LED: analisi economica di un intervento di efficienza energetica sul sistema di illuminazione pubblica di Roma

Tecnologia LED per l'illuminazione della città di Roma: analisi economica dell'intervento di sostituizione

illuminazione stradale a ledNei programmi europei in tema di sostenibilità energetica sono inclusi i sistemi di illuminazione pubblica ad alta efficienza. La scelta più comune per questi interventi sembra essere l’utilizzo di LED (Light Emitting Diode), che risultano energeticamente più efficienti delle classiche lampade a incandescenza. 

I LED, rispetto alle lampade a incandescenza, comportano un investimento iniziale più alto, ma garantiscono una durata nel tempo nettamente più elevata. 

Questo studio si propone di analizzare l’attuale sistema di illuminazione pubblica di Roma e la successiva sostituzione dei corpi illuminanti con apparecchi a LED.

La tecnologia LED

Negli ultimi anni l’efficienza luminosa dei LED ha superato i 130 lm/W, inoltre, la necessità di ridurre i consumi di energia elettrica ha portato ad un’importante crescita dell’utilizzo di questa tecnologia. 

I principali vantaggi dei Light Emitting Diode sono:

  • Efficienza;
  • Durata;
  • Ridotti costi di manutenzione;
  • Assenza di radiazione infrarossa;
  • Assenza di mercurio e materiali tossici o pericolosi per la salute;
  • Dimensioni ridotte.

Le lampade utilizzate nell’illuminazione pubblica devono garantire un’elevata efficienza luminosa e alta affidabilità per tutta la vita operativa. I LED soddisfano entrambi i requisiti garantendo inoltre:

  • Risparmi di energia elettrica del 65%;
  • Riduzione delle emissioni di CO2;
  • Di evitare la costruzione di nuove centrali elettriche.

Gli incentivi

In Italia la tecnologia LED può usufruire dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE) o Certificati Bianchi. Un TEE è equivalente a un TPE (Tonnellata di Petrolio Equivalente), il meccanismo dei certificati bianchi viene gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e permette ai soggetti obbligati, come i distributori di energia elettrica e gas, di raggiungere gli obiettivi annuali in termini di TPE risparmiati. I TEE vengono scambiati sul mercato energetico gestito dal GME.

L’intervento

L’intervento in oggetto consiste nella sostituzione dell’illuminazione pubblica nella città di Roma tramite l’utilizzo di lampade a LED. La rete di illuminazione pubblica romana presenta le seguenti caratteristiche:

  • Estensione per 7˙500 km;
  • 193˙045 lampade tradizionali;
  • Funzionamento per 4˙332 h/anno;

La tipologia di lampade installate non è univoca, si trovano infatti lampade fluorescenti, ai vapori di mercurio, lampade al sodio e a ioduri metallici. 

Pro e contro delle lampade tradizionali

Figura 1 – Pro e contro delle lampade tradizionali

Per valutare la fattibilità economica dell’intervento sono stati considerati i seguenti parametri: costo totale dell’investimento, costi di manutenzione e gestione, costo dell’energia, incentivi utilizzabili, costo medio ponderato del capitale.

Il sistema attuale di illuminazione pubblica della città di Roma

Il costo annuo dell’energia per l’illuminazione pubblica di Roma si aggira intorno ai 37 milioni di euro. Considerando un periodo di 12 anni (vita media di una lampada a LED) e stimando un utilizzo delle lampade di circa 11 ore al giorno le lampade tradizionali devono essere sostituite più di tre volte, il costo annuale per la sostituzione delle lampade è quindi pari a quasi 3,5 milioni di euro. Il costo annuo totale per mantenere le lampade esistenti si aggira intorno ai 40 milioni di euro.

La sostituzione dei corpi illuminanti con sistemi LED

Il costo della sostituzione di tutti gli apparecchi esistenti con lampade a LED è pari a 208˙506˙805 euro. Il risparmio energetico calcolato è del 70%, il costo annuo dell’energia passa quindi a poco più di 11 milioni di euro. Il risparmio economico risulta quindi pari a 29 milioni di euro all’anno. 

Sono inoltre da considerare gli incentivi a cui questo intervento ha accesso, infatti, tramite il meccanismo dei TEE, la città di Roma può ricevere, per i primi cinque anni, un incentivo di circa 2,5 milioni di euro.

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