 2034.

Edilizia sanitaria

L'art.42 ridetermina da 24 a 26 miliardi di euro l'importo fissato dall'articolo 20 della legge 67/88 (edilizia sanitaria). "Fermo restando - si precisa nel testo - il limite annuo definito in base alle effettive disponibilità di bilancio per la sottoscrizione di accordi di programma e l'assegnazione di risorse agli altri enti del servizio sanitario interessati". L'incremento è destinato in via prioritaria alle Regioni che abbiano esaurito, con la sottoscrizione di accordi, la loro disponibilità a valere sui 24 miliardi di euro. Il Fondo investimenti enti territoriali è ridotto di 50 milioni di euro in ciascuno degli anni 2021 e 2022, di 200 milioni annui per gli anni dal 2023 al 2031 e di 100 milioni di euro nel 2032, con corrispondente aumento delle risorse necessarie ad attuare il programma di edilizia sanitaria.

Cedolare secca 21% affitti commerciali

La Manovra prevede anche una cedolare secca del 21% - ma solo per un anno - per gli affitti commerciali ma fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze (art.9). "Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell'anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 mq, escluse le pertinenze, e relative pertinenze locate congiuntamente, può, in alternativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, essere assoggettato al regime della cedolare secca con aliquota del 21%". L’agevolazione si applica ai contratti stipulati nel 2019, qualora al 15 ottobre 2018 risulti già in essere un contratto non scaduto tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.

Flat Tax professionisti tecnici: ecco come funziona

La Manovra 2019 comprende, come già evidenziato in precedenti aggiornamenti, anche la nuovissima flat tax (regime forfettario): si tratta dell'articolo 6, dedicato all'Imposta sostitutiva per imprenditori individuali ed esercenti arti e professioni.

Riassumendo, è un'aliquota piatta al 15% fino ai 65 mila euro. Il regime forfettario, quindi, allarga gli argini visto che prima arrivava fino ai 30 mila euro. La misura entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019 e, di riflesso, pare che potranno agevolare della tassa al 15% ben 500 mila in più rispetto a quelle che già attualmente sono comprese nel regime forfettario. Dal 2020, poi, da 65 mila euro si salirà fino a 100 mila euro.

Confermata, inoltre, l'aliquota del 5% per la durata di 5 anni, dedicata alle nuove attività.

Strade e scuole nelle Province

Per le Province delle Regioni a Statuto ordinario è allo studio uno stanziamento di 3 miliardi e 750 milioni di euro (250 milioni di euro annui per gli anni dal 2019 al 2033), a valere sul Fondo investimenti per gli enti territoriali, da destinare a piani di sicurezza a valenza triennale per la manutenzione di strade e scuole. 

Per assicurare l'elaborazione dei piani di sicurezza, la bozza specifica che le assunzioni di personale, consentite già dalla Legge di Bilancio 2018, dovranno riguardare figure ad alto contenuto tecnico-professionale: ingegneri, architetti, geometri, tecnici della sicurezza ed esperti in contrattualistica pubblica e codice degli appalti.

LA MANOVRA BOLLINATA DALLA RGS E LA RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA SONO DISPONIBILI IN FORMATO PDF